Tragedia ad Atrani uomo si toglie la vita con la pistola, non era roulette russa. 8 marzo i funerali

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(Aggiornamenti in fondo) Sconcerto in Costiera Amalfitana per la tragica notizia lanciata questa mattina all’alba da Positanonews, ma non si è trattato nè di una roulette russa nè di un suicidio, come riportato da tutti; i carabinieri ed i familiari hanno ricostruito la vicenda come un tragico fatto accidentale. Atrani e la costiera amalfitana si svegliano con un terribile lutto. Colpito alla tempia da un colpo partito dalla pistola che lui stesso maneggiava. E’ morto in questo tragico modo Michelangelo Caputo, 47 anni, originario di Napoli ma da tempo residente ad Atrani, dove viveva con la moglie e le due figlie.

Il dramma si è consumato nel corso della notte tra domenica e lunedì, intorno all’1.15, nella piazzetta del caratteristico centro della Costiera. Il quarantasettenne – ex guardia giurata e, attualmente, titolare di una licenza di noleggio auto con conducente – si trovava a trascorrere la serata assieme ad altre sei persone che, approfittando della temperatura mite, si erano intrattenute fino a tarda ora a scambiare quattro chiacchiere.

LA RICOSTRUZIONE

In base alla ricostruzione fatta dagli investigatori, Michelangelo Caputo, mentre gli altri amici erano impegnati in una partita a carte, seduti ad uno dei tavolini esterni di un locale, ha dapprima pulito il revolver, un P38, regolarmente detenuto. Poi, improvvisamente e senza proferire alcuna parola, ha estratto nuovamente la rivoltella, caricando inspiegabilmente il tamburo con un solo colpo. Probabilmente voleva fare uno scherzo oppure chissá cosa, fatto sta che pochi istanti dopo si è consumato il dramma: il proiettile è partito centrando il quarantasettenne alla tempia destra. Gli amici, atterriti e sgomenti, hanno assistito impotenti alla scena e, nonostante lo shock, immediatamente hanno dato l’allarme. Inutili, però, sono stati i soccorsi, in quanto i medici del 118, giunti in pochissimo tempo, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Nel frattempo sul posto sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Amalfi, diretti dal capitano Alberto Sabba, che hanno provveduto a raccogliere tutti gli elementi utili per le indagini. Perché, in un primo momento, qualcuno aveva anche ipotizzato che si fosse potuto trattare di suicidio, proprio per la dinamica dell’incidente, poi di una roulette russa. I successivi accertamenti dei militari dell’arma, tuttavia, avrebbero escluso questa eventualitá, poiché non sarebbero emersi particolari tali da far propendere per un gesto volontario. 

Il corpo oramai senza vita dell’autista è stato rimosso solo intorno alle 5 e trasferito all’obitorio dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, a disposizione dell’autoritá giudiziaria titolare dell’indagine. Non è escluso, infatti, che possa anche essere disposta l’autopsia, per dissipare qualsiasi altro dubbio. La notizia della tragedia ha fatto rapidamente il giro non solo di Atrani ma dell’intero comprensorio amalfitano, lasciando nello sconforto chi conosceva il quarantasettenne, che viene descritto come una persona onesta, dedita alla famiglia e al lavoro. Nei prossimi giorni si saprá la data dei funerali.

SOTTO SHOCK I TESTIMONI

«Non credevamo ai nostri occhi, è stato terribile». Sono sotto shock le sei persone che hanno assistito alla tragica morte di Michelangelo Caputo. Qualcuno di loro ha dovuto anche fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale “Costa d’Amalfi”, a Castiglione di Ravello, che hanno provveduto a somministrare dei tranquillanti, perché visibilmente agitati e in preda a crisi di pianto. Difficilmente, però, potranno dimenticare quei fotogrammi così drammatici, la vita del loro amico recisa per una tragica fatalitá, il colpo partito dalla pistola e la scena cruenta che si è materializzata subito dopo. Nonostante il terrore negli occhi, però, hanno trovato la forza di rispondere alle domande dei carabinieri che hanno dovuto ricostruire tutto l’accaduto e, in particolar modo, quei pochi minuti che hanno preceduto l’incidente. E tutti hanno confermato la stessa versione, evidenziando come si sia trattato di una tragica fatalitá. Alcuni, in base alle indiscrezioni che trapelano dagli inquirenti, hanno anche riferito di aver detto al quarantasettenne di «stare attento a maneggiare la pistola perché con le armi non si scherza».

AUTOPSIA E STUB (aggiornamenti del 7 marzo2012

Sará effettuata  oggi , presso la sala mortuaria dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, l’autopsia sul corpo di Michelangelo Caputo, l’uomo residente ad Atrani deceduto a causa di un colpo partito accidentalmente dalla sua pistola, regolarmente detenuta. Che l’uomo avesse in mano la pistola e si sia sparato da solo lo conferma lo “Stub”, l’esame che analizza e certifica la presenza di polvere da sparo sulle mani. Insomma gli investigatori vogliono togliersi tutti i dubbi, anche se la disgrazia è stata giá catalogata come fatalitá. Perché nessun elemento raccolto fa presupporre che possano esserci altri motivi, se non quello di un tragico scherzo del destino, dietro l’incidente che ha reciso per sempre la vita del quarantasettenne, titolare di una di una licenza di noleggio auto con conducente. 

 L’autista, sposato e con due figlie, infatti, viene descritto come una persona tranquilla, senza grilli per la testa, dedito al lavoro e alla famiglia. La notte della tragedia (tra domenica e lunedì, poco dopo l’1,15) Caputo si era attardato, assieme ad altre sei persona, nella piazzetta di Atrani, che venne devastata dall’alluvione del settembre 2010. Il quarantasettenne, ex guardia giurata, approfittando della temperatura mite, si era intrattenuto fino a tarda ora a scambiare quattro chiacchiere. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Amalfi, diretti dal capitano Alberto Sabba, Caputo, mentre gli altri amici erano impegnati in una partita a carte seduti ad uno dei tavolini esterni di un locale, avrebbe dapprima pulito il revolver, un P38 regolarmente detenuto. Poi, improvvisamente, e senza proferire alcuna parola, avrebbe estratto nuovamente la rivoltella, caricando inspiegabilmente il tamburo con un solo colpo. Probabilmente voleva fare uno scherzo oppure chissá cosa, fatto sta che pochi istanti dopo è accaduto l’imprevedibile: dalla pistola è partito il proiettile che ha centrato il quarantasettenne alla tempia destra. Gli amici, fra i quali pare esserci anche un fidanzato di una delle figlie,  atterriti e sgomenti, hanno assistito impotenti alla scena e, nonostante lo shock, immediatamente hanno dato l’allarme. Inutili, però, sono stati i soccorsi: i medici del 118, giunti in pochissimo tempo nella piazzetta di Atrani, non hanno potuto far altro che constatare il decesso e trasportare un paio di ragazzi sotto shock per accertamenti all’ospedale di Castiglione di Ravello. I funerali sono stati fissati per l’8 marzo alle 15  ad Atrani

Gaetano de Stefano

Facciamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia tutta.

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