Carosino (TA). Successo del Convegno su “Lingua, linguaggi e minoranze nel Risorgimento delle etnie”.

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Articolo di Maurizio Vitiello – Etnie e territorio in un percorso tra modelli antropologici e realtà linguistiche. Successo e consenso per il Convegno a Carosino con la relazione e l’esperienza di Pierfranco Bruni, responsabile del Progetto “Etnie” del MiBAC in un confronto con personalità della cultura e delle istituzioni.

 

“Lingua, linguaggi e minoranze nel Risorgimento delle etnie”. Un convegno sul ruolo delle minoranze etniche storiche nel contesto italiano svoltosi a Carosino (TA) ha innescato un interessante discussione, oltre che un unanime consenso, sul rapporto tra Mediterraneo, linguaggio, lingue e contesti territoriali. Ha relazionato Pierfranco Bruni, Responsabile del “Progetto Etnie” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il filo conduttore è stato il Risorgimento delle etnie”. 

La tematica trattata in una sala conferenze del castello D’Ayala Valva di Carosino gremita di uditori, nasce dallo sviluppo della ricerca “Schegge d’Italia. Risorgimento ed Etnie” di Micol e Pierfranco Bruni (Pellegrini editore). La ricerca, che tra l’altro si avvale dell’introduzione dello stesso Direttore Generale del MiBAC Maurizio Fallace, è parte integrante del progetto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali “Le etnie, le minoranze e i processi risorgimentali” curato da Pierfranco Bruni. 

La manifestazione ha visto coinvolti il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore, il Sindacato Libero Scrittori, la Fondazione “Nuove Proposte” e il Centro Culturale “Comunic@re” che, nel corso della serata, hanno promosso anche la proiezione del filmato: “Il mare, le lingue, le etnie e il Mediterraneo” la cui consulenza scientifica è di Piefranco Bruni. 

Al Convegno hanno partecipato l’Assessore alla Cultura del Comune di Carosino Paco Vinci, il Presidente della Fondazione “Nuove Proposte” Elio Michele Greco, il Presidente del Consiglio Provinciale di Taranto Giuseppe Tarantino e Pierfranco Bruni Responsabile del Progetto ed il giornalista Floriano Cartanì. 

Un convegno di studi quanto mai attuale quello proposto a Carosino che ha permesso di riscoprire il confronto tra storia, identità e fenomeni antropologici che sono elementi significativi non solo del dibattito storico di questi anni ma anche della relativa dialettica dei cosiddetti ‘ linguaggi sommersi’ presenti nell’Italia risorgimentale. Se per l’assessore Paco Vinci tematiche come quella proposta risultano di notevole importanza per l’arricchimento culturale della cittadinanza, Elio Greco di “Nuove Proposte” e l’on. Giuseppe Tarantino, sottolineano che per incontri come quello di Carosino si tratta senza mezzi termini di momenti di alta valenza intellettuale la cui ricerca va posta nelle basi stesse dell’identitarietà di un popolo e di un territorio. Per Floriano Cartanì, nella duplice veste di giornalista-coordinatore e di Presidente del Centro Culturale Comunic@re, il tema centrale che si dipana tra lingue e linguaggi e che riguarda le minoranze etno-linguistiche in modo particolare, è tutt’altro che superato. 

Nel parlare di etnie e del loro ‘risorgimento’, bisogna necessariamente scavare nella storia del territorio e del suo popolo, per proporre una traccia di dibattito veramente aperta sull’intera stagione dell’Ottocento e sulle vicende pre e post unitarie italiane. Le conclusioni della serata, spesso interrotta da scroscianti applausi della platea sugli interventi ascoltati, sono state affidate a Pierfranco Bruni. Per il Responsabile del Progetto MiBAC per le etnie, la storia di un Risorgimento mancato e incompiuto da un punto di vista ideale e ideologico resta ancora tutto in piedi. 

Soprattutto rimane incompiuta la capacità di cogliere e di capire quell’incontro fenomenale di popoli e di civiltà ricorrendo, invece, all’imposizione di una ‘statuto’ di imperi e regni dalla pallida parvenza di “libertà”, che hanno letteralmente logorato la storia della mediterraneità di questi popoli. Quindi le presenze minoritarie in Italia ed i loro risvolti storiografici vanno considerati come vero e proprio punto di riferimento che ci permette non solo di salvaguardare un patrimonio di lingue e luoghi che ci appartengono, ma aprire anche prospettive di sviluppo grazie al rapporto tra culture, bene culturale, attività e promozione. 

Un tema di sicura attualità che ormai interessa sia gli ambienti accademici e scientifici sia le Istituzioni che puntano allo sviluppo delle tradizioni e delle culture sommerse. Da questo punto di vista Pierfranco Bruni ha tenuto a sottolineare la necessità di non dividere i due “mondi” perché bisogna tutelare necessariamente ma accorre anche valorizzare e far conoscere queste presenze storiche che intrecciano antropologie, lingue, costumi, religiosità e fenomeni artistici. 

 

Maurizio Vitiello

 

 

 

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