GIOVEDI NERO PER LE BORSE – PIAZZA AFFARI CROLLA CON LE BANCHE. LO SPREAD A 340 PUNTI, BTP AL 5,21%

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ROMA – «Siamo in piena recessione, durerà tutto l’anno». E’ l’allarme lanciato dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Torna intanto a scivolare pesantemente Piazza Afffari, mentre lo spread risale a quota 340. 

Spread in crescita, Borse giù. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che ha aperto a 324,39 punti, è torna ad allargarsi superando i 345 punti, per poi chiudere a quota 340. Male le Borse europee, con Milano che, dopo l’avvio di Wall Street, si è confermata ampiamente la peggiore tra le principali piazze europee: Piazza Affari ha chiuso in perdita del 3,3%, Londra -1,15%, Parigi -1,43%, Francoforte -1,77%.

L’allarme di Passera. «Siamo nel pieno di una seconda recessione e questo trend, se dobbiamo prendere per buone le previsioni, durerà tutto l’anno», ha detto il ministro dello Sviluppo economico, in audizione alla commissione Bilancio della Camera, aggiungendo che «siamo in una situazione di non crescita da molto tempo». E a certificare la difficile situazione economica del nostro Paese arrivano anche le stime di Ocse e Confindustria.

Credit crunch. «Si è creato un vero e proprio credit crunch» e «dobbiamo agire subito», ha aggiunto il ministro. Nei mesi scorsi «il tema del credito è diventato un super-tema perché si è concentrata una serie di cause gravi: mancanza di liquidità, aumento delle sofferenze, regole bancarie che hanno tolto altro capitale alle banche».

Sulle semplificazioni «l’idea è di presentare ogni 2-3 mesi un pacchettone che tocchi la vita delle famiglie ma soprattutto delle imprese, e in particolare delle Pmi». Passera ha poi concluso: «sappiamo quanto bisogno c’è» di semplificazioni.

Investimenti. Sulle opere pubbliche «l’idea è di poter vedere nel corso dei prossimi 12 mesi un ammontare di complessivi 40-50 miliardi di lavori indirizzati e il più possibile avviati», ha detto il ministro.

Frequenze tv. Sulle frequenze per la tv digitale, e quindi per il superamento del beauty contest, la proposta del governo «sarà in linea con quanto detto». Ovvero, spiega Passera, che «non è una cosa buona cedere gratuitamente i beni dello Stato». Il ministro ribadisce di aver espresso più volte la sua opinione in merito.

Eni-Snam. «Cercare di completare la separazione Eni-Snam entro la legislatura è negli obiettivi, però, attenzione, dobbiamo garantire prima ancora che i tempi, la certezza che sia una operazione amica del mercato e fatta nel migliore dei modi», afferma il ministro dello Sviluppo economico, riferendosi allo scorporo delle due società, previsto dal dl Liberalizzazioni. Il rischio di vendere Snam agli stranieri, però, è «abbastanza gestibile, evitabile». Passera ha confermato che che questo sarà possibile grazie «al meccanismo che abbiamo in mente ed essendo un settore altamente regolato».

Imprese. «Dobbiamo fare in modo che si recuperi l’accumulato di non pagamento» da parte della Pubblica Amministrazione ai danni delle pmi, sottolinea Passera, e questo «non potrà essere fatto in un anno e non potrà mettere in difficoltà gli obiettivi di finanza pubblica. Però 50-60 miliardi nei prossimi anni devono essere recuperati. Se già riuscissimo nei prossimi 12 mesi a rimettere in moto metà dello scaduto metteremmo in moto molto».

Ocse. A certificare la situazione arriva l’Ocse. Se le prospettive a breve termine nei Paesi del G7 «sono migliorate rispetto alla situazione prevalente a fine 2011», anche se con una differenza tra Usa e Ue: «nei primi è prevista una crescita robusta, mentre in Europa l’outlook rimane debole», in Italia la situazione è ancora differente. «La debole produzione industriale – scrive l’organizzazione – e il morale dei consumatori suggeriscono una recessione per i primi due trimestri dell’anno». L’Ocse stima per il nostro Paese una contrazione del Pil dell’1,6% nel primo trimestre e dello 0,1% nel secondo. 

Padoan. «La corruzione è causa e conseguenza della stagnazione dell’economia italiana. Per far ripartire il Paese non basta riformare il lavoro, bisogna combattere questi meccanismi più occulti. Il governo però si sta muovendo, ha chiesto aiuto all’Ocse e siamo contenti di darlo» afferma all’Unità il vicesegretario dell’Ocse, Pier Carlo Padoan.

Confindustria. Una fotografia analoga emerge dalle stime del centro studi di Confindustria. Nel primo trimestre 2012 la produzione industriale è diminuita del 2,2% rispetto al quarto trimestre 2011. A marzo, però, Confindustria segnala un aumento della produzione dello 0,1% su febbraio. La distanza dal picco pre-crisi (aprile 2008) è di -21,9%.