Tragica scomparsa di Vigor Bovolenta L´ex azzurro si è sentito male nel palazzetto di Macerata

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Vigor Bovolenta è morto dopo un malore durante la partita di B-2 tra la sua squadra, Forlì, e la Lube Macerata. L’ex centrale azzurro nel terzo set è andato in battuta, ha gettato la palla dall’altra parte e ha chiesto aiuto. “Ha detto mi gira la testa, aiutatemi che cado, si è toccato il fianco dalla parte del cuore ed è svenuto” ha raccontato un dirigente della Lube.

 

OSPEDALE — Bovolenta è stato soccorso in campo con il massaggio cardiaco, è stato poi chiesto anche l’intervento del 118, ma il centrale di Forlì non ha mai ripreso conoscenza. I tentativi di rianimazione sono continuati per quasi un’ora in campo, Vigor, che avrebbe compiuto 38 anni il 30 maggio, è stato portato all’ospedale di Macerata. E nel reparto di rianimazione i medici hanno protratto gli sforzi, senza risultati. Nella sala d’attesa, in lacrime, tutti i compagni di squadra, l’allenatore Stefano Mascetti, i dirigenti della Lube e il tecnico della nazionale juniores, Marco Bonitta, che era alla partita per seguire alcuni giovani e che era stato l’allenatore di Bovolenta nelle giovanili di Ravenna.

 

FAMIGLIA — Vigor abitava a Ravenna con la moglie, Federica Lisi (anche lei ex giocatrice di pallavolo) e i quattro figli. Doveva il suo nome a un trapezista russo che il fratello (morto di leucemia nel 1990) e la sorella avevano visto in un circo. Centrale di 2 metri e 2 centimetri, nel 1990 è stato ingaggiato dal Messaggero Ravenna dopo gli inizi nel Polesella. Esordì in prima squadra a 16 anni, vinse lo scudetto e la Coppa Italia. Con la maglia di Ravenna ha vinto poi tre Coppe dei Campioni, una coppa Cev e due Supercoppe Europee. In carriera ha giocato poi a Ferrara, Roma, Palermo, Modena (dove ha vinto il campionato 2001-2002), Piacenza e Perugia. Dal 2010 era tornato vicino a casa, a Forlì, e con questa squadra (la Softer Volley) quest’anno stava giocando il campionato di B-2, nel girone E.

Vigor Bovolenta, 197 presenze e un argento olimpico in Nazionale. Archivio

 

AZZURRO — Bovolenta aveva esordito giovanissimo con la Nazionale maggiore: era il 3 maggio 1995, a L’Avana, nella gara persa 3-1 dagli azzurri contro Cuba. Amico per la pelle di Samuele Papi (suo testimone di nozze), era il ragazzino della nazionale dei fenomeni, chiamato da Velasco a giocare la finale olimpica di Atlanta 1996 contro l’Olanda (era l’uomo mascherato, indossava una protezione per il setto nasale fratturato). La storia con la nazionale si è interrotta nella World League 2002, si è riaperta con la gestione del c.t. Andrea Anastasi, che lo ha convocato per Pechino 2008 (l’Italia finì al quarto posto). Con la Nazionale, oltre alla medaglia olimpica, ha vinto quattro edizioni della World League, una Coppa del Mondo e due Europei.

 

 

Fonte:gazzettadellosport