Tras-figurati …da Dio

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Tra-sfigurati … da  Dio 

 

 

 

“ Abbandona i tuoi piedi al polline( essenza delle cose)

 

Abbandona le tue mani al polline

 

Abbandona la tua testa al polline.

 

Allora i tuoi piedi sono il polline

 

Il tuo spirito è il polline

 

La tua vita è il polline.

 

La pista è bella.

 

St

 

ai tranquillo”

 

                                   ( canto Navajo)

 

 

 

Siamo in Quaresima ,un  periodo di riflessione  privilegiato dalla Chiesa, la quale ci invita  puntualmente ogni anno a fare pulizia di primavera all’interno della casa dell’anima dove ci troveremo a fare i  conti con la polvere depositata sulla  nostra vita , (da qui potremmo rileggere il senso dell’antico rito delle ceneri) e quindi con ciò che rimane come un “ramo secco” sopra l’albero delle personali illusioni riguardo a  noi stessi, glia altri e le cose che tanto gelosamente custodiamo e preserviamo In questo cammino siamo invitati a ritrovare freschezza , a dare aria al bello che è in noi, a volare più in alto , a diventare “polline” come dice il bel canto del popolo Navajo, che da lontano sembra augurarci una vita fatta meno di esistere e più di essere( ecco il polline) da ricevere per noi stessi, conservare, ma anche donare …..  .Mi viene in mente l’episodio del vangelo di Marco che nel primo capitolo narra la chiamata dei primi discepoli, Pietro , Giacomo e Giovanni , che da pescatori di pesci furono trasformati da Gesù in pescatori di uomini e furono chiamati a prendere il largo , ad andare nel mare aperto, senza sponde, col pericolo di imbattersi nelle tempesta, Gli ebrei che erano pastori con i piedi ben piantati in terra , avevano pura del mare .Le parole di Gesù devono essere suonate davvero  “nuove” ai loro orecchi .

 

 E allora mi sono fermata a riflettere sul fatto che come le api impollinano i fiori che scelgono, attratte dalla bellezza del colore delle corolle e danno così  vita ad altri differenti fiori, così quando Gesù ha chiamato gli apostoli  a seguirlo è Lui che ha scelto, infatti non c’è decisione autonoma di colui che si imbatte nella Parola di Dio fatta carne, in quel Gesù che sconvolge chi incontra con la sua proposta di un amore senza confini. Racconta il testo:evangelico ” Gesù disse:Seguitemi , vi farò pescatori di uomini. E lasciatele reti, subito lo seguirono.”( Mc1, 11-20)

 

Mi vengono a questo punto due osservazioni da fare : i discepoli che seguono Gesù subito , lasciando il loro precedente percorso , si portano comunque dietro la zavorra dei loro problemi personali irrisolti , le loro debolezze e paure, il loro male. Si lasciano cambiare lentamente, affidandosi a un Dio che li prende con sé quando sono peccatori e non santi ….Quindi c’è posto anche per noi!

 

Inoltre anche se a prima vista essi  rivoluzionano la loro esistenza, in realtà non sono chiamati a lasciare nulla di ciò che sono, ma solo quello che hanno .Sono pescatori e restano tali , cambia solo l’oggetto della pesca, da pesci a  uomini .Il messaggio , secondo me  allora è questo: i legami con la nostra vita non si recidono se scegliamo di seguire il messaggio cristiano, ma solo cambiano di spessore. Chi è sposato , resta tale , ma in modo più consapevole, ogni attività lavorativa rimane la stessa, cambia solo la prospettiva , il senso . Non a caso la parola conversione significa cambiamento di rotta ….

 

La Quaresima per questo ci invita al  coraggio del mare aperto, a non avere pura di affrontare la tempesta , ad af-fidarci di più all’invisibile e meno a ciò che si tocca  per tras-figurare e non sfigurare ancora  la nostra vita . Non per niente il vangelo di una domenica della Quaresima ricorda proprio la scena della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor , e sembra dirci di sperare tutti, la tras-figurazione può cominciare  già qui, basta tentare di salire un po’ più in alto di dove siamo,allargare l’orizzonte  .Con l’aiuto di Qualcuno  molto speciale….

 

Lo scotto di non tentare appare ai nostri occhi quotidianamente dove ci sfiguriamo a vicenda e sfiguriamo anche il mondo affidatoci,  dimenticando troppo spesso  le sagge parole di un altro popolo indiano  d’America , i Cree, che una volta scrissero

 

 

 

“Solo dopo che l’ultimo albero sarà stato abbattuto ,

 

solo dopo che l’ultimo fiume sarà stato avvelenato

 

solo dopo che l’ultimo pesce sarà stato catturato,

 

allora soltanto scoprirai che

 

il danaro non si mangia”

 

 

 

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Trudy Borriello 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


nodo e il problema ultimo dell’esist