Gip: ´Lavitola ha corrotto il presidente di Panama´

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Ordine di custodia cautelare per il senatore De Gregorio e altri 9: 6 in carcere e 4 ai domiciliari

 

ROMA – Valter Lavitola ha lasciato l’aeroporto di Fiumicino per essere trasferito a Napoli. E’ uscito dallo scalo senza incrociare quindi di nuovo la schiera di giornalisti rimasti per oltre un’ora e mezza dinanzi agli uffici della polizia giudiziaria dove, tra l’altro, hanno sostato a lungo, senza poter essere avvicinati, la moglie di Lavitola e un legale. A Lavitola e’ stata notificata una nuova ordinanza di custodia, su richiesta della Procura di Napoli.

Tra le accuse, vi è anche la corruzione internazionale per presunte tangenti a politici panamensi per la realizzazione di carceri. Altre accuse riguardano i finanziamenti all’editoria.

Per ottenere illecitamente alcune commesse milionarie, Valter Lavitola avrebbe ricompensato con “utilità e somme di denaro in contante” il presidente di Panama Ricardo Martinelli, destinatario anche di una valigetta con del denaro, il ministro della giustizia Roxana Mendez ed altri esponenti di Governo.

Dalle fonti di prove acquisite dai pubblici ministeri di Napoli Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli riguardo alle attività svolte all’estero da Lavitola, “emerge chiaramente , a livello di gravità indiziaria, il coinvolgimento, oltre del Lavitola nel ruolo di intermediario, del Presidente di Panama Martinelli e di uomini del suo governo nel mercimonio” legato alla realizzazione di carceri modulari nello Stato dell’America centrale. Lo scrive il gip di Napoli Dario Gallo.

Sono dieci le ordinanze di custodia cautelare – sei in carcere e quattro ai domiciliari – disposte dal gip di Napoli nell’ambito della nuova inchiesta che ruota attorno a Valter Lavitola. Diciannove, in tutto, gli indagati. Gli arresti in carcere sono stati disposti per lo stesso Lavitola, Vincenzo Ghionni, Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano e Enzo Valori. Arresti domiciliari invece per Roberto Cristiano, Santo Antonio Bifano, Patrizia Gazzulli e per il senatore Sergio De Gregorio (per cui non è stata disposta la custodia cautelare in carcere, come scritto in precedenza). Sempre per quanto riguarda De Gregorio è stata sospesa l’esecuzione del provvedimento ed è stata trasmessa copia dell’ordinanza al Senato per l’autorizzazione all’arresto. Per altri due indagati – Filippo Giovanni Marzocco e Antonino Lauro – è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tutti i giorni alla polizia giudiziaria. Il gip di Napoli – che ha anche disposto il sequestro preventivo dei beni del consorzio Svemark – ha invece detto no all’arresto di Marco Amatucci (per carenza di gravi indizi), di Alfonso Tramontano e Augusto Lino (entrambi per carenza di esigenze cautelari). Indagati sono inoltre Salvatore Galiero, Bruno Pelliccio, Giustina Carignani e Antonia Gagliardi.

Nella vicenda è stato emesso anche un ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti del senatore del Pdl Sergio De Gregorio. Il provvedimento è stato trasmesso al Senato per l’autorizzazione all’esecuzione. Nella nuova ordinanza si contesta ai due e ad altre quattro indagati – Antonio Bifano, Vincenzo Ghionni, Roberto Cristiano e Patrizia Gazzulli – il reato di associazione per delinquere legata ai fondi per l’editoria. “Mi difenderò con le unghie e con i denti” dice De Gregorio. “Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare” aggiunge il parlamentare napoletano.

fonte:ansa