Lavitola in carcere a Poggioreale, mentre si richiede custodia per De Gregorio

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L’ex direttore dell’Avanti torna in Italia e si costituisce dopo una latitanza di quasi otto mesi in Sudamerica, originario di Salerno ,  conosciuto in costiera amalfitana per la sua casa a Positano, data in custodia alla sorella, anche De Gregorio ex Di Pietro e Italia dei Valori si incontrava nella cittadina della costa d’ Amalfi per parlare di politica.

L’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola, è atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 6.40, con un volo proveniente da Buenos Aires ed è stato arrestato per essere trasferito a Napoli al carcere di Poggioreale. Su richiesta della Procura di Napoli gli è stata notificata oggi una nuova ordinanza di custodia: tra le accuse anche la corruzione internazionale per presunte tangenti a politici panamensi per la realizzazione di carceri. Emesso anche un ordine di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti del senatore del Pdl Sergio De Gregorio (il provvedimento è stato trasmesso al Senato per l’autorizzazione). Ai due e ad altri 10 indagati viene contestato il reato di associazione per delinquere legata ai fondi per l’editoria.

23 milioni. Secondo l’accusa, Valter Lavitola «quale dominus e coamministratore di fatto della International Press», Sergio De Gregorio «quale socio effettivo dal 1997 e coamministratore occulto» della stessa società ed altri dieci indagati hanno fatto risultare che la International Press, editrice dell’Avanti!, possedesse i requisiti di legge per ottenere i contributi previsti dalla legge per l’editoria: in tutto 23 milioni e 200mila euro ricevuti dal 1997 al 2009. In particolare, il gruppo, servendosi di fatture e altri documenti falsi, faceva risultare che il giornale avesse un’adeguata diffusione attraverso le vendite in blocco e lo strillonaggio.

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Corruzione del presidente di Panama. Dalle fonti di prove acquisite dai pubblici ministeri di Napoli Henry John Woodcock e Vincenzo Piscitelli riguardo alle attività svolte all’estero da Lavitola, «emerge chiaramente, a livello di gravità indiziaria, il coinvolgimento, oltre del Lavitola nel ruolo di intermediario, del Presidente di Panama Martinelli e di uomini del suo governo nel mercimonio» legato alla realizzazione di carceri modulari nello Stato dell’America centrale (entrambi non punibili in Italia). Lo scrive il gip di Napoli Dario Gallo nell’ordinanza di custodia cautelare a carico dello stesso Lavitola, del senatore Sergio De Gregorio. Per ottenere illecitamente alcune commesse milionarie, Valter Lavitola avrebbe ricompensato con «utilità e somme di denaro in contante» il presidente di Panama Ricardo Martinelli, destinatario anche di una valigetta con del denaro, il ministro della giustizia Roxana Mendez ed altri esponenti di governo.

«5 milioni da Berlusconi per tacere». Valter Lavitola avrebbe avuto intenzione di chiedere 5 milioni di euro a Silvio Berlusconi. E se il leader del Pdl non avesse pagato, Lavitola «avrebbe avuto tutte le giustificazioni, anche morali, per dire tutto quello che sapeva su Berlusconi», ha dichiararlo ai pm di Napoli Maria Lavitola, sorella del direttore dell’Avanti.

Gli indagati. In tutto le ordinanze di custodia cautelare sono dieci – sei in carcere e quattro ai domiciliari. Diciannove gli indagati. Gli arresti in carcere sono stati disposti per lo stesso Lavitola, Vincenzo Ghionni, Angelo Capriotti, Paolo Passalacqua, Claudio Fagiano e Enzo Valori. Arresti domiciliari invece per Roberto Cristiano, Santo Antonio Bifano, Patrizia Gazzulli e per il senatore Sergio De Gregorio. Per altri due indagati – Filippo Giovanni Marzocco e Antonino Lauro – è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tutti i giorni alla polizia giudiziaria. Il gip di Napoli – che ha anche disposto il sequestro preventivo dei beni del consorzio Svemark – ha invece detto no all’arresto di Marco Amatucci (per carenza di gravi indizi), di Alfonso Tramontano e Augusto Lino (entrambi per carenza di esigenze cautelari). Indagati sono inoltre Salvatore Galiero, Bruno Pelliccio, Giustina Carignani e Antonia Gagliardi.

De Gregorio. «Mi difenderò con le unghie e con i denti», dice De Gregorio. «Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare», aggiunge il parlamentare napoletano.

L’inchiesta.
Lavitola era già indagato nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra i coniugi Tarantini e l’ex premier Silvio Berlusconi. Dopo quasi otto mesi di latitanza (dal 14 ottobre 2011) rientra in Italia per costituirsi dopo essere stato in varie parti del mondo, da Panama al Brasile, dal Medio Oriente all’Argentina. Ha completato un dossier sui suoi trascorsi in Italia che «ha rinchiuso in una cassaforte all’estero». Fonte Il Messaggero