CASA POUND AD AMALFI: CHE FANNO I NOSTRI AMMINISTRATORI?

0

 

Domenica scorsa si è consumato uno spettacolo veramente indegno. Un gruppuscolo di neofascisti dell’organizzazione Casapound ha improvvisato una raccolta firme contro Equitalia, con tanto di bandiere nere che sventolavano sullo “stradone”. Equitalia è certamente un apparato politico-clientelare che, con atteggiamenti mafiosi, prende di mira soprattutto le classi più deboli. Quello che però vogliamo sottolineare è il degrado culturale, politico e sociale in cui lentamente sprofonda la nostra città. Il Sindaco e l’Assessore alla Cultura, conoscono Casapound e i loro militanti? Sembra proprio di no, eppure nel consiglio comunale è presente un rappresentante di sinistra e libertà, anche se nessuno se n’è ancora accorto!

Casapound è una sigla nota alla cronaca: compiono, impuniti, continui attacchi a danno di studenti di sinistra, omosessuali e immigrati. Basta ricordare il duplice omicidio, a sfondo razzista, compiuto da un loro militante, a Firenze. Quelli della Costiera amalfitana (tutti tra Minori e Maiori) condividono le stesse idee e pratiche violente, tipiche dell’organizzazione. Lo scorso 29 aprile, infatti, nei pressi dell’università di Napoli alcuni studenti sono stati accoltellati da militanti di Casapound e, come riportato dalla stampa, erano presenti alcuni della costiera amalfitana. Gli stessi che, con altri squadristi napoletani, hanno aggredito con cinte e bottiglie un nostro compagno la scorsa estate sul lungomare di Minori.

È evidente che questa organizzazione, i cui militanti si definiscono “fascisti del terzo millennio”, sprofonda le proprie radici culturali nel ventennio. Sono anticostituzionali nei fatti, anche se a parole sforzano di presentarsi come bravi ragazzi che agiscono per il sociale. Lo diciamo perche siamo cittadini italiani, rispettosi della Costituzione, nata dalla Resistenza antifascista. 

Queste brevi notizie, che non possono ignorare i nostri amministratori (di centrosinistra???)  sarebbero già sufficienti a trovare il miglior compromesso per non concedere nessun spazio nella nostra città ai neofascisti. Del resto la stessa amministrazione lo scorso 10 febbraio ha evitato che Casapound tenesse una conferenza sulle foibe presso il Salone Morelli. A distanza di un mese, il Sindaco ha forse cambiato metodologia. Perché? Se i fascisti possono scorazzare per la nostra città a propagandare cose impossibili come la chiusura di Equitalia, con una raccolta firme di inutile validità (nessuna firma è stata infatti autenticata), qual è l’humus in cui educare le future generazioni?

Se non si contrasta con gli giusti strumenti socio-culturali chi propaganda idee malsane che fanno della violenza, dell’intolleranza e della sopraffazione la propria ragion d’essere, ci viene da pensare che forse c’è una certa continuità culturale.

Antifascisti amalfitani