NA-27/3/12 Presso la Sala Loggia del Maschio Angioino, presentazione libro “Dal Diario di un Amore” di Carlo del Preite.

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Il 27 Marzo u.s. presso la Sala della Loggia del Maschio Angioino, gremita di qualificato pubblico  culturale ed artistico, per cortese invito della collega Bianca Desideri, siamo intervenuti alla presentazione del libro “Dal Diario di un Amore di Carlo Del Preite, Edizioni Napoli è Associazione Culturale.

Sono intervenuti il dott. Giuseppe Desideri, Giornalista e Presidente dell’Associazione Culturale Napoli è; l’avv. Carlo Del Preite, poeta e scrittore, autore del volume; Il dott. Giuseppe Fragna, poeta e critico letterario; il prof. Stefano Manferlotti, docente di letteratura inglese presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II;  ospite, l’avv. Enrico Mosiello, musicista compositore;

Introduzione di Giuseppe Desideri che ha illustrato ampiamente la trama del libro, passando poi la parola a Giuseppe Fragna; il suo intervento è stato poi seguito da Stefano Manferlotti che ha anche letto alcune pagine dal libro. Il micro è passato poi a Giuseppe Fragna ed infine all’autore che ha arricchito gli interventi, illustrandone personaggi e ciò che l’ha spinto a scrivere questa nuova opera.

Carlo De Preite, napoletano,  noto autore di varie pubblicazioni sia in italiano che in Napoletano è vincitore di numerosi concorsi letterari. Tra le sue opere più note, Il volume “Napoli e i suoi avvocati”, che fu pubblicato con l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica.

Gli interventi dei relatori e dell’autore sono stati intervallati da siparietti chitarra e voce del bravo e noto artista Enrico Mosiello che, (ndr. non a caso, ci ha onorato della sua partecipazione nei nostri spettacoli teatrali “Omaggio alla canzone napoletana” ‘O paese d’o sole” e “Napoli Canzone mia”, ottenendo in tutti i concerti, meritato successo dal numeroso pubblico e dalla stampa).

Questa nuova opera di Carlo Del Preite composta da 89 pagine compreso indice,  in formato 14,5 X 21, si presenta in una efficace veste tipografica. In copertina la foto raffigurante una donna con il viso semicoperto da un cappello, opera dell’artista Glauco Del Ponte. La prefazione è di Stefano Manferlotti, mentre la pubblicazione è a cura di Bianca Desideri con il sostegno del presidente dell’Associazione Cuturale Napoli è , Giuseppe Desideri.

Ci complimentiamo con l’autore per questa sua opera, con i protagonisti della serata, con quanti hanno reso possibile la realizzazione di questo evento artistico culturale e con il pubblico che attraverso vari interventi, ha dato prova di grande interesse per l’opera presentata.

Ci siamo limitati a scrivere  una cronaca della manifestazione, perché abbiamo preferito dare documentazione fotografica e video con flash di viva voce dei protagonisti.

Nel ringraziare Carlo Del Preite per la copia del volume donatami,  impreziosita dalla sua dedica, mi piace pubblicare la conclusione della prefazione di Stefano Manferlotti,  perché aderente al mio pensiero:

“A questi versi che Del Preite verga in calce al capitolo XXXV, possiamo agevolmente affiancare, in una sorte di ideale dittico, quasi un musicale contrappunto, gli immortali versi di Anacreonte:

Un’altra volta

Con una grande scure m’ha colpito Eros, come uno spaccalegna;

ed a lavarmi il sangue m’ha buttato

in un torrente gonfio di tempesta.

Perché il messaggio che rilasciano queste pagine, almeno quelle in cui i due amanti cantano a voci unite, è chiaro: forse le ferite d’amore non si chiudono mai, ma è sempre meglio morire di passione che di noia. “

 

(ndr) A conclusione dell’opera, si apprezza  una delle enunciazioni di Epitteto.

“Ricordati che qui tu altro non sei che l’attore di un dramma, che potrà essere breve o lungo, a seconda della volontà del poeta. E se a costui piace assegnarti il ruolo di un pezzente, tu cerca di assolverlo degnamente. Così come se ti assegna quello di uno zoppo, d’un magistrato, d’un uomo qualunque . Giacché a te spetta solo di riprodurre bene il ruolo assegnato: lo sceglierlo non sta a te”.

Epitteto

(ndr.) Le notizie certe che si hanno sulla vita di Epitteto sono poche, Il nome che in greco antico significava schiavo,  era probabilmente un soprannome. La sua filosofia richiama quella socratica. Il suo discepolo Arriano infatti nella compilazione delle “Diatribe” prese a modello l’opera di Senofonte, “I memorabili di Socrate”,  proprio nell’intento di presentare Epitteto come un “nuovo Socrate”.

Grazie Bianca per avermi invitato e ospitato all’evento con grande cortesia, in un ambiente altamente storico qual è il Maschio Angioino, un castello che di Napoli conserva storie e segreti di  vicissitudini,  che in bene e in male,  hanno accompagnato la millenaria storia della nostra Città.

 

 

 

 

 

Alberto Del Grosso

Giornalista Garante del lettore di Positano News

 

 

 

 

 

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