Emilio Fede licenziato da Rete Quattro l´ultimo saluto VIDEO

0

Emilio Fede oggi ha salutato gli ascoltatori del Tg4 di cui, da oggi, non è più direttore dopo più di 20 anni licenziato da Rete Quattro .  Un editoriale all’interno dell’edizione delle 19 girato nel suo ufficio, al piano terra di Palazzo dei Cigni di Milano 2. Maglione, camicia, occhi lucidi, niente di scritto per uno che ha sempre fatto dalla conduzione “a braccio” un vero e proprio marcho di fabbrica. “E’ un saluto, non è un addio….” è stata la frase iniziale e, non a caso, anche quella finale. “Un po’ mi mancherete e spero che un po’ vi mancherò anch’io…e comunque tornerò, magari a parlare, a farvi capire che ci sono ancora”. Un minuto e 25″ chiusi con una certa rapidità, per non cedere alla commozione. Il Tg4, il primo dell’era Giovanni Toti, si chiude così. Finisce un’epoca. Un’altra è cominciata.  Prima dell’addio Fede è stato accusato di aver cercato di depositare duemilioni e mezzo di contanti a Lugano con l’auto aziendale, poi era già sotto inchiesta per prostituzione per il caso Ruby e segnalato all’ordine dei giornalisti per aver offeso Vendola sulla sua sessualità, Fede se la sarebbe presa con Mediaset e Confalonieri che non lo avrebbero voluto, smentendo poi tutto, ecco l’intervista rilasciata al corriere 

l’accusa è precisa: dicono che ti sei presentato in una banca di Lugano chiedendo di poter versare due milioni e mezzo di euro in contanti, ma i funzionari della banca si sarebbero rifiutati di effettuare l’operazione.

«Ragiona: io ho due milioni e mezzo in contanti, e che faccio? Li metto in una valigetta, attraverso il confine con quel malloppo e mi presento in banca a Lugano, dopo che a Lugano, proprio in banca, è successo quel che è successo con la vicenda di Lele Mora?».

Tu sei stato a Lugano? «No!… Cioè, sì, ci sono stato, ma a comprare medicine o a fare passeggiate. E quando arrivo, ogni volta, ordino al mio autista di parcheggiare distante dalla banca proprio per evitare equivoci».

Eppure ci sarebbero dei riscontri, direttore. «Oh santo cielo! Divento pazzo! Sentimi: mettiamo pure che io abbia una valigetta con due milioni e mezzo, va bene? Secondo te io sono così fesso da andarmene a Lugano? Non faccio prima ad andare a Montecarlo? No, dai, non regge».

In realtà, invece, la sensazione è che i giudici si muovano con qualcosa di concreto tra le mani.«Concreto? Allora, ascoltami. Le ipotesi sono tre: o c’è un caso di omonimia, ipotesi in cui spero; o c’è una casuale e pazzesca somiglianza con qualcuno, ipotesi possibile ma remota; oppure c’è stato qualcuno che è andato lì, allo sportello bancario di Lugano, spacciandosi per me… e questa, purtroppo, è l’ipotesi più plausibile».

E perché l’avrebbe fatto? «Per fregarmi, accidenti! Perché, appunto, è un complotto!».

Complotto organizzato da chi? Dall’Agenzia delle Entrate? «Mah! Vedi, io mi sto faticosamente rialzando dopo la triste vicenda di Ruby, e sto cercando di dimostrare di non avere colpe… Evidentemente, però, c’è qualcuno a cui continuo a dare fastidio… sì, questo direttore che dirige da così tanti anni, purtroppo, sta sulle scatole a qualche invidiosetto».

Dai fastidio dentro Mediaset? «Anche».

Questa è una notizia. «Sai, io gli ho detto: fatemi arrivare all’autunno, poi vi lascio il Tg4 e mi candido alla Camera con il Pdl, perché con Berlusconi sono già d’accordo…».

E l’azienda? «Ci siamo accordati così: mi danno una buonuscita, non clamorosa, ma equa per quello che ho fatto e dato in tutti questi anni. Poi avrò dei benefit, tipo l’autista e la segretaria. Poi un programma in prima o seconda serata su Retequattro, l’incarico fantasma ma comunque prestigioso di direttore editoriale dell’informazione e, infine, un contratto di consulenza di tre anni più due».

Non male, direi. «Infatti io non mi lamento. Penso pure che però questi miei accordi possano aver scatenato altre invidie nei miei confronti. E qualcuno può aver pensato bene di farmi mangiare un po’ di fango».

Gira voce che ti abbiano anche ridotto il numero dei redattori. «Voce verissima! Con l’apertura del TgCom, mi hanno devastato la redazione. Quando andrò via, temo che il Tg4 cesserà di esistere».

Hai sentito il Cavaliere nelle ultime ore? «Questa mattina è stato il primo a telefonarmi e ad esprimermi la sua solidarietà! Lo adoro, non mi lascia mai solo. Mai, mai, mai…». (Emilio Fede ha 80 anni).

Fabrizio Roncone

Lascia una risposta