Massa Lubrense le mamme dellla scuola di sant´Agata del Don Milani protestano per la chiusura

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Massa Lubrense, penisola sorrentina. Protesta delle mamme del circolo scolastico di Sant’Agata per la prevista chiusura disposta con delibera del Comune di Massa Lubrense “Come tutti saprete dall’anno scolastico prossimo ci sarà una “rivoluzione” se così si può chiamare nel mondo scolastico massese con la creazione dei due istituti comprensivi: Pulcarelli-Pastena (scuole di Torca, Sant’Agata e Pastena) e Bozzaotra-Monticchio (con scuole di Massa, Monticchio, Termini e Nerano) che sta lasciando e creando, come succede sempre in questi casi un po’ di maretta per quanto riguarda le varie componenti della scuola con lettere di docenti all’Amministrazione, interrogazioni della minoranza in Consiglio Comunale” dice Lello Acone 

Piovono dure critiche nei confronti del  Comune di Massa Lubrense che in attuazione della delibera n. 132 del 2011, ha provveduto secondo leggeall’istituzione di due Istituti Comprensivi. Perdita di posti di lavoro e  violazione dei principi costituzionali, questo è quanto si sente riecheggiare nel territorio massese. Una decisione assunta dal Comune che ha suscitato non pochi malcontenti sia nella schiera dei genitori che dei professori, a tal punto che le mamme del plesso “Don Milani” sito in  Sant’Agata su due Golfi, hanno scritto al Ministero dell’Istruzione.

Qui di seguito verrà pubblicata per intero la missiva che è stata inoltrata alle presenti autorità. 

Egr. Sig.

Direttore Generale Diego Bouché

c/o Ministero dell’Istruzione,

dell’Università e della Ricerca

Ufficio Scolastico Regionale per la Campania

Via Ponte della Maddalena, 55 -80142 NAPOLI-

e/o Via S.G. in Corte, 7 -80133 NAPOLI-

p.c. Ill.mo Sig.

SINDACO

COMUNE DI MASSA LUBRENSE

Piazza Vescovado

80061 MASSA LUBRENSE (NA)

Raccomandata A/R

Egr. Direttore Generale,

siamo le mamme dei bambini della 2° A e 2° B della scuola primaria – plesso di S. Agata sui Due Golfi – del Circolo Didattico DON MILANI di Massa Lubrense (NA) per l’anno 2011/2012.Precisazione doverosa stante la soppressione di tale istituzione scolastica e la conseguente costituzione, nel Comune di Massa Lubrense a seguito di delibera n. 132 del 15/11/2011 ed in attuazione dell’art. 19, comma 4, del D.L. n. 98 del 6 luglio 2011 convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011 n. 111, di due Istituti Comprensivi. Pertanto, a decorrere dall’anno scolastico 2011/2012, al fine di garantire un processo di continuità didattica nell’ambito dello stesso ciclo di istruzione la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi. Bella iniziativa e/o deliberazione se il fine per cui è in essere venisse garantito!!!!! Purtroppo ancora una volta i nostri bambini sono vittime innocenti delle aberrazioni di un sistema scolastico che predica bene, ma razzola male in quanto, in barba al principio di continuità scolastica, condanna gli stessi bambini a cambiare il metodo di studio ed a interrompere frequentemente il loro iter formativo. E’ d’uopo ricordare, precisare, poiché a nostro avviso pare se ne sia travisato il significato letterale, che il termine continuità didattica vuol dire che l’alunno ha diritto ad avere lo stesso docente per ogni materia a partire dall’inizio del primo giorno di scuola fino al termine della scuola, ovvero la continuità sottolinea il diritto di ogni bambino ad un percorso scolastico unitario, organico e completo e si pone l’obbiettivo di attenuare le difficoltà che spesso si presentano nel passaggio tra i diversi ordini di scuola; per questo richiede un percorso coerente che riconosca altresì la specificità e la pari dignità educativa di ogni grado scolastico. Bene, nel caso specifico dei nostri bambini più che continuità potremmo in realtà parlare di mobilità visto che già dalla scuola dell’infanzia sono stati, per tutti i tre anni che caratterizzano tale ciclo scolastico, vittime innocenti di un sistema che li ha posti ogni anno sotto la guida di nuovi insegnanti e continuamente a confronto con nuovi scolari. Per non parlare di bambini con problemi e/o disabilità certificate presenti nella classe 2° A e nella classe 2° B, per i quali più che mai va garantito il diritto alla continuità didattica così come sancito dalla Costituzione. Nel caso di specie palese la violazione dei principi Costituzionali. Difatti il diritto del minore disabile all’educazione, istruzione ed integrazione scolastica trova diretto fondamento nel testo costituzionale, non solo in modo implicito, nell’articolo 2 (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…… nelle formazioni sociali” quali, ad esempio la scuola, “ove si svolge la sua personalità”) e nell’art. 3 comma 2 (“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…..”), quanto in modo espresso nell’art. 34 comma 1 (“La scuola è aperta a tutti”) e nell’art. 38 commi 3 e 4 (“Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione ed all’avviamento professionale”). Nel pieno rispetto di tali principi Costituzionali le due insegnanti T. G. per la classe 2° A e T. F. per la classe 2° B hanno autonomamente garantito la totale integrazione dei suddetti bambini senza ricorrere ad ausilio alcuno (insegnante di sostegno) evitando così ulteriori aggravi di spesa per il Ministero della Pubblica Istruzione e dunque nel pieno rispetto dell’attuale dimensionamento della rete scolastica. Vere e proprie paladine del diritto alla continuità didattica, le maestre T. G. e T. F., pur non essendo entrambe residenti in Massa Lubrense, e per quanto una delle stesse beneficiaria delle agevolazioni di cui al 5° comma dell’art. 33 della legge n. 104/1992, non hanno esercitato il diritto di opzione, ovvero il diritto di cambiare plesso che avrebbe garantito loro il diritto alla sede, pagandone lo scotto con la catastrofica conseguenza della perdita del posto. E’ noto che gli insegnanti hanno diritto di cambiare plesso previa domanda al dirigente scolastico, purché vi sia un posto disponibile nel plesso richiesto ed ai docenti che invece intendono rimanere nello stesso plesso, va riconosciuto il diritto di restare nelle stesse classi, in ottemperanza al principio della continuità didattica, così come disposto dal Ministero dell’Istruzione con la nota protocollo 6900 inviata ai dirigenti scolastici il 1° settembre 2011. Or dunque, stante la palese carenza di posti disponibili nei plessi scolastici del territorio Lubrense e dunque l’evidente impossibilità di esercitare, così come disposto dal Ministero dell’Istruzione, il diritto di opzione ci si chiede il perché di tale e tanta ostinazione, di talune insegnanti, nell’esercitare comunque tale diritto pur non sussistendone i presupposti e pertanto illegittimamente? In attesa di pronto e sollecito riscontro esprimiamo il nostro dissenso, disappunto, nonché amarezza di mamme intenzionate a combattere al fine di far prevalere le giuste ragioni dei propri figli come sicuramente farebbe anche Lei nella qualità di genitore trovandosi al nostro posto. Seppur tediose le rammentiamo ancora una volta che la continuità didattica deve essere un diritto consolidato e non un fattore casuale. Solo così Lei potrà creare le premesse per quella tanto sbandierata scuola migliore, di cui spesso l’abbiamo sentita parlare. La invitiamo pertanto a riconsiderare i provvedimenti presi nonché verificare la regolarità dell’esercitato diritto di opzione, che ci comporterà (confidiamo in Lei affinché ciò non accada) la perdita di due elementi insostituibili nella loro unicità quali le maestre T. G. e T. F.. Ci aiuti accogliendo il nostro appello e riceverà tutta la nostra stima. In caso contrario, troverà in noi leali, ma tenaci avversarie, che si batteranno con tutte le loro forze per i diritti dei loro bambini.

Cordialità.

Le Mamme

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