Napoli, il 25 marzo è una data come un´altra, invece per tanti…

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Giorno della memoria: ritrovarsi assieme e condividere una reminiscenza
comune.
Sono gli “esposti”, i figli della Madonna, i figli adottivi che ogni
anno, provenienti da tutta Italia, ma non solo, si recano in pellegrinaggio alla
ruota degli esposti, conservata nella santa casa dell’Annunziata: il “ventre di
Napoli”.

DEVOTI DA TUTTO IL MONDO – La signora Rosaria accoglie ogni
giorno turisti e visitatori dalle 9,00 alle 18,00. Il suo lavoro, condurre gli
ospiti lungo uno stretto corridoio che porta alla ruota degli esposti. Una ruota
attraverso la quale dal 1343 al 1875 hanno trovato asilo e ricovero migliaia di
orfanelli.
“Un luogo di visita ma anche di preghiera” – ci tiene a precisare
la nostra guida – “molti ancora oggi si sentono legati a questi luoghi che in se
affascina ma al tempo stesso addolora” tutto intorno è rimasto come il giorno in
cui è stata chiusa la ruota; conservati gli antichi registri dove venivano
annotati i piccoli trovatelli con le loro medaglie di riconoscimento, la vasca
dove venivano subito battezzati e anche i teli dove venivano avvolti.
“Il 25
marzo è una data importante” spiega ancora la nostra interlocutrice, “in quella
data si festeggia l’Annunziata, la ruota quel giorno sarà visitata da centinaia
di devoti, alcuni provenienti anche dall’America; ogni anno vengono qui a
pregare”.

GLI ESPOSTI SECONDO LA SERAO – Nel “Ventre di Napoli” la
giornalista e scrittrice Matilde Serao così racconta la pietà e la devozione, o
più semplicemente la solidale umanità delle popolane napoletane, circa gli
“esposti”, i figli della Madonna: “Quando una popolana napoletana non ha figli,
essa non si addolora segretamente della sua sterilità, non fa una cura mirabile
per guarirne, come le sposine aristocratiche, non alleva un cagnolino o una
gattina o un pappagallo, come le sposette della borghesia.
Una mattina di
domenica ella si avvia, con suo marito, all’Annunziata, dove sono riunite le
trovatelle, e fra le bimbe e i bimbi, allora svezzati o grandicelli, ella ne
sceglie uno con cui ha più simpatizzato, e, fatta la dichiarazione al
governatore della pia opera, porta con sé, trionfante, la piccola figlia della
Madonna”.
condensato da Antonio Cangiano su napoli.com