SALERNO Benzina col trucco, impianto sequestrato

0

SALERNO — Un mese fa, quando gli autotrasportatori bloccarono l’Italia per protestare contro il rincaro del gasolio lasciando i distributori a secco, c’era un impianto che continuava a lavorare normalmente e a rifornire le autovetture di carburante. Perché aveva in giacenza settemila litri di carburante. Era la pompa di benzina Repsol (gruppo Esso) di Teggiano, da ieri finita sotto sequestro per un presunto giro di carburante di contrabbando. I sigilli sono stati messi dagli uomini della guardia di finanza di Sala Consilina, su mandato dalla Procura di Sala. Sequestrati anche tremila e 588 litri di gasolio e duemila e 507 litri di benzina, trovati all’interno dei distributori. Il titolare dell’impianto – un imprenditore di Teggiano che lavora nel settore dei carburanti – è stato denunciato insieme ad un altro uomo che risultava gestore dell’impianto.

Le accuse vanno dalla frode al falso. Perché entrambi i gestori, per giustificare la presenza di carburante nonostante il blocco degli autotrasportatori presente anche nei pressi dello svincolo autostradale di Atena Lucana, mostrarono ai finanzieri documenti che attestavano fatture di acquisto ritenute false, dal momento che erano prive del documento di trasporto, previsto dalla normativa sulle accise. Chieste spiegazioni, uno dei titolari dichiarò che il carburante proveniva dall’hinterland napoletano. A questo punto allora le indagini si sono intensificate e si sono allargate alle raffinerie presenti nel Napoletano. Gli inquirenti sono arrivati così a chiudere il cerchio sulla presunta provenienza illecita del carburante presente all’interno dell’impianto.

Seppur i contatti con le raffinerie fossero stati regolari, il blocco ad Atena Lucana non avrebbe mai permesso ad un tir carico di carburante di attraversare lo svincolo autostradale. Quindi gli inquirenti sono certi che, all’interno di una raffineria, ci fosse un complice dei gestori dell’impianto di Teggiano che vendeva loro il carburante, caricandolo poi su un camion che avrebbe raggiunto Teggiano evitando l’autostrada ma percorrendo vie interne. E il tutto si sarebbe verificato all’insaputa del colosso Esso e del titolare della raffineria napoletana. L’inchiesta è nata proprio dai sospetti generati dall’attività dell’impianto di carburante nel periodo più critico per il settore. E adesso i gestori di Teggiano dovranno rispondere anche del consumo in frode di altri 3.500 litri di gasolio venduti ad automobilisti ignari di tutto.

Angela Cappetta FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO