Vigili in rivolta per la ztl: «Noi nell´ingorgo come scudi umani»

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NAPOLI – Proteste su proteste. Prima i commercianti, poi gli automobilisti e ora i vigili. La nuova Ztl e soprattutto il varco a Cavalli di Bronzo crea il caos soprattutto in alcune ore. E gli uomini impegnati a garantire l’ingresso degli autorizzati dopo due giorni sono esasperati. «Noi non siamo scudi umani». È questo il grido di Cgil, Diccap, Usb e Sila, messo nero su bianco in una lettera inviata a De Magistris e agli assessori del Personale e della Mobilità e in ultimo al comandante, il generale Luigi Sementa. Poche righe per chiedere con urgenza «il ripristino delle condizioni di sicurezza». I sindacati hanno dato mandato ai legali di «procedere a tutela della salute dei dipendenti della Polizia Municipale». Sono stati due giorni da incubo per gli uomini impegnati sul fronte. Condizioni di lavoro disumane – spiega il segretario provinciale della Cgil Funzione Pubblica Gennaro Martinelli. «Così – spiega – non si potrà andare avanti a lungo». la disposizione del varco – spiegano i sindacati – è inaccettabile. «Non solo dobbiamo fungere da scudo umano ma si è esposti ad ogni tipo di pericolo stretti tra l’enorme flusso veicolare, le barriere di cemento e l’incrocio posto ad angolo di 90 gradi». In sostanza «una esposizione a rischi personali e ad una cappa di smog insostenibile in cui si viene immersi per 6 ore». La lettera è l’ultimo appello. Poi ci saranno altre proteste. Di sicuro così non si può andare avanti. Un primo bilancio di questi due giorni è stato fatto all’assessorato Mobilità di Anna Donati con i tecnici. Le problematiche sono state rappresentante anche dalla Municipale. Ma per il momento non cambia nulla. «Tra una settimana – hanno risposto i tecnici dell’Assessorato – gli automobilisti si saranno abituati». Altro fronte, i commercianti. Questa volta si sono rivolti direttamente al prefetto Andrea De Martino. Dichiarano lo stato di agitazione e chiedono «ad horas la sospensione dei provvedimenti di Ztl adottati in città, al fine di scongiurare un maggio di proteste che le categorie ed i territori rappresentati stanno programmando». Il presidente di Confcommercio Napoli Pietro Russo e il numero uno di Confesercenti Vincenzo Schiavo hanno scelto di rivolgersi al prefetto con una lettera congiunta. «Il settore terziario – spiegano i due presidenti – è stato letteralmente messo in crisi dai provvedimenti di mobilità adottati dall’Amministrazione comunale». In sostanza è a rischio il futuro di oltre mille dipendenti nella sola Chiaia. Ma sui numeri e sui dati non tutti concordano tanto che sono molti i commercianti che non aderiscono a nessun tipo di mobilitazione.

di Elena Romanazzi IL MATTINO DI NAPOLI