Sorrento, abusivismo edilizio e revoca delle licenze commerciali su immobili in località Malacoccola

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Antonetti (Idv) “Il Comune acquisisca e valorizzi il complesso immobiliare, che già di fatto è suo, e ne faccia attività socialmente utili”.

 

Sorrento, un grazioso complesso turistico-ricettivo in località Malacoccola, composto da cinque suite e altri mini appartamenti realizzati abusivamente e gestiti senza titolo amministrativo per attività alberghiera, già sequestrati dagli agenti del Commissariato di Polizia Sorrento nell’agosto 2007, poi un lungo iter giudiziario; ora arriva il provvedimento del Comune di Sorrento che, dopo gli accertamenti svolti dall’ufficio tecnico comunale, diretto dall’ingegnere Alfonso Donadio, con ordinanza dirigenziale a firma del dirigente Donato Sarno, a capo invece dell’ufficio patrimonio, datata primo marzo 2012, ne dispone la cessazione dell’attività di produzione di limoncello e liquori tipici, in cui si era nel frattempo riconvertita l’attività esercitata nei locali che ora sono stati dichiarati “privi di legittimità urbanistica”, a seguito del rigetto della relativa istanza di condono.

E’ questa una buona occasione per l’ufficio patrimonio e l’assessore competente al ramo di rendere un servizio socialmente utile ai cittadini sorrentini dichiara Giovanni Antonetti, coordinatore dell’Idv in penisola sorrentina “infatti il complesso immobiliare in oggetto è già, in fatto ed in diritto, del Comune di Sorrento e di tutti i suoi cittadini, essendosi realizzata la fattispecie testualmente prevista dall’art. 31, comma 3° del D.p.r. n. 380/2001, nel quale viene specificato che «se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune». Non capisco cosa stia aspettando l’ufficio patrimonio a notificare all’interessato e trascrivere presso la competente conservatoria dei registri immobiliari il provvedimento di acquisizione.

In un periodo di crisi per le casse comunali, in cui si sta dismettendo gran parte del patrimonio immobiliare” continua l’avvocato sorrentino “ritengo che non si debba indugiare neanche un minuto sull’acquisizione gratuita di un bene al patrimonio comunale.

Quanto agli usi il Comune potrebbe destinarlo ad attività socialmente utili, come la riabilitazione per persone affette da patologie motorie, vista la presenza di piccole piscine, oppure destinare le camere con servizi a civili abitazioni,  da attribuire a famiglie sorrentine bisognose, previa emissione di un bando di gara, snello, trasparente e debitamente pubblicizzato tra i cittadini. Speriamo” conclude Antonetti “che i funzionari comunali ed i politici colgano la proposta dell’Italia dei Valori come un’ opportunità per valorizzare il patrimonio comunale ed alleviare, ancorché solo in parte, il problema del diritto alla casa per i nostri concittadini; insomma, il Comune, questa volta, può davvero fare un’ottima figura”.