COSTA D´AMALFI: …QUEL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA…(XII^ PUNTATA)

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XIII^ puntata: …ANCORA SULLA PRATICA DEL SIG. MARTINO.

Riassunto delle puntate precedenti: Ancora sul percorso accidentato che dovette affrontare la pratica edilizia attraverso la quale si chiedeva l’apertura di una finestra nella parete della merceria per permettere al sig. Martino di guardare di nuovo fuori dopo l’incidente che gli capitò e che lo costringeva bloccato su una sedia.

Quattordici enti avevano la facoltà di esprimersi su quella richiesta edilizia, questi erano i restanti sette (per i primi sette, vedi la XII puntata):

1)     L’Autorità di Bacino: La zona della piazza era stata classificata a rischio “imminente” frana ed “eventuale” inondazione, sulla scorta di alcune fonti storiche: uno smottamento aveva interessato la via attigua nel 1920. Ed il torrente, distante solo 500 metri, poteva sempre ingrossarsi in caso di diluvio universale così tanto da raggiungere la piazza della merceria. In che modo la finestra del sig. Martino potesse influenzare le pioggie e le frane non era molto chiaro, ma l’Autorità pretese comunque un’opera di mitigazione del rischio che interessasse il versante collinare e anche un rinforzo degli argini del fiume che andavano sollevati di altri 80 centimetri.

2)     L’ANAS: L’apertura della finestra e di conseguenza l’apposizione di una nuova superficie vetrata, secondo alcuni studi piuttosto articolati, poteva costituire un pericolo per gli automobilisti della statale, nonostante questa fosse distante in linea d’aria almeno 30 metri. Ottenere il parere positivo fu complicatissimo, servirono 4 sopralluoghi di 4 tecnici differenti, fecero anche alcuni esperimenti bloccando il traffico per ore, questo ci costò parecchie maledizioni e un quantitativo di bestemmie contro il quale assumemmo un esorcista.

3)      La Protezione Civile: Aprire una nuova finestra al piano terra di un edificio, poteva rappresentare, secondo la nuova normativa, un problema di ordine pubblico. Per opere edili dalla realizzazione particolarmente complessa, infatti, si prevedevano le consuete file di anziani che sostando in prossimità del cantiere per dare i soliti consigli, potessero rappresentare una situazione di pericolo creando caos e assembramenti di folla non facilmente governabili. Per questo motivo la Protezione Civile voleva vederci chiaro sull’entità dei lavori, vietandoli nel caso non fosse possibile realizzarli senza le opportune norme di sicurezza o quantomeno transennando tutta l’area ed allarmando anche la questura.

4)      L’Ispettorato del Lavoro: Per prevenire incidenti sul lavoro, tutta la pratica andava spedita all’ispettorato che indicava le norme da seguire per evitare infortuni. La normativa era diventata molto stringente; occorreva redarre il PSC (piano di sicurezza e coordinamento), il POS (piano operativo di sicurezza), il PES (piano esemplare di sicurezza), il PUS (piano utile di sicurezza), il PAS (piano attivo della sicurezza), il PIS (piano imperativo di sicurezza) ed il PSS (piano della sicurezza sulla sicurezza). Il tutto in triplice copia, per essere più sicuri.

5)      La LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli): Una nuova finestra poteva intralciare la migrazione delle specie caratteristiche della zona, anche se era al piano terra e anche se era molto piccola. In particolare, in quel periodo, si riteneva fosse in pericolo la sopravvivenza di un tipo di rondine dal nome scientifico “Hirundo rustica tytler” una sottospecie che viveva in Mongolia, Thailandia e Siberia Centrale. Per un eccesso di prudenza ed ottimismo si riteneva che il flusso della specie si stesse spostando in costa d’Amalfi e quindi l’inserimento nell’habitat di nuove superfici vetrate potesse disturbarne il volo. La finestra del sig. Martino andava, dunque, valutata con attenzione.

6)      L’Ente Nazione Smaltimento Rifiuti: Il problema rifiuti era diventato drammatico. Ogni materiale di risulta andava analizzato con attenzione da un reparto speciale, emanazione diretta dei RIS per comprendere in quale discarica dovesse finire. Dall’analisi della parete da forare, purtroppo, si rinvennero tracce di un polimero dalla composizione sconosciuta, ritenuto tossico. In realtà quelle pietre erano solo impregnate dell’aroma delle soppressate che la sig.ra Lea da trent’anni metteva a seccare in quell’angolo, l’evaporazione del grasso delle soppressate miscelato al fumo delle migliaia di sigarette fumate e ai vapori delle scarpe che il sig. Martino lasciava ad arieggiare spesso nei pressi, avevano cambiato la composizione chimica di quel tratto di muro. Ma questa spiegazione per l’Ente non aveva nessun fondamento scientifico e rifiutava di smaltire quel rifiuto senza un opportuno stoccaggio.

7)      Il Gran Consiglio dell’Ambiente: Era stato istituito da poco e vigilava sulle aree protette, era un organo prettamente politico formato da una commissione di 12 esperti, esclusivamente politici e democraticamente non eletti da nessuno. Vecchi ex senatori in pensione, sottosegretari in crisi d’identità e portaborse senza più borse.  La crisi aveva imposto tagli severi alle pensioni dei politici e allora per rientrare nelle spese del loro sobrio stile di vita, si erano inventati questo ente supremo. Per questo motivo le pratiche andavano, notoriamente, oliate parecchio. Le tariffe erano alte.

Il sig. Martino, che era un uomo dalla pazienza di un Santo, attese che ogni ente venisse a fare i suoi sopralluoghi, ogni volta allungava il collo per sentire le nostre conversazioni, socchiudeva gli occhi e restava così, immobile, fino a quando i tecnici di turno non andavano via. Poi con un cenno della mano chiamava la moglie, la sig.ra Lea, che pazientemente gli spiegava (a volte mentendo) che era andato tutto bene e che presto avremmo potuto aprire la finestra e lui, finalmente, avrebbe guardato di nuovo fuori e, magari, raccontato ai passanti delle sue imprese eroiche nella campagna di Spagna. Nell’Ottobre del 2019, dopo quasi cinque anni di traversie, eravamo riusciti ad ottenere nove pareri positivi, uno positivo con beneficio del dubbio ed un silenzio assenso, ci mancava il nulla osta della LIPU che monitorava la migrazione della rondine asiatica e avevamo quasi raccolto i 50.000 euro di tangente per il Gran Consiglio ma non riuscivamo proprio a sbloccare la pratica allo smaltimento rifiuti.

A Dicembre finimmo la colletta della tangente per il Gran Consiglio dell’Ambiente, si era finalmente estinta la rondine della Mongolia e avevamo imbarcato, abusivamente, i rifiuti su una nave battente bandiera malese in rotta per una discarica nel sud dell’India. Eravamo, dunque, ottimisti. Qualche giorno prima di Natale, però, la sig.ra Lea chiamò Martino per chiedergli cosa volesse per pranzo, era un Martedi; di Martedi, Martino, da 35 anni, mangiava sempre la pasta con le sarde fresche, ma la moglie, che odiava la puzza delle sarde, ogni volta gli e lo chiedeva perchè sperava sempre che le dicesse che quel giorno volesse cambiare menù. Quel giorno Lea chiamò Martino più volte, ma questi non gli rispose. Poi si avvicinò e lo trovò con il capo chino, la fronte poggiata alla parete, nel punto dove sperava di poter aprire quella maledetta finestra per poter guardare fuori. Lea provò a scuoterlo ma il cuore forte di Martino si era fermato, non aveva malattie, aveva fatto un check-up completo solo la settimana prima senza alzarsi neanche dalla sedia. Alla spirometria aveva sfondato la macchina, “quest’uomo ha più fiato di Enzo Maiorca” aveva detto il medico. Martino era in perfetta salute, ma desiderava guardare di nuovo fuori ed era passato troppo tempo. Per questo era morto, di noia.

 

(continua – 13)

Christian De Iuliis

www.christiandeiuliis.it

Rinnovo la nota dell’autore:  Gentili lettori, in qualità di autore del romanzo a puntate in oggetto, anche in seguito del discreto successo di pubblico che sta ricevendo, volevo precisare che il testo non ha nessun intento diffamatorio; si tratta dunque, semplicemente, di un esercizio di satira e gli eventi sono assolutamente frutto della mia fantasia e sono strettamente di natura umoristica. Mi auguro dunque che gli esponenti delle categorie professionali (politici, forze dell’ordine, architetti, magistrati) che, a rotazione, faranno parte del romanzo, lo ricevano senza indispettirsi e con la giusta dose di ironia e di leggerezza che merita.