Casalesi a Sorrento, camorra e parcheggi per la Voce delle Voci. PUBBLICHIAMO GLI ARTICOLI INTEGRALI

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Casalesi a Sorrento, camorra e parcheggi per la Voce delle Voci. Il mensile di Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola, basandosi sulle denunce di Schisano, Rosario Fiorentino e Antonetti di Italia dei Valori su Sorrento e la penisola sorrentina, ha realizzato un reportage che fa un quadro allarmante su possibili infiltrazioni del clan di Casal di Principe in provincia di Caserta in penisola sorrentina. In passato già si era parlato di Alfieri fra Pagani e Nocera e Cutolo San Giuseppe Vesuviano. Il tema predominante è sempre quello intrecci politica affari imprenditoria.

 

Dal mensile ” La Voce delle voci”: Casalesi a Sorrento!??


 

Come già anticipato è in edicola il numero di Aprile del mensile “La Voce delleVoci” in cui è riportato un interessante articolo su Sorrento ed il suo territorio dal titolo alquanto allarmante “Da Casale a Sorrento “su possibili infiltrazioni del clan  di Casal di Principe in penisola sorrentina. L’inchiesta del mensile partenopeo è scaturita su alcune denunce  delle forze di Opposizione  all’amministrazione  di Sorrento: Rosario Fiorentino della lista civica  Insieme per Sorrento, l’esponente del Pd sorrentino Alessandro Schisano entrambi Consiglieri di minoranza  insieme  al coordinatore locale di Italia dei Valori  Avv. Giovanni AntonettiL’articolo della Voce a firma di  Rosita Praga inizia  con un interrogativo : Casalesi a Sorrento? E’ l’ipotesi avanzata da alcuni battaglieri esponenti dell’opposizione al sindaco Pdl Giuseppe Cuomo, che hanno consegnato alla DDA un fascicolo di fuoco. Tanto che oggi sta per partire la richiesta di una commissione d’ accesso al Comune.

Per anni era sembrato che la penisola sorrentina  fosse rimasta zona franca. Prerservata , forse  per una sorte di rispetto delle sue nobili tradizioni, da quell’ assalto della malavita organizzata che dilaga  tutt’intorno al territorio vesuviano, dall’hinterland partenopeo a Castellammare di Stabia, fino all’Agro Nocerino. – poi la scena è cambiata . Un pò come nel Sannio , che era rimasto isola felice  per decenni  e oggi conta , una dopo l’altra, le inchieste della Magistratura  sull’assalto dei Casalesi. Qui a Sorrento – dicono alcuni cittadini nella centralissima Piazza Tasso – di indagini antimafia  si comincia a parlare  solo da qualche mese. Ma non si  sa ancora  con quali risultati.

Di sicuro, sulla possibile penetrazione a Sorrento di imprese  riconducibili ai  clan del casertano apre uno squarcio inquietante  l’esposto al calor bianco presentato nel novembre 2011 alla DDA di Napoli da Rosario Fiorentino, storico-artefice  di battaglie  anticorruzione  nel periodo gavianeo ed oggi consigliere comunale  di opposizione con la lista civica “Insieme per Sorrento”, nonchè  Presidente della Commissione  Trasparenza al Comune.  Grazie alla denuncia di Fiorentino, continua l’articolo della Voce,  autentica spina nel fianco  per la giunta di centrodestra guidata da Giuseppe Cuomo, le attività investigative sono ora affidate  ad alcuni fra i massimi inquirenti partenopei: il Pool della Direzione distrettuale Antimafia.

 

San Cipriano Docet

L’articolo della Voce delle Voci a firma  di Rosita Praga continua con il caso della scuola Vittorio Veneto di Sorrento tuttora ancora lontano dall’essere risolto. Nella determina del 28  settembre 2011 che affida lavori  di riqualificazione  dell’edificio scolastico “Vittorio Veneto”per poco meno di 3 milioni di euro, la ditta vincitrice  cambia magicamente la sua sede. Si è provveduto all’aggiudicazione  provvisoria – si legge- a favore  della ditta  “M.M. Arch. Costruzioni srl” con sede in Casagiove (CE), Via Torino, 2 – Ma più avanti, nella terza  pagina del documento, quando si arriva  alla determina , ecco cosa scrivono: “si procede alla aggiudicazione  definitiva  dell’appalto a favore  della ditta M.M. Arch. Costruzioni srl con sede  in San Cipriano d’Aversa alla via Reno 9 . Certo –  continua l’articolo della Voce – potrebbe trattarsi  di un mero errore dovuto magari alla presenza , ad uno dei due indirizzi, di unità locale. Solo che a San Cipriano, e proprio in via Reno, risiede l’architetto Massimo Martinelli, il cui nome  era rimbalzato in città quale “dominus” dell’impresa aggiudicataria. A parte il fatto – osserva un sorrentino – che non esiste il numero telefonico di questa ditta, nè Casagiove nè tantomeno San Cipriano .

E qui arrivano – stando alla denuncia di Rosario Fiorentino- le prime , dolenti note. Perchè all’antimafia  si chiede di accertare se il Martinelli della M.M. Arch. Costruzioni sia lo stesso architetto, nato il 1964 a San Cipriano ed ivi residente, che  nel 2005 aveva  messo su e poi personalmente  amministrato la  ” Appia Antica costruzioni srl” insieme  a soci  come quel Pasquale Garofalo finito a  luglio 2010 tra gli indagati nell’ Operazione Normandia, condotta dalla stessa  DDA partenopea. Garofalo insieme ad esponenti di punta del clan, compresi Nicola Schiavone e Antonio Iovine, si sarebbe  reso responsabile , fra l’altro, del reato di turbativa  d’asta, truccando gli appalti per opere edilizie in numerosi comuni.   La ditta riconducibile  ad un personaggio del casertano di nome Garofalo – ricorda Fiorentino, che ha inserito il particolare  nella sua denuncia  – ha recentemente  eseguito su incarico dell’amministrazione lavori al Campo  Italia di Sorrento. Così come inquieta , alla luce  delle cronache  più recenti, il predominio a San Cipriano d’ Aversa  della famiglia Martinelli, parente  ed omonimo del sindaco  Pdl della città aversana. Quest’ultimo è stato arrestato pochi giorni fa  proprio perchè prendeva ordini attraverso pizzini dal cugino detenuto per camorrra. Messaggini con indicazione delle imprese di fiducia del clan cui bisognava  affidare  appalti e lavori pubblici. A Martinelli sindaco,i pm  contestano, fra l’altro, anche  la organicità alla fazione  dei Casalesi che era controllata da Antonio Iovine. Una propaggine  dell’inchiesta  lambisce la penisola, visto che Enrico Martinelli finito poche settimane  fa in manette è sposato con Annarita Patriarca , figlia del potente gavianeo  locale Francesco Patriarca nonchè  ex sindaca  del comune di Gragnano, appena sciolto per mafia. Fine  I^ Parte.

 

 

Dal mensile ” La Voce delle voci”: Casalesi a Sorrento!?? 2^ Parte

 

Continuiamo con l’appassionante  ed inquietante  racconto dell’articolo pubblicato su numero di aprile del mensile  La Voce delle Voci circa le presunte infiltrazioni da parte del clan dei casalesi  nell’economia della penisola sorrentina.

 

Un Lancellotto per amico

 

Noi però ora torniamo a Sorrento, dove  la situazione  si è fatta talmente esplosiva  che Rosario Fiorentino, il Coordinatore  di Italia dei Valori Giovanni Antonetti ed il Consigliere  comunale Pd Alessandro Schisano sono in queste ore pronti  a chiedere al Prefetto di valutare  se esistono i requisiti “essenziali e sostanziali” per inviare  una commissione  di accesso agli atti del Comune. Perchè come vedremo, la storia  della scuola “Vittorio Veneto” è solo l’inizio. Lo stesso Sindaco Giuseppe Cuomo, infatti, risulta attualmente in società con un imprenditore del calcestruzzo, Giuseppe Lancellotto.  Nulla di male , se  non fosse  che questi è padre di Salvatore Lancellotto, arrestato nel 2009  e recentemente  condannato in primo grado a sei anni di reclusione. Secondo i PM della DDA, la  banda di cui faceva parte il giovane  Langellotto imponeva  l’acquisto di materiale edile. Nella srl “Nizza”, con sede in via dei Platani, a Piano di Sorrento, il Sindaco Cuomo e Langellotto senior sono gli unici soci. Con un capitale di 10 mila euro la ditta, dedita ad opere  nel campo dell’edilizia, è amministrata dallo stesso Salvatore Langellotto. Più gonfio il portafoglio di “Edil Green” , l’altra srl della famiglia Langellotto che ha sede a Sant’Agnello e può contare su un capitale sociale  di 100mila euro. I lavori non mancano. Come quelli per la realizzazione  di un mega parcheggio da oltre  250 posti auto al centro di Sorrento, in Viale Nizza. Iniziativa benedetta dal Comune, continua l’articolo della Voce delle Voci , ma che non è andata giù ad Opposizioni ed Ambiantalisti.  In prima fila  il WWF, rappresentato in zona  da , Claudio d’Esposito, che sull’intera vicenda ha presentato un duro esposto. Ecco come la Soprindendenza ai Beni  Architettonici e Paesaggistici di Napoli descrive l’area  destinata allo sbancamento per far posto al parcheggio: ” è un fondo agricolo di circa 3200 metri quadri coltivato ad agrumeto, con 50 alberi, oltre  quattro noci e quattro ulivi di notevoli dimensioni”. Difficile affondare  le ruspe  in un’area così, ma non per  la “Edil Green” dei Langellotto che già nel 2012 si era visto magicamente rilasciare  in sole quattro settimane  disco verde per  realizzare un’altra autorimessa interrata a Sorrento.Il permesso portava la firma  della Provincia di Napoli.  Sempre lui il cosentiniano purosangue Luigi Cesaro. Sullo scempio è sceso in campo il Segretario Nazionale IDV Antonio Di Pietro, assicurando che gli esponenti locali del suo partito continueranno a “ stanare le cricche e smascherare intrighi ed irregolarità”. Pieno sostegno perciò all‘Avvocato Giovanni Antonetti che ” ha già presentato un esposto  alla Procura di Torre Annunziata – aggiunge Di Pietro – per far  emergere  l’intreccio tra politica ed affari che si nasconde dietro la vicenda  del mega parcheggio”. Le ruspe della Edilgreen di Langellotto, continua il mensile partenopeo, hanno buttato giù agrumeti ed uliveti secolari, oltre a decine  e decine  di alberi da frutta. Proprietario del fondo agricolo di oltre 3000 metri quadrati è l’esponente del Pdl  Adriano Bellacosa , di Nocera  Inferiore, Assessore  alle Opere Pubbliche  nella giunta  della Provincia di Salerno guidata dall’ex AN Edmondo Cirielli. “Tanto la Soprintendenza quanto la Commissione  Edilizia Comunale – incalza Antonetti – si erano già espresse negativamente sul progetto. L’OK è stato incredibilmente dato da un commissario  straordinario ad acta, chiesto ed ottenuto dalla Edilgreen”. Per il momento i lavori  sono fermi perchè è in corso  una procedura  di accertamento sugli abusi edilizi. Ma gli scenari che si aprono con la vicenda Langellotto,  uniti alle denunce sul caso Martinelli, sembrano preparare per Sorrento una primavera di fuoco. Con una serie  di imprese  del casertano che forse, dopo l’intervento dell’antimafia , saranno costratte  a sloggiare. Ed una Commissione  d’Accesso che presto  potrebbe insediarsi al comune per verificare la legittimità degli atti. Non sarà facile. Ma “i tre  moschettieri della legalità”: Fiorentino, Antonetti e Schisano, promettono ancora battaglia. E nuove  montagne di documenti – assicurano – finiranno presto sul tavolo degli inquirenti.  Fine Seconda Parte.