COSTA D´AMALFI:"… QUEL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA…" – X^PUNTATA

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X^ PUNTATA: L’ALIBI BARCOLLANTE

 

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI: Siamo nel 2023, mentre si narra delle vicende dell’Auditorium di Ravello acquistato da uno sceicco dell’Oman, continua il blitz della Guardia di Finanza in Costa d’Amalfi, in particolare nei confronti della vecchia merceria in piazza, accerchiata dagli uomini in grigio.

 

In realtà lo sceicco Alì Hammass abitò solo pochi anni a Ravello nell’Auditorium, il tempo sufficiente ad esaurire le risorse petrolifere nel pianeta e la sua fortuna finì. Nel futuro l’opera di Niemeyer conobbe infatti altri proprietari bizzarri, fino a diventare il secondo piano di un centro commerciale. Mentre faticosamente cercavo di ricordarmi quel futuro possibile, un uomo del comandante Della Fiore mi si avvicinò. Lo guardai arrivare da lontano con passo svelto e sicuro. Mi voltai cercando di capire se venisse proprio incontro a me, ma ero l’unico essere umano sulla piazza tranne i gendarmi e la signora Lea che dall’uscio del suo negozio osservava le operazioni militari di accerchiamento. Era certamente un giovane finanziere, dalla grossa corporatura, comparso all’improvviso, forse faceva parte di quei “rinforzi” invocati dal suo superiore. Indossava un casco integrale antisommossa sotto il quale si intravedevano grandi occhiali scuri coprenti a specchio. E mentre si avvicinava maneggiava un manganello nero in plastica dura che faceva rimbalzare energicamente sulla mano sinistra aperta.

Quando mi arrivò ad un passo si tolse il casco esibendo una insospettabile chioma bionda, modello Amanda Lear in “Follie di notte*, aveva il fisico gonfio come i collant di Valeria Marini, ebbi subito il sospetto che avesse trascorso più tempo sotto la pressa della palestra che sui banchi di scuola e appena aprì bocca questa sensazione divenne certezza. “Mani in alto” mi urlò subito in un orecchio.

Io le alzai d’istinto mentre il biondo tentò di immobilizzarmi con una specie di mossa di karate che gli venne così male che si slegò una spalla da solo. Mentre il biondo militare si lamentava per il dolore, abbassai le braccia e infilai le mani in tasca per estrarre il mio badge di riconoscimento. Il biondo, sempre impugnando il suo manganello, infilò il mio documento elettronico nel suo terminale, controllò i miei dati quindi me lo restituì. “Tutto bene, agente ?“, provai a distendere il clima. Lui mi guardò con sguardo incattivito: “faccia poco lo spiritoso” mi rispose con un ghigno, poi a bruciapelo mi chiese “dov’era il 4 Settembre del 2015 alle ore 15,30 ?“.

Erano passati 8 anni da quel giorno, ma anche se fossero trascorsi 8 mesi o 8 giorni sarebbe stato impossibile rispondere ad una domanda così precisa all’improvviso.

Di solito dopo pranzo dormo” risposi. “Quindi lei non ha un alibi !” disse lui e si capì subito che non era una domanda; non capivo dove volesse andare a parare ma era evidente che stava provando ad incastrarmi in qualche modo.

Quindi, pensò qualche secondo, dopodiché si voltò verso il resto della truppa urlando “Ragazzi ! Ne ho preso un altro !“. Io continuavo a non capire.

Senta, se mi è concessa una domanda” osai, “cosa è successo il 4 Settembre del 2015 alle 15.30 ?“, provai a domandare. Il militare non mi degnò di un attimo di attenzione, però mi rispose “non le sono concesse domande”.

Intanto cominciò a girarmi intorno con aria serissima. Poi indicando i miei piedi: “Dove ha preso quelle scarpe ?” mi chiese. Erano delle vecchie Clarks, comprate 4 inverni prima di seconda mano, quell’anno la crisi era stata davvero drammatica e, come tanti anni prima, le scarpe non si buttavano mai, anzi si portavano a risuolare e poi, a volte, in caso di decesso del proprietario venivano rivendute.

Credo di averle comprate al mercato, qualche anno fa” risposi. Il finanziere mi guardava come un serial killer guarda una sua vittima, un attimo prima di ammazzarla. “Bene, allora mi esibisca lo scontrino fiscale“, disse poi agitando il manganello. Sapevo che una recente norma aveva espanso i tempi di conservazione delle ricevute ma quattro anni mi sembravano un pò troppi. Allargai le braccia con un espressione finta dispiaciuta. “Bene, bene” disse lui mentre annuiva con il capo, “…e sono due…, giovanotto per lei le cose si stanno mettendo molto male“.

Nel frattempo anche altri finanzieri guardavano la nostra scena, un pallido sole faceva capolino dietro la montagna dei rifiuti tossici stoccati sull’arenile e il vigile produceva verbali per divieto di sosta in quantità industriale.

Senta, giovanotto”, continuò il finanziere biondo, “dalla lettura elettronica dei suoi dati risulta che lei possiede un auto”, era una vecchia Wolkswagen acquistata usata nel 2005 che oramai partiva a fatica e che non prendevo quasi mai a causa del prezzo della benzina oramai più alto di quello del Dom Perignon Jeroboam.

“…risulta anche che lei è proprietario di una casa” proseguì. Effettivamente la casa dove dormivo era mia ma non mi sembrava un gran reato al pari di quello di possedere l’automobile. “poi mi risulta che lei abbia addirittura in dotazione un telefono cellulare”, non potevo negarlo. “Inoltre, lei indossa abiti che, da un esame visivo, appaiono di media qualità”. Seguivo le parole del finanziere ma non riuscivo a capire dove potesse approdare quel ragionamento.

Infine e qui viene il bello…” e mentre disse questa frase il militare accennò un sorriso “…lei è un architetto. Circostanza che la inchioda”.  

E’ molto grave ?” chiesi, dimenticando che ero già stato ammonito sul divieto di fare domande. “Gravissimo” precisò il biondo mentre riprendeva a giocare, pericolosamente, con il suo manganello.

Lei non è congruo” esclamò con un tono da sentenza cassatoria.

Da lontano si udì un grosso tonfo, un rumore come di un crollo. Il finanziere non fece una piega. “Per la professione che svolge, lei non può permettersi questo tenore di vita, è chiaro. La avverto che per la non congruità, riscontrata da esame visivo, c’è l’arresto immediato, se preferisce può farsi processare per direttissima seduta stante. Risparmiamo tempo, tanto il processo lo perderebbe ugualmente”.

Ero là, tentato dal desiderio di darmi alla fuga e quindi alla latitanza, quando, sollecitato da un gesto del suo subalterno, il comandante Della Fiore venne verso di noi.

 

*: Film erotico del 1978 diretto dal grande Joe D’Amato

 

(continua – 10)

Christian De Iuliis

www.christiandeiuliis.it

 

Rinnovo la nota dell’autore:  Gentili lettori, in qualità di autore del romanzo a puntate in oggetto, anche in seguito del discreto successo di pubblico che sta ricevendo, volevo precisare che il testo non ha nessun intento diffamatorio; si tratta dunque, semplicemente, di un esercizio di satira e gli eventi sono assolutamente frutto della mia fantasia e sono strettamente di natura umoristica. Mi auguro dunque che gli esponenti delle categorie professionali (politici, forze dell’ordine, architetti, magistrati) che, a rotazione, faranno parte del romanzo, lo ricevano senza indispettirsi e con la giusta dose di ironia e di leggerezza che merita.