Le confraternite in mostra a Sorrento

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 Un tributo al mondo confraternale ed alle processioni

 


 

SORRENTO – Tre secoli di storia che spaziano grazie ad un vasto materiale iconografico che mette in mostra un movimento che va dalla notte dei tempi ed arriva fino a noi grazie ad una raccolta che va dagli scritti a mano alle stampe per finire agli acquerelli. Un tributo a 360° che si è voluto dare ad un affascinante mondo che prende non solo la costiera sorrentina ma che abbraccia tutti quei paesi nel quale esso vive, in modo speciale nel bacino del ‘Mare Nostrum’, il Mediterraneo. Il riferimento casuale non è solo alla terra nella quale le processioni sono colorite e molto seguite, la Spagna, ma anche a quei paesi come la Francia che nella Corsica hanno un buon movimento. Ricordiamo che le confraternite fanno parte non solo di tutto quel mondo che parlava latino o era cattolico, ma ve ne sono anche in Germania, Svizzera, Olanda, Scandinavia, Austria ed in Inghilterra. Esse sono realtà associative, ovvero di gruppo variamente composto da laici e chierici, da uomini e donne, consociatisi nelle città come nelle campagne per scopi di edificazione religiosa, di solidarietà devota, di impegno liturgico, di pratica penitenziale ed assistenziale. Le prime notizie delle confraternite si hanno dopo l’anno 1000, quando si narra della Confraternita dei Disciplinati e Battenti, si tratta del primo movimento confraternale che conosciamo oggi. Iniziò nel XI secolo quindi dopo l’anno 1000 come fratelli battenti, mentre i “Disciplinati” nacquero a Perugia nel 1260; tale movimento fu di preminente carattere spirituale e penitenziale. I confratelli si flagellavano durante le cerimonie pubbliche e le processioni; il sangue sparso era il segno della loro penitenza, ed il coinvolgimento spirituale dei fedeli era molto forte. Furono i frati Cappuccini, ed in secondo piano i Gesuiti a far nascere e sviluppare questa corrente. Ma si parla che una tra le più antiche confraternite oggi esistente sia a Siena, e si tratta della Confraternita di San Galgano, di Chiusdino, in provincia e diocesi di Siena, la cui fondazione risale al 1185. Nella novecentesca Villa Fiorentino è in mostra tutto quel materiale d’epoca che va dai sai ai medaglioni per passare tra i simboli della passione, compresa una ricostruzione allestita al piano terra della Crocifissione come avvenne a Gerusalemme, con due incappucciati ai lati, uno nero a destra ed uno bianco a sinistra. L’allestimento di quei simboli che ricordano la ‘Passione e Morte di Cristo’ vogliono essere un contributo per far comprendere meglio il significato dei ‘martiri’ o ‘misteri’, che vengono portati in processione nella Settimana Santa. Non solo, ma vogliono far capire sia a noi che ai posteri che questi oggetti, le processioni, la storia delle confraternite sono alla base di quel dramma che visse Nostro Signore Gesù Cristo, e che noi oggi ricordiamo tramite la Pasqua. E tra questi oggetti penitenziali spicca anche la cosiddetta ‘quaresima’, un fantoccio simile ad una strega con una patata nella quale sono infilate cinque penne, che rappresentano le settimane che mancano a Pasqua e venivano tolte settimanalmente. Una mostra allestita con tanta passione da Massimo Fiorentino, il priore dell’Arciconfraternita di Santa Monica di Sorrento. In questa mostra c’è “il mondo a 360° ed è un tributo alla confraternite ed ai paesi del Mediterraneo. È un atto d’amore verso le confraternite che sono custodi delle tradizioni secolari e che sono molto presenti nel nostro territorio”. Così parla con passione che ne ha messa tanta per mettere insieme del materiale che in vari casi è difficile reperire. Egli ha dato una panoramica anche verso altri paesi: “Non ho voluto fare la mostra delle processioni di Sorrento. Qui ci sono documenti della ‘Misericordia’ di Pisa e Firenze. Una sezione dedicata alla Spagna e sono esposte incisioni, acquerelli e fotografie d’epoca all’albumina e del 1870”. Una mostra di ‘Confraternite, Crociferi e i Riti della Passione’ che resterà visitabile fino all’8 aprile perché tutto quello che c’è è “un patrimonio da difendere, salvaguardare e tramandare”.

 

 

 

La processione bianca di Sorrento ed i simboli della passione

 

  

   

  

 

GIUSEPPE SPASIANO