Lavitola: torno perche´ non ne posso piu´ Si e´ imbarcato su un volo per Roma. ´Preoccupato di andare in prigione´

0

 

 

BUENOS AIRES  – ”Sono preoccupato di andare in prigione. Ho paura, ma torno perche’ non ne posso piu”’. Lo ha detto Valter Lavitola imbarcandosi al terminal C dell’aeroporto di Buenos Aires per il volo che lo ripertera’ in Italia, a Fiumicino, domani mattina. L’ex direttore dell’Avanti, in jeans, aveva con se’ solo una valigia e uno zainetto. rientrando in Italia Valter Lavitola non ha intenzione di: “dire niente contro Berlusconi, che rispetto moltissimo perché è una persona d’onore”. E’ quanto ha assicurato Lavitola a persone a lui vicine. ‘Per Lavitola Berlusconi e’ come se fosse un padre” hanno aggiunto le stesse fonti.”Nelle ultime ore Lavitola si è rasserenato” hanno assicurato le fonti mentre l’ex direttore dell’Avanti si imbarcava alla volta di Roma.

 

“Torno per chiarire la mia posizione, non ce la faccio più cosi. Non sono un delinquenté”, ha detto Lavitola. L’ex direttore dell’Avanti ha spiegato che tutta la sua famiglia lo sta aspettando a Roma. “L’Argentina mi piace – ha detto – ma voglio tornare in Italia”. Lavitola è indagato nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti tra i coniugi Tarantini e l’ex premier Silvio Berlusconi.

LAVITOLA HA DOSSIER. ‘BLINDATE’ SUE PROPRIETA’
di Oscar Piovesan  – Dopo aver girovagato indisturbato per mezzo mondo, da Panama al Brasile al Medio Oriente (lo scorso marzo), Valter Lavitola ha deciso di costituirsi e di affrontare la giustizia italiana.  “Dopo aver sistemato le sue cose, è sereno e tranquillo”, ha assicurato all’Ansa la fonte di fiducia che lo conosce da anni. In effetti, già in un suo comunicato dello scorso dicembre, Lavitola si era detto convinto della necessità di rientrare in Italia “per chiarire ciò che mi vede indagato”.

Avvertendo però: “Le mie disponibilità economiche non mi consentiranno di vivere di rendita e, quindi, bisogna che mi rimanga qualcosa per quando questa storia sarà finita”. Insomma in questi mesi si è dato da fare per “blindare” i suoi beni. Soprattutto in Brasile. Anche se, stando alle indiscrezioni, non gli sarebbe stato proprio facile. D’altra parte si è ‘blindato’ anche per l’accusa di estorsione in concorso con i coniugi Tarantini ai danni dell’ex premier Silvio Berlusconi, poi derubricata dal Tribunale del Riesame di Napoli a induzione a rendere dichiarazioni false o mendaci nell’inchiesta pugliese sulle escort. Con un sostanzioso dossier messo a punto a Buenos Aires con video, intercettazioni e documenti.

“Lo ha rinchiuso in una cassaforte all’estero”, ha precisato la stessa fonte all’Ansa. In tutto questo tempo, Lavitola si è sempre mantenuto in contatto con i suoi legali, che lo hanno raggiunto due volte, a Buenos Aires e nella proprietà agricola di un suo amico italo-argentino, situata a Salta, oltre mille chilometri dalla capitale. Dove, peraltro, il faccendiere ha trascorso gran parte del soggiorno argentino, feste di fine anno incluse. Nel suo comunicato di dicembre, Lavitola aveva comunque ammesso: “E’ chiaro che il mio rientro in Italia significa entrare in carcere. Non so per quanto, ma mi preparo al peggio”. Si vedrà. Ma chi gli è al fianco in queste ultime ore, lo descrive appunto “sereno”. Perché, gli avrebbe precisato lui stesso, “non ho niente da nascondere”.

fonte:ansa