Imposta di soggiorno.Regolamento approvato a Massa Lubrense nettamente migliore di quello a Sorrento

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Penisola Sorrentina, imposta di soggiorno. Regolamento di Massa Lubrense di gran lunga migliore di quello approvato a Sorrento.

 

Antonetti (Idv) “I rappresentanti della categoria alberghiera, invece di polemizzare con chi solleva le reali problematiche dei lavoratori stagionali, pensino a tutelare meglio i loro iscritti sull’imposta di soggiorno a Sorrento”.

 

Continua a tenere banco la tanto odiata imposta di soggiorno, già approvata in tutti i comuni della penisola sorrentina, ad eccezione dei Meta. Dopo la disputa giudiziale, ancora in corso, tra l’ente comunale di Sorrento e 44 strutture extralbeghiere, in merito alla parificazione di queste ultimi agli alberghi a 4 stelle, si registra l’intervento dell’Italia dei Valori che, attraverso il suo coordinatore in penisola sorrentina, l’avvocato Giovanni Antonetti, affronta ben altri e più importanti profili di criticità del regolamento così come adottato dal Consiglio Comunale di Sorrento nella seduta del 29 novembre 2011, che emergono soprattutto dal confronto con l’omologo atto approvato nel civico consesso del vicino comune di Massa Lubrense il 16 gennaio 2012.

Dal confronti tra i due documenti” esordisce Antonettila prima cosa che balza all’occhio è che, in tema di esenzioni, mentre l’articolo 8) del regolamento applicabile a Sorrento, stabilisce solo due categorie di soggetti, cioè quelli iscritti nell’anagrafe dei residenti del comune  ed i turisti con meno di 18 anni, nel Comune di Massa Lubrense, in maniera molto più lungimirante ed aderente alle esigenze degli operatori alberghieri, sono state disposte anche le esenzioni, oltre che per le due indicate categorie, anche per i turisti oltre i 75 anni di età, per un autista di pullman ed una guida ogni venticinque turisti, per gli ospiti istituzionali del Comune in occasione di manifestazioni e convegni, per il personale dipendente della gestione della struttura ricettiva ove svolge attività lavorativa, ma soprattutto, questo invece importantissimo sotto il profilo sociale, anche per i portatori di handicap non autosufficienti e relativo accompagnatore e per i soggetti che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche, per fronteggiare situazioni di emergenza conseguenti a eventi calamitosi o di natura straordinaria o per finalità di soccorso umanitario. A Sorrento, quindi, l’imposta di soggiorno dovranno pagarla anche i turisti portatori di handicap ed i terremotati, assurdo!”

Poi si passa all’analisi del profilo economico “A Sorrento l’operatore alberghiero, secondo l’art. 9) del regolamento, deve versare al Comune gli importi riscossi entro il giorno 15 del mese successivo a quello nel corso del quale ha incassato le somme, mentre a Massa Lubrense, esiste la più logica modalità di pagamento in due rate, il 15 luglio, per il periodo dal 1° aprile al 30 giugno, ed il 15 novembre, per il periodo dal 1° luglio fino al 31 ottobre, con la conseguenza che l’albergatore di Massa Lubrense deve recarsi solo due volte in comune e non avrà mai problemi di liquidità e cassa per l’imposta, mentre  a Sorrento ogni mese si dovrà premunire di fare il suo piccolo pagamento. Una scelta organizzativa davvero vincente!

Infine Antonetti affronta il tema della concertazione “A Massa Lubrense esiste la Consulta del Turismo, un organo ottimamente funzionante, voluto dall’assessore al ramo Donato Iaccarino, che funge da collegamento tra le esigenze delle categorie alberghiere (assimilate e connesse) e l’amministrazione comunale; in proposito l’articolo 16) del regolamento comunale sull’imposta di soggiorno a Massa Lubrense, molto pertinentemente stabilisce un Osservatorio permanente formato, appunto, dall’Amministrazione Comunale e dalla Consulta del Turismo, che ha il compito di monitorare gli effetti dell’applicazione dell’imposta, formulare eventuali proposte correttive, svolgere la discussione preliminare di una relazione predisposta dall’ente comunale sulla realizzazione degli interventi da presentare al consiglio comunale ed inviare telematicamente all’osservatorio nazionale del turismo istituito presso il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo. A Sorrento, invece, non se ne scorge traccia!

Alcuni rappresentanti della categoria alberghiera a Sorrento” conclude l’esponente dipietrista “ed in particolar modo qualche zelante consigliere, invece di scavalcare il proprio presidente d’associazione e polemizzare con chi solleva le reali problematiche dei lavoratori stagionali, pensi a tutelare meglio i propri iscritti sull’applicazione dell’imposta di soggiorno a Sorrento, magari prendendo a modello l’educazione, la lungimiranza  e l’esperienza, maturate nel settore, da parte dei colleghi massesi”.