Pasqua di Resurrezione nel Cilento

0

PASQUA DI RESURREZIONE

 

Non sono un teologo, né tantomeno un bigotto assiduo frequentatore di edifici sacri. Mi ritengo comunque un cristiano, cattolico, attraverso il libero arbitrio che, a mio avviso, è un dono magnifico che lascia piena libertà di interpretare persino la religione o, per meglio dire, le religioni. Le origini di questa ricorrenza di evento annuale, trova riscontri dall’ebraismo in poi. Ma alla luce del libero arbitrio, sempre in una sfera cristiana, la parola Resurrezione è al primo posto. Non solo materiale ma anche morale e spirituale. La Pasqua del 2012, come pure quella degli altri 2011 anni dopo la nascita di Cristo, ci pone di fronte a quesiti che hanno nella religione “rivelata” un punto di partenza e non certamente un punto di arrivo. Questo punto, per festeggiare la ricorrenza della Santa Pasqua, lo dobbiamo mettere in pratica con una serie di azioni morali verso il prossimo che ci circonda, anche se di altra fede o religione, in una condivisione cosmica che rispetta il “credo” di ognuno degli esseri cosiddetti umani. Sia ben chiaro che se le azioni morali sono accompagnate da quelle materiali, l’operazione sociale e religiosa è completa. Nella tradizione cilentana esiste la “pizza chiena”, una torta rustica che sta sull’altra sponda della dieta mediterranea talmente è ricca di grassi animali e quindi ipercalorica. Anche a casa mia è tradizione. Non la posso mangiare perché ho il colesterolo alto. Gli esseri umani di religione islamica non la possono mangiare per motivi religiosi. I poveri non la possono mangiare perché non hanno soldi. In molti paesi del mondo non hanno nemmeno i quattrini per comperare la farina per fare la sfoglia di rivestimento di questo rustico ipercalorico quasi rituale della festività pasquale. In parole povere noi festeggiamo la Pasqua ingozzandoci fino all’orlo dello stomaco come per festeggiare lo scudetto della nostra squadra del cuore, altri la festeggiano operando nel campo della Solidarietà. Questa grande azienda mondiale, anche senza fini politici o religiosi, applica nella sua completezza la parola di Cristo crocifisso sulla croce. Qualche lettore frettoloso potrà pensare che sono assertore di: “Fate quello che dico io, ma non fate quello che faccio io!!!” Sarebbe facile! La Solidarietà, a mio avviso, è il modo migliore di applicare la legge di Dio. Basta così poco. Non voglio fare la predica ma solo una trattazione da “uomo qualsiasi”, da essere umano, da cristiano e cattolico con ampie aperture sociali, etniche e religiose, proprio in virtù del libero arbitrio, della tolleranza, della compartecipazione morale ad un mondo che, come disse Madre Teresa di Calcutta, ha più bisogno di amore che di pane. Auguro Buona Pasqua a tutti i lettori ed alle loro famiglie. Che l’ulivo, albero della pace, produca per voi e per i vostri cari sempre verdeggianti germogli.

 

Catello Nastro

Lascia una risposta