Incappucciati Bianchi – Canti e riti di Passione – Arciconfraternita S. Monica – Sorrento

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In tutto il mondo cristiano, dall’Europa all’America Latina, si inscenano processioni con penitenti incappucciati.

La liturgia Cattolica non conosce una settimana più ricca di significato paragonabile a quella in cui si commemorano gli ultimi giorni vissuti sulla terra da Gesù Cristo. Ciò spiega come non solo liturgicamente, ma anche nell’animo popolare permeato di Cristianesimo, essa rappresenti il centro della vita Cristiana e perciò il momento più ricco di manifestazioni folcloristiche che acquistano un colore del tutto singolare

Non vi è infatti Cristiano nel quale la Settimana Santa non risvegli nel cuore la necessità di esprimere, con le sue manifestazioni, la gioia e il dolore che caratterizzano questi giorni. 

La Processione del Venerdì Santo rappresenta per l’Arciconfraternita di Santa Monica in Sorrento, la celebrazione religiosa più importante e conosciuta. Un legame profondo lega i sorrentini ad essa. Le radici di queste Processioni sono antichissime, era tradizione della Arciconfraternita visitare la sera del Giovedì Santo le Chiese ed i monasteri cittadini dove erano allestiti i Sepolcri. Il corteo era molto semplice: alcuni confratelli in borghese percorrevano le strade delle città con lumi accesi, cantando salmi e recando una croce spoglia tra due lance, in seguito  si arricchirono le sfilate con corpi illuminanti, quali fiaccole o lampioni, con i simboli della Arciconfraternita, stendardoe pannetto, e si inserirono i famosi “Misteri” o “Martiri”, cioè i simboli delle offese materiali subite da Cristo nella Sua ascesa al Golgota: la lanterna, la borsa con i trenta denari, il gallo che canto’ tre volte, simbolo del tradimento di Pietro, la colonna ed il flagello, la corona di spine, i chiodi ed il martello, il panno della Veronica su cui rimase impresso il Santo Volto, la spoglia croce… Poi, quasi alla fine del corteo, sopraggiunge il lamentoso grido di dolore, l’invocazione di perdono Divino: sono i circa duecento cantori del Miserere che in un’atmosfera di commozione unica fanno riecheggiare le parole del salmista Davide

Il coro S. Monica accompagnato alla tastiera da Rosa Coluccio e diretti Da Esposito Francesco Saverio, attraverso i brani “ Padre ho Peccato – O Capo Insanguinato – La Croce – Anima Cristi – Stava Maria dolente – Stabat Mater – Pacem in Terris “dei maestri  Frisina, Castellano,e di Coluccio –Esposito F.S. e degli inni processionali di Meta e di Sorrento “Ecco d’amor la vittima e All’Addolorata “  dei Canonici  Angelo Castellano, Francesco Saverio Fiorentino, Costantino Cafiero, alternati da proiezione di filmati storici di Rosa e Giuseppe Casola e Lina Esposito, ci introdurranno nella settimana Santa attraverso la storia degli

Incappucciati Bianchi

“Riti e canti di Passione”

L’appuntamento è per Mercoledì 28 marzo alle ore 20.00 nella Chiesa della SS. Annunziata in Sorrento