Cetara parcheggio sequestrato parla il capogruppo di opposizione D´Emma

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Cetara, Costiera amalfitana. Sulla vicenda del sequestro del parcheggio che ha visto coinvolta l’amministrazione di Secondo Squizzato con un’inchiesta partita dalla sezione Navale della Guardia di Finanza di Salerno, oggetto ieri di un reportage in costa d’Amalfi. interviene il capogruppo d’opposizione dottor Gaetano D’Emma.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Caro Direttore, ho appena avuto modo di leggere l’articolo da Lei pubblicato su Positanonews. Parto da una premessa, per me essenziale. Qualcuno, a me molto caro, mi ha insegnato che nella vita bisogna avere il coraggio della verità, perché solo la verità riesce a rendere l’uomo libero, fino in fondo. Per questo sono convinto che il primo compito di un consigliere di opposizione sia quello di denunciare, e non solo pubblicamente, le illegalità consumate dalla maggioranza. Per un semplice motivo. Dove c’è un individuo indebitamente agevolato ce n’è sempre un altro ingiustamente penalizzato. Se avessi avuto paura delle querele del Sindaco, non avrei divulgato certe notizie a mezzo stampa. Se e quando, poi, questa querela più volte annunciata arriverà, sarò ben lieto – non vedo l’ora – di dimostrare alla Magistratura, carte alla mano, la veridicità delle mie affermazioni. Passiamo, quindi, alla vicenda parcheggio. Mi ero ripromesso di non parlarne ma, a questo punto, dopo l’ennesima delirante e, tra l’altro, ingiustificata minaccia di querela, sono costretto a replicare. So bene che Cetara ha bisogno di parcheggi come il pane. So altrettanto bene, però, che altri due interventi simili sono stati precedentemente bocciati dal Comune e dalla Soprintendenza – uno in Località Cannillo, a 100 mt. dal parcheggio sequestrato; l’altro in Località Parco degli Ulivi – con provvedimenti la cui legittimità è stata confermata in sede di giurisdizione amministrativa. Erano anche quelli posti auto importanti. Peccato, però, che in quell’occasione nessuno – e dico nessuno – né il Sindaco né qualche operatore turistico abbia gridato allo scandalo. Non vorrei allora che gli interessi del paese diventino rilevanti solo se e nella misura in cui coincidano con gli interessi privati di pochi e ben individuabili soggetti, seduti in Consiglio comunale tra i banchi della maggioranza. Non sarebbe serio. Né nel nome dell’interesse del paese, in una Repubblica democratica, è consentito raggirare le leggi dello Stato. Detto questo, mi consenta qualche riflessione tecnica. Ho letto le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco ieri a mezzo stampa. Voleva difendersi ma, purtroppo per lui, ha peggiorato la situazione. Quel parcheggio – è vero – è destinato ad uso pubblico dal 1982, quando ne fu autorizzata la realizzazione, senza costruire nuovi volumi e senza sbancamenti, in deroga al PRG con un’apposita delibera consiliare. Mi limito ad osservare che nel 1982 il PUT non era ancora entrato in vigore. Orbene, se è vero com’è vero che quel parcheggio è pubblico dal 1982, se è vero come è vero che nel PRG quell’area è classificata come parcheggio pubblico, allora proprio per questo nessuna legge urbanistica consentiva e consente di autorizzare sulla stessa area un intervento ex art. 6 della Legge Regionale della Campania n. 19/2001, perché quest’ultima norma riguarda solo ed esclusivamente i parcheggi privati pertinenziali da asservire alle abitazioni limitrofe. Dove il PRG prevede parcheggio ad uso pubblico, non si può autorizzare un intervento ex art. 6 della L.R. Campania n. 19/2001 rubricato “Norme in materia di parcheggi pertinenziali”  se non per realizzare parcheggi pertinenziali. E non è finita qui. Una volta autorizzate, a mio parere impropriamente, in base alla L.R. Campania n. 19/2001, le opere inevitabilmente restano soggette al relativo regime giuridico. Devono essere alienate, quindi, in regime di pertinenzialità con le abitazioni limitrofe, altrimenti sono considerate come eseguite in difformità assoluta e, quindi, sanzionabili con la demolizione. Sul punto la normativa è chiarissima. Allora, una delibera di Giunta comunale, che, dopo l’esecuzione dell’intervento ex L.R.C. n. 19/2001, nel confermare la precedente, pienamente legittima destinazione ad uso pubblico, di fatto, esonera i proprietari dall’obbligo di vendita, per consentrigli lo sfruttamento dell’opera a fini commerciali ed in modo continuato, è oggettivamente una delibera contra legem. Pronto, se dovessi essere querelato, a spiegare anche questo ai magistrati, porgo Distinti Saluti Gaetano D’Emma * Capogruppo di opposizione al Comune di Cetara

 

 

 

 

 

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