Vico Equense. Tenere nuances in Consiglio Comunale: passano Atto di Indirizzo e Commissione pari Opportunità

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Venerdì 16 marzo a Vico Equense, e quasi in contemporanea a Piano e a Meta, il Consiglio Comunale ha approvato l’atto di Indirizzo e le Linee Guida che dovrebbero cambiare le regole sull’abusivismo edilizio. Annunciato dal sindaco Cinque come il Consiglio della svolta in tema di abusivismo e dalla mnoranza con accorate proteste sulla stampa, ci si immaginava in aula un’atmosfera incandescente. Invece, a parte qualche scaramuccia iniziale, le cose sono andate avanti nel solito clima abbastanza scontato, se non fosse per alcuni squarci decisamente esilaranti.

Convocato improrogabilmente per le ore 10.00, alle 10.10 in aula non c’era quasi nessun consigliere della maggioranza. La minoranza allora ha lasciato l’aula per far mancare il numero legale, ma alle 10.15, mentre alla spicciolata i ritardatari correvano a occupare i loro posti, la minoranza è rientrata e il Consiglio Comunale è iniziato regolarmente. Il consigliere Maresca ci ha tenuto però a ribadire che cadeva la legittimità del Consiglio Comunale perché era stato violato il Regolamento e che di conseguenza tutti gli atti approvati erano da ritenersi anch’essi illegittimi.

La cosa, tanto per non cambiare, è stata elegantemente glissata dalla maggioranza che ha dato comunque via al dibattito. All’esiguo pubblico presente in aula è sembrato però curioso che la minoranza, tanto appassionata sulla stampa nell’esprimere il suo sdegno, non abbia preso al volo la possibilità di lasciare l’aula e denunciare al Prefetto quale abominevole misfatto si era perpetrato nell’aula consiliare. Ma tant’è, si è andati avanti.

 

Nella relazione introduttive ed esplicativa del Vice-Sindaco Migliaccio sul provvedimento ci sono stati dei passaggi molto suggestivi. Secondo Migliaccio “Noi dobbiamo riappropriarci dei nostri territori perché non abbiamo bisogno di un fratello grande che venga a dirci cosa possiamo o non possiamo fare”, riferendosi agli enti superiori preposti a legiferare sull’abusivismo. Esilarante poi l’affermazione che l’abusivismo non si sconfigge abbattendo gli edifici abusivi ma facendo sparire tutti quei lacci e lacciuoli che imbrigliano i territori. Insomma, eliminiamo l’abusivismo eliminando l’antiabusivismo!

Il consigliere Maresca ha allora fatto notare a Migliaccio che il “fratello grande” cui si riferiva è la nostra Costituzione che sancisce l’obbligo di salvaguardare i territori. L’avvocato Starace ha poi aperto il codice e ha cominciato a sciorinare le norme giuridiche che rendono l’Atto di Indirizzo assolutamente fuorviante rispetto al problema dell’abusivismo, in quanto contraddice le leggi sul problema e non fermerà le sentenze di demolizione né darà pace agli abusivisti. E, quando il consigliere della maggioranza Guida ha finalmente chiesto all’architetto Arpino, il funzionario di Vico che ha partecipato alla redazione dei documenti in discussione, se questi fossero degli strumenti contro o pro l’abusivismo, lo stesso architetto ha candidamente risposto: “Il documento non è né contro nè pro l’abusivismo. Non era questo l’intento del tavolo di lavoro!”

In effetti, la cosa più sorprendente è stata che in un consiglio comunale dove si doveva parlare di lotta all’abusivismo non se ne sia assolutamente parlato. Nessuno che abbia appena accennato a cosa si può, o si potrebbe, mettere in campo per impedire anche in futuro il sacco del territorio. Starace ha ipotizzato che l’arresto immediato dell’abusivista e l’abbattimento degli immobili sarebbero dei veri deterrenti e non certo quell’Atto di Indirizzo. Ma, il Consigliere Maresca ha tenuto a ribadire, nella dichiarazione di voto contrario, che “Nessuno pensi però che noi (della minoranza ndr) siamo contro chi ha commesso un abuso di necessità!”, quasi a sancire il diritto di farsi una casa abusiva a chi una casa non ce l’aveva e (perché no? ndr) a chi non ce l’ha.

 

Archiviato l’argomento abusivismo con l’approvazione a maggioranza, il consiglio ha finalmente assunto le tenere nuances dell’ amicizia e della collaborazione: maggioranza e minoranza hanno votato all’unanimità la costituzione della Commissione per le Pari Opportunità. Sia l’Assessore Cioffi che le consigliere Cristallo, Eusebio e Scaramellino hanno calorosamente ribadito di avere collaborato intensamente per far nascere la commissione. Un po’ contendendosene il merito, ma tra sorrisi sereni e affabilità. Al punto da far dichiarare all’avvocato Starace: “Peccato che non si instauri sempre questo clima e che la maggioranza in altre situazioni non accolga le nostre istanze. In fondo la verità non sta mai da una sola parte.”

Maria D’Ordia

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