ROVIGO Case, auto e mezzo milione in banca: il gigolò nullatenente dovrà pagare le tasse

0

Il quarantenne polesano è stato scoperto durante l’operazione
“Hot Nights”. Dal 2007 al 2011 non aveva denunciato nulla

ROVIGO – Sotto le lenzuola nascondeva un tesoretto: due auto di lusso e parecchi immobili di pregio. Tutto frutto della sua florida attività di “polesan gigolò”, con la quale si era costruito una solida posizione patrimoniale. Oltre a fabbricati e terreni, sul suo conto in banca aveva accumulato infatti quasi mezzo milione di euro. Ora però per un escort quarantenne, residente nell’hinterland rodigino, è giunto il momento di fare i conti con il fisco, secondo il quale risultava più o meno nullatenente. Nella sua situazione si trovano altre otto prostitute d’alto bordo residenti in Veneto, che hanno accumulato beni e ricchezze, dichiarando per anni redditi da fame. Tutti riceveranno a breve una cartella esattoriale dall’Agenzia delle Entrate, con il saldo dovuto per gli arretrati di Irpef non pagata. La vicenda prende le mosse da un’operazione della Guardia di Finanza di Vicenza, denominata “Hot Nights”, sulla scia della chiusura di un locale di lap dance della provincia berica. Le Fiamme Gialle scoprono che in quel locale c’è un giro fiorente di prostituzione che conta oltre un centinaio di escort, in gran parte proveniente dai Paesi dell’Est Europa, dal Sudamerica e dall’Est asiatico. Nel gruppo ci sono però anche “accompagnatrici” e gigolò autoctoni, che si propongono attraverso il web o con annunci su riviste e stampa locale. Negli annunci indicano location di lusso, con disponibilità anche in diverse città, dove ricevere i clienti. Eppure, controllando i loro redditi, risultano poveri in canna. Tra loro c’è il quarantenne polesano. Che dal 2007 al 2011 dichiara un reddito pari a zero. La Finanza scopre che invece l’aitante “libero professionista” possiede una Nissan, un suv coreano e una Honda 600 Hornet. Non solo: a lui risultano intestati pure quattro terreni e cinque fabbricati. Per essere un nullatenente, insomma, non se la passa male. Uno stile di vita che lo accomuna ai suoi colleghi, miserabili all’apparenza, ma in realtà immersi nella ricchezza tra Porsche, Jaguar, Rolex e ville. Per tutti, chiusa l’indagine, scatta la segnalazione all’Agenzia delle Entrate. Che ha calcolato circa un milione di euro totale di evasione a carico dei nove escort veneti. Che adesso, come tutti i comuni mortali, dovranno decidersi a pagare le tasse non versate.

di Laura Lorenzini IL GAZZETTINO.IT