Salerno Crepe nella Stazione Marittima La Hadid: Nulla di grave, però….

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Da che cosa sono state causate le crepe presenti nella costruenda stazione marittima di Zaha Hadid? Il completamento dell’a vveniristica ostrica potrebbe ulteriormente slittare a causa delle lesioni che appaiono sia nella parte interna che in quella esterna della struttura? Sono queste le domande che si sono posti Marianna Nivelli e Gianfranco Marra, due architetti salernitani che hanno firmato il servizio di copertina del primo numero di “Progetto”, il giornale dell’Ordine, dedicato appunto ad una «architettura complessa oltre ogni compromesso». E sono le domande che si sono fatti, già a fine gennaio, i “Figli delle chiancarelle”. E’ del 31 gennaio la mail inviata al press officer dello studio Zaha Hadid da Edy Piro, un architetto salernitano che dal 2002 vive a Londra e che è tra gli attivisti del gruppo nato su Facebook dopo uno scontro con il sindaco De Luca sul logo di Vignelli. Nella mail Piro, sottolineando il desiderio di vedere realizzato un progetto che costituirebbe il primo vero esempio di moderna architettura nella nostra città, chiede lumi sulle crepe (di cui fornisce documentazione fotografica) e sull’incidenza che potrebbero avere sulla durata dei lavori. A rispondere è Davide Giordano, Uk corrispondent di Interni Mondadori e press officer dello studio Zaha Hadid Architects. «Al momento stiamo investigando – spiega nella mail di risposta al salernitano – e quindi non posso fornire dettagli, posso altresì confermare che non si tratta di nulla di grave e che il ritardo nel completamento del progetto sarà minimo. Sarà nostra premura farle sapere la data dell’opening». A sollevare il caso delle crepe sono stati, come dicevamo, anche due architetti salernitani, che nell’ampio reportage hanno esaminato nel dettaglio gli ostacoli che ha finora incontrato il progetto. Le crepe, scrivono, «sono imputabili, almeno in parte, ad una cattiva messa in opera del calcestruzzo autocompattante, il quale richiede una manodopera altamente specializzata ed una particolare dovizia nella messa in opera». Di qui i dubbi per il futuro: «Il costo di un’o pera così strategica, quanto inciderá sulle voci di manutenzione che inevitabilmente cresceranno esponenzialmente per una struttura così esteticamente delicata?».

di Barbara Cangiano LA CITTA