NAPOLI: PRIMO MEETING INDIPENDENTISTI

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Sembrava impossibile eppure si sta avverando, finalmente un Meeting dove si parla di Indipendenza dei Popoli, proprio Napoli, sarà il centro per tutti coloro che credono fermamente ad un nuovo modo di intendere la politica, con nuovi modelli di stato, dove il popolo diventa protagonista e realmente  sovrano del suo destino.  Tema ben concreto del meeting: come realizzare un indipendenza, indispensabile e legittima. L’Italia ha ratificato una Convenzione internazionale, stipulata nell’ambito dell’ONU il 16.12.1966. La quale all’art. 1 stabilisce testualmente che “tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale”. E che “gli Stati parti del presente Patto debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello Statuto delle Nazioni Unite”. Convenzione che è stata ratificata dall’Italia con la legge n. 881 del 25.10.1977 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario del 7 dicembre 1977, n. 333) e prevale sul diritto interno italiano, come confermato dalla Corte di Cassazione con decisione del 21.3.1975. Ad organizzare tale evento è il movimento FLN (Fronte di Liberazione della Napolitania), qui riportiamo alcune impressioni del suo portavoce Antonio Iannacone ( da non confondere con l’omonimo àscaro Arturo):  Ho voluto con tutte le mie forze questo meeting,  vogliamo riscattarci dei torti perpetrati in 151 anni di falsa unità, il fallimento del potere politico romano-centrico e quello economico milano-centrico hanno creato un gap enorme e incolmabile, e pertanto auspichiamo la liberazione dei nostri antichi territori ripristinando quei confini, che per lunghi secoli di gloria hanno portato Napoli ad essere una delle maggiori capitali mondiali, terminando con l’infamia dell’aggressione e annessione, divenendo una colonia interna, tutt’ora in vigore. E la Sicilia? In Sicilia esistono altri movimenti Indipendentisti, più antichi del nostro, e ci sembra una forzatura inserirli nel nostro movimento, ciò non toglie che siamo aperti a qualsiasi tipo di collaborazione con i fratelli Siciliani. tra l’altro conosco personalmente qualche dirigente di quei movimenti e c’è già una buona intesa , sto lavorando per un coordinamento dei vari Indipendentisti della penisola italiana, non solo quello Siculo, ma anche quello Sardo, Ligure e soprattutto il Veneto Stato, dove c’è maggiore intesa lavorandoci già da qualche anno, uno scambio reciproco di presenza nelle “Nostre e Loro” convention, infatti saranno presenti ed interverranno al dibattito. Nell’articolo  7 dello statuto FLN (http://fln.eu.com/statuto) è indicato che “si rifiuta categoricamente la partecipazione alle elezioni politiche nazionali indette dalla Repubblica Italiana, la cooperazione con il Parlamento Italiano, la cooperazione con il Governo Italiano, considerando una simile condotta assolutamente vana, se non controproducente, ai fini dell’autodeterminazione”. Come pensate di cambiare le cose se non vi sedete nella stessa aula parlamentare? Posso fare l’esempio della Lega padana: loro dicono di fare una politica per la secessione ( o Indipendenza) e in tanti anni di governo non hanno ottenuto niente, essendo dalla parte che potevano cambiare le cose, si sono comportati esattamente come gli altri partiti del parlamento italiano, pronti a dividersi privilegi e poltrone per gli amici e familiari, e la cronaca sta facendo emergere quello che noi sapevamo da sempre.quidi si evince che anche seduti in parlamento non si ottiene la volontà del popolo, essendo esso solo un luogo di compromessi tra poteri e mai per le esigenze dei cittadini. Però vorrei ricordare che l’articolo 7 prosegue con queste parole: “Il Fronte accetta di presentare propri candidati alle elezioni europee, al fine di dare voce alle istanze di autodeterminazione del popolo napolitano in seno al dibattito politico europeo, in accordo e cooperazione con gli altri popoli d’Europa”.

 

Quando l’individuo incomincia a porsi delle domande sul suo futuro, quando non sia quello programmato e consigliato dagli schemi comuni, dettati da media ed insegnato fin dai banchi di scuola…Quando incominci a renderti conto della propria condizione sottomessa a chi ti nega dignità del tuo presente e verità sul tuo passato…Quando ti prospettano un futuro grigio se non catastrofico e ti convincono che l’unico colpevole sei tu…Tu che non fai niente di male, paghi le tasse, rispetti la legge, rispetti il prossimo, non ti agiti se ti inondano di monnezza, ti adiri ma non regisci quando nessuno paga per i disastri ambientali a volte catastrofici e puntualmente processi in prescrizione, ti senti impotente quando vedi violati i tuoi diritti, elemosinare dopo che hai dato tanto…E’ finito il tempo di dire ho famiglia, ho casa, ho un lavoro…Tra poco potresti perdere anche quello…Quando come molti altri, tornato a casa, guardi i tuoi figli negli occhi e trovi tristezza e sgomento per un futuro incerto…Non bastano i nostri stracci, le nostre case ed i nostri soldi per giustificare tanta esitazione…Tanto timore e tanta vergogna …Quando abbiamo già perso la nostra dignità, tutto quello che abbiamo, non varrà niente…Saremo solo dei connazionali di serie b , costretti a mendicare per ricavare briciole dai propri colonizzatori…Proprio coloro che hanno sterminato senza pietà alcuna i nostri avi, con le loro famiglie per cercare di difendere le proprie terre…A loro la vergogna dello sconfitto…A noi la vergogna di non onorare il loro sacrificio per dare un futuro ai loro e nostri figli…I nostri morti non chiedono vendetta…Chiedono giustizia! Non senti il loro sangue scorrere nelle tue vene? Non lo senti ribollire al solo ricordo? I nostri dominatori possono salire su di un palco con la camicia verde e manifestare il desiderio di pi..overci addosso e centinaia di migliaia acclamano ed acconsentono… è l’amaro sfogo di Ciro Borrelli, portavoce campano FLN, un imprenditore partenopeo che ha sponsorizzato l’evento all’hotel Terminus di Napoli, le sue parole non possono non essere condivise .

 

All’evento è stato invitato anche Stefano Surace, creatore del Partito Secessionista dell’Italia Meridionale (PSIM), il giornalista celebre anche internazionalmente per le sue inchieste di cui alcune hanno prodotto profonde riforme non solo in Italia, nonché protagonista di vicende altamente meritorie per l’interesse pubblico che han fatto più volte il giro del mondo sulle ali dei media.  Questo partito ha chiaramente precisato nello statuto che il suo scopo è “promuovere la secessione dell’Italia Meridionale dall’attuale Stato Italiano, come sola via concreta per metter fine alla condizione intollerabile in cui si trova oggi quella terra, da sempre fonte di cultura e civiltà”.

 

Ospite d’onore è il Professore Vincenzo Gulì, Presidente dei Neo Borbonici Attivisti e coordinatore del Parlamento del Sud, persona stimata e conosciuta negli ambienti di tutti i movimenti dal Tronto alla Sicilia: Ho risposto positivamente al meeting, in virtù dell’importanza di tale evento, e della presenza del mio caro amico Antonio Pagano ( possiamo definire A. P. l’ideologo di FLN, e che per una serie di inconvenienti non ho potuto intervistare N.d.A.),e prosegue; Dopo varie riunioni di gruppi meridionalistici con discussioni sui mali del Sud e sulla necessità di reagire per il suo riscatto, stavolta nell’antica capitale si terrà un incontro il cui tema è diretto e inequivocabile: indipendenza. Ciò vuol dire che in questi ultimi vent’anni che hanno assistito al risveglio del sentimento e dell’orgoglio meridionali sotto la spinta di coraggiosi intellettuali, come i neoborbonici di cui sono un fondatore, si è creata una coscienza nuova che ormai accomuna tutti quelli che amano la propria terra del Sud. Il  mondo meridionalista ancora è frammentato tra chi vuol pervicacemente proseguire la sua battaglia culturale e chi avverte ineludibile il bisogno di fornire risposte immediate in campo socio-politico. Probabilmente hanno ragione entrambi ma è da rilevare il fatto che adesso si punti senza mezzi termini all’indipendenza. Ciò vuol dire aver maturato il concetto che se per 151 anni il Mezzogiorno è stato spinto e tenuto in una crisi economica sempre più profonda lo si deve ai governi sabaudi, fascisti, repubblicani della I e II fase ed attuali che la rendono quindi irreversibile. L’unità italiana  non è mai avvenuta veramente perché questa nazione è sorta durante la conquista piemontese del 1861 e, dalle nostre parti, non ha mai mutato le caratteristiche di colonialismo. Ritengo che gli odierni meridionali, discendenti dei fieri e ricchi duosiciliani, siano di fronte a due possibilità per risollevarsi: contrattare una reale unità con gli altri popoli italiani sulla base della verità storica, decidere di fare da soli come recita la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Questo sarà l’argomento principale da dibattere il 28 tenendo sempre ben presente l’aspetto pragmatico della questione, altrimenti un’altra occasione andrà persa quando ce ne sono abbastanza poche per la nostra salvezza.

Giovanni Cervero

 

  • Ricordo ai lettori che il meeting è aperto a tutti. Per informazioni: Ciro Borrelli ( Portavoce Campano) 339 8434822 ciroborrelli2011@hotmail.com

 

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