Il coro degli Angiulilli del teatro Verdi

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La formazione delle voci bianche preparata da Silvana Noschese ha offerto un concerto in San Giorgio, in occasione della Domenica in Albis

 

Di Olga Chieffi

Serata emozionale domenica, nella Chiesa di San Giorgio, con protagonista il coro delle Voci bianche del teatro Verdi, diretto da Silvana Noschese. La formazione ha offerto un concerto in occasione della domenica in Albis, proponendo una scaletta eterogenea, in cui ha toccato ogni genere di musica corale, dalla sacra, all’africana, portandoci sino sulle Ande e negli Stati Uniti. Evento clou della serata è stata l’esecuzione di una scelta di brani della Messa degli Angiulilli, composta dal Maestro Gaetano Panariello, per  il progetto dell’Associazione Scarlatti di Napoli, “La musica in mano ai criaturi”, nato e mirato a diffondere la cultura musicale fra le giovanissime generazioni, concretizzato con la formazione di un coro di voci bianche, denominato “Gli Angiulilli di Napoli”, costituito da ragazzini che frequentano le classi delle elementari e delle medie inferiori. Se il programma è principiato con il celebrato Alleluja mozartiano, che non si discosta poi tanto dalla scena del genio di Salisburgo, si è continuato con il Benjamin Britten delle sue canzoni popolari per l’infanzia con Old Abram Brown, gemma di un repertorio intimo e al contempo nuovo, adatto a sviluppare la linea vocale dei piccoli. Un amabile O Bone Jesu di Andrei basevi, per entrare nel mood della messa degli Angiulilli del Maestro Panariello, che ha visto al pianoforte Gabriella Iorio, il quale ha nel suo segno per intera la scuola compositiva napoletana, costituita da quella continuità melodiosa fino all’eccesso, che riesce ad aprire un sotteso dialogo tra i giovanissimi cantori e il pubblico, grazie anche a ritmi, in particolare ternari, con cui si pone alla ricerca delle proprie nobilissime radici. L’africa è vicina ed ecco Kumbaya uno spiritual afro-americano, in cui si sono rivelate le percussioni di Francesco Fasanaro prima di intonare Song of Joy di Althouse. La seconda parte del concerto ha visto i bambini aggiungere al linguaggio vocale anche quello del corpo importante in quanto regola il ritmo del movimento nello spazio che ci circonda. In Okapi e nella Magia delle Ande, gestualizzazioni e piccoli movimenti di danza sono state inserite nella performance, da Silvana Noschese e Tiziana Caputo, lasciando così il coro offrire un simpatico colpo d’occhio. Ancora un brano di Gaetano Panariello, tratto dal musical “Al lupo, al lupo!”, ispirato alle favole di Esopo, con  la swingante “Facciamo finta”, che strizza l’occhio all’attacco della “Rhapsody in blue” di George Gershwin, prima di cedere il testimone a “Imagine” di John Lennon, una canzone costruita su un semplicissimo giro di Do, che è nella storia della musica pop e delle canzoni di pace. Finale affidato a “Saturday Night” che ha coinvolto a pieno il pubblico. Applausi per tutti i piccoli musicisti che desideriamo citare tutti Gabriella Adamo, Antonio Barile, Andrei Bernabò, Giorgio Cannavacciuolo, Lucia D’Eboli, Vittorio D’Emma, Giuseppe Fasulo, Marta Feo, Francesca Ferraioli, Daniela Fortunato, Marica Gaito, Anita Galdieri, Martina Gallozzi, Maria Grazia Grieco, Giovanna Landi, Alessio e Marina Mancuso, Sara Martuscelli, Marta Massanova, Roberta e Salvatore Martines, Carlotta Mellone, Anna Paola Moriello, Gemma Paganini, Chiara Pierro, Athina Ragusi, Chiara Sciaraffa, Clotilde Spirito e Cecilia Vita, che hanno voluto congedarsi dal pubblico con il cullante Agnus Dei della Messa degli Angiulilli. Rivedremo il coro certamente protagonista del Maggio salernitano, nonché dell’opera a loro dedicata “La Luna nel pozzo”, composta da Antonello Mercurio, una favola in musica che andrà in scena al teatro Verdi il prossimo autunno.


 

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