Ravello riqualificazione piazza buona idea con le gambe corte

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Ravello riqualificazione piazza buona idea con le gambe corte. A dirlo con un servizio articolato e dettagliato un giornalista del Sole 24 ore Alberto Barone che ahalizza il rating del progetto della cittadina della Costiera amalfitana, con Positano e Amalfi considerata il triangolo d’oro della Divina..

RAVELLO (SA): RATING NIB |D| INSUFFICIENTE Valorizzazione dell’ambito urbano di Piazza Duomo, RAVELLO (SA) CONCORSO DI IDEE > Fase unica Ente Banditore > Comune di Ravello Scadenza > 5 giugno 2012 1º Premio > € 6.000 Importo dell’opera > Non specificato Responsabile del procedimento > arch. Rosa Zeccato: ufficio.tecnico@comune.ravello.sa.it Sindaco > Paolo Vuilleumier: sindaco@comune.ravello.sa.it RATING NIB (INSUFFICIENTE) > RATING COMMENTATO NIB Una buona idea dalle gambe corte Mi spiego meglio: il comune di Ravello ha bandito un Concorso di Idee per la riqualificazione della piazza, il suo più importante spazio urbano su cui si ritrovano tutti i turisti che affluiscono nel centro costiero; qui affacciano il Duomo e l’ingresso alla villa Rufolo; da qui si dipartono i percorsi che conducono alle splendide ville e al nuovo auditorium; quest’ultimo in particolare avviene lungo quella che un tempo era una galleria stradale, oggi pedonale: è emersa allora l’esigenza di una sua rigenerazione estesa anche alla scala che conduce al sottostante parcheggio. Temi che pur nello loro limitatezza ma per la specifica loro situazione – siamo in un luogo tra i più ammirati al mondo – hanno un notevole interesse architettonico, salvo poi ritrovarsi insieme con una serie di richieste, tra le più disparate, che sottraggono unità di intenti al bando. Ci si riferisce alle strutture mobili per i bar, alle locandine per la pubblicità, alle cassette per i contatori del gas, alla disciplina delle vetrine, alle antenne tv, ai cestini porta rifiuti fino al piano del colore per le facciate che prospettano sulla piazza, dimenticando – per quest’ultimo tema – che la categoria disciplinare di riferimento attiene al restauro conservativo e non alla manutenzione creativa, quindi la necessità di supporti diagnostici incompatibili con un concorso di idee. Una coesistenza forzosa che procura un conflitto interno e distrae dai veri obiettivi, solo enunciati, vista l’assenza del fondamentale documento preliminare di progettazione. Di contro precise e puntuali sono le richieste progettuali da illustrare in ben 4 tavole A0 – decisamente troppe per un concorso di idee – da ripiegare in formato A4 – ulteriore elemento di perplesità. Un accenno ai premi: si va dai 6.000 euro per il primo ai 1.000 per il terzo; non è previsto espressamente alcun prosieguo professionale. Ancora una volta si registra uno squilibrio tra le richieste e le offerte: ma come si fa a non capire che se tale squilibrio è elevato ciò che va perduta è la stessa efficacia del concorso ed anche il modesto monte premi diventa uno spreco. Un amministratore attento, un sindaco che ha ben chiaro il valore della sua città, se ci crede deve pur sapere cos’è un concorso di architettura e quali i suoi scopi. Come si fa a non capire che è per le sue bellezze architettoniche che milioni di visitatori accorrono in Italia e visitano le città d’arte, invece nella qualità della nuova architettura non si investe alcunché, anzi viene trattata con distacco, superficialità e leggerezza. Per la partecipazione al concorso il materiale disponibile è limitato alle sole cartografie, neppure un report fotografico, e si ha l’ardire di estendere il bando all’intera Europa. Prevale un’aria localistica, quando la comprensione delle potenzialità dell’iniziativa concorsuale avrebbe imposto un livello internazionale in grado di intercettare energie e opportunità che l’unicità dei luoghi merita. La giuria che dovrà valutate le singole proposte è solo enunciata; i parametri economici indefiniti anche se tra i criteri di valutazione compare l’elemento ‘economicità’; non vengono chiariti i rapporti con i privati. Con tali presupposti è difficile esprimere un giudizio favorevole sul bando: vengono messi in crisi quasi tutti i parametri di giudizio (programmazione e finanziabilità assenti; realizzabilità incerta; giuria sconosciuta) da qui la conclusione di una procedura concorsuale che – pure meritoria quale iniziativa in sé – appare poco affidabile.