ALFANO DA VESPA: "ARTICOLO 18? IL PD HA RIMESSO IN MEZZO I GIUDICI" -FOTO/VIDEO

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Alfano sull’articolo 18 (video Rai.tv)

ROMA – Il Pdl ‘abbozzà sulle modifiche apportate alla riforma del mercato del lavoro, in particolare la parte sull’articolo 18 come chiesto del Pd, ma con il segretario del Pdl Angelino Alfano (ospite a Porta a Porta) già promette battaglia sull’aumento delle tasse: un no secco all’ipotesi di aumento dell’Iva a settembre e la richiesta di rateizzare l’Imu e di renderla una tantum. 
Sull’accordo raggiunto con il premier Mario Monti e gli altri leader della maggioranza, Alfano non usa toni entusiastici anzi non esita a ribadire che il suo partito avrebbe «votato» anche la riforma proposta dal governo il 23 marzo. E sull’accordo raggiunto precisa: «noi il testo della riforma non l’abbiamo ancora letto». 
Parole che fanno capire quanto ancora sia ‘copertò il testo finale del disegno di legge che pure il Governo ha già inviato – seppur non nella versione formale – al Quirinale che ancora non ha dato il suo ‘via-liberà per la presentazione del provvedimento alle Camere. Tutti in attesa della versione definitiva, quindi. Tanto che Alfano non esita a parlare di accordo verbale con il premier e gli altri leader, «confidando» che «la parola sia tradotta in norma». Un’intesa verbale, spiega, siglata con il premier Mario Monti e con gli altri leader della maggioranza. 
La parte che il segretario pidiellino non esita a criticare riguarda l’articolo 18 che viene modificato come chiesto dal Pd: «Noi allora abbiamo chiesto di mettere in discussione un’altra parte e cioè la flessibilità in entrata». E l’auspicio è quello di poter ‘strapparè qualcosa in più nell’iter parlamentare «ci sono i margini – dice – per modificare il ddl». Ma se il Pdl non alzerà le barricate sulla riforma del mercato del lavoro mettendo in discussione l’equilibrio raggiunto con il governo e gli altri partiti, Alfano chiude la strada al premier sull’ulteriore uso della leva fiscale, bocciando senza appello l’aumento delle tasse. 
Alla vigilia della campagna elettorale il leader pidiellino mette in chiaro: il Pdl non accetterà che «a settembre si alzi di un punto percentuale l’Iva» e poi aggiunge «chiediamo che l’Imu sia una tantum rateizzata» perchè «è una botta pazzesca». L’idea, spiega ancora, sarà dettagliata nei prossimi giorni quando il Pdl presenterà una proposta «tecnicamente sostenibile» per consentire di diluire l’imposta sulla casa. 
A contendersi la scena però con la riforma del lavoro è il caos della Lega Nord e le indagini in corso a Milano. L’ipotesi che Umberto Bossi sia coinvolto viene rispedita al mittente dall’ex Guardasigilli: «Lui è dedito alla Lega, non credo che abbia approfittato dei soldi del Carroccio. Ritengo che riuscirà a dimostrare che non c’entra nulla». Anzi, nonostante la rottura dell’alleanza, Alfano non chiude la porta all’idea di tornare insieme, magari già alle prossime elezioni «È un interlocutore importante, riteniamo non interrotto il rapporto con loro». 
Le indagini a carico del Carroccio è la bufera che ha colpito la Margherita per il ‘casò Lusi sono l’occasione per il leader pidiellino di rilanciare la proposta di legge che preveda che «organismi esterni» controllino i bilanci dei partiti. Parole chiare anche sulla legge elettorale, altro capitolo su cui è aperto il confronto con i partiti che appoggiano l’esecutivo: «Noi – avverte – non appoggeremo mai una riforma che non consenta l’indicazione del premier». 

Fonte:leggo