Ascolti particolari per "I concerti del Conservatorio"

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La rassegna ospite del Casino Sociale si trasferisce al Circolo Canottieri Irno. Questa sera alle ore 19, l’appuntamento è con Antonio Amato, Gaetano Tortora e Carmine Tolomeo

 

Di Lorenzo De Donato

 Si terrà questa sera alle ore 19.00 presso la Sala Concerti del Circolo Canottieri Irno di Salerno il concerto originariamente programmato per ieri sera al Casino Sociale nell’ambito della rassegna «I Concerti del Conservatorio 2012», curata da Giovanni Carlo Cuciniello. Modificato anche il programma della serata, in quanto l’esibizione del gruppo di tube e del trio voce e pianoforte prevista per ieri è stata rimandata a causa di problemi organizzativi e sostituita da una nuova scaletta che prevede musiche di Chopin, Bach e Martin. Il concerto della scorsa settimana con musiche di Bach per chitarra e fisarmonica svoltosi nella Sala Rossa del Casino Sociale, sesto appuntamento della rassegna iniziata il 25 gennaio, è stato l’ultimo ad avere luogo al Casino Sociale, struttura che non potrà più ospitare i restanti quattordici concerti che avrebbero dovuto ivi aver luogo, fino a fine giugno. Il Conservatorio Statale di Musica «Giuseppe Martucci», che organizza e patrocina la rassegna musicale, è attualmente in trattative con il Comune di Salerno per trovare altre sedi idonee per la prosecuzione della manifestazione. Intanto i fedelissimi dell’appuntamento settimanale con i giovani musicisti del Martucci, in attesa di ricevere notizie sugli sviluppi della questione, potranno partecipare al concerto di questa sera al Circolo Canottieri, sede che tra l’altro era già stata individuata insieme al Casino Sociale per ospitare sei dei complessivi ventisei concerti della rassegna. La serata sarà introdotta dal violoncellista Antonio Amato che eseguirà la Suite n. 3 per violoncello solo in do maggiore BWV 1009 di Johann Sebastian Bach. Come la maggior parte della musica strumentale di Bach, le sei Suites risalgono al periodo di Köthen, intorno al 1720; tutte sono governate dal principio della equilibrata alternanza di movimenti lenti-veloci. Nel Prélude nel regolare movimento di semicrome Bach costruisce una struttura retorica, una costruzione del tempo e degli eventi sonori, degna dell’arte della dispositivo quintilianea; come un grande oratore Bach fa convergere l’attenzione dell’ascolto su momenti particolarmente significativi. La Courante si articola sul convenzionale quadro bipartito (con entrambe le sezioni ritornellate, secondo tradizione), con percorso tonale meno ricercato del Prélude.Un lavoro armonico approfondito costituisce invece il contenuto della Sarabande: soprattutto la seconda parte imposta una catena di modulazioni a volte prolungate, a volte di passaggio, o in catene modulanti cangianti anche nella stessa battuta. Dopo le celebri Bourrée I e II, la Gigue, conclusiva sfrutta invece scritture polifoniche allusive, ossia scritture che creano la illusione di un discorso a due voci all’interno di un unico percorso lineare. Come nella Courante, anche qui il virtuosismo prende il posto della complessità: le modulazioni sono molto ampie e rare, l’attenzione è tenuta desta dal continuo pulsare del ritmo ternario, fin quasi alla saturazione. Il pianista Gaetano Tortora eseguirà, poi, la Ballata n. 2 in fa maggiore op.38, composta nel triennio 1836-’39 da Fryderyk Chopin, pagina, questa, dedicata a Robert Schumann, caratterizzata da una apertura popolaresca e narrativa, seguuita da una seconda sezione tumultuosa, quasi a prevedere l’ingresso di un elemento demoniaco nel racconto leggendario. Il pianista concluderà la sua performance proponendo un Preludio composto da Raffaele Desiderio, docente del Conservatorio di Salerno, prima di esibirsi in duo con il sassofonista, fresco di laurea specialistica, Carmine Tolomeo, allievo del M° Lauro De Gennaro. Il duo si cimenterà con la Ballade composta da Frank Martin, nel 1938, per il virtuoso Sigurd Rashèr e la sua prodigiosa tecnica dello strumento, oggetto della tesi del sassofonista, il quale ha sperimentalmente dimostrato che lo strumento moderno ha tradito il progetto iniziale, brevettato da Adolph Sax, eseguendo proprio quest’opera di raro ascolto, poiché tutta giocata sul registro sovracuto, che riascolteremo stasera per riscoprire il primordiale suono del sax, anche attraverso un esemplare storico, un Buescher del 1931, rivisitato dallo stesso Tolomeo.