Sorrento, affare immobiliare “Vallone dei Mulini”. Intervengono Di Pietro e Palagiano.

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Antonetti “Siamo soddisfatti, ancora una volta abbiamo avuto ragione: il Comune di Sorrento ha deciso infatti di esercitare la prelazione.

 

Sulla vicenda immobiliare del “Vallone dei Mulini”, discussa operazione al centro dell’attenzione nelle ultime settimane ed i cui reali dettagli tecnici sono stati spiegati dall’Italia dei Valori, con una nota tecnica del responsabile in Penisola Sorrentina, l’avvocato contrattualista Giovanni Antonetti, intervengono ora a sostegno anche i  vertici nazionali del partito con un interrogazione parlamentare presentata alla Camera dei Deputati dall’Onorevole sorrentino Antonio Palagiano, come primo firmatario, ed addirittura dal Presidente dell’Idv Antonio Di Pietro.

Una perla della penisola sorrentina, immortalata in tutte le stampe ottocentesche e nei dipinti dei più grandi artisti italiani, il complesso denominato «vallone dei Mulini», è stato oggetto di contratto preliminare di compravendita” si legge nel testo dell’interrogazione presentata nella seduta del 20 febbraio ed indirizzata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali dall’esame dei pubblici registri ipotecari e catastali, risulta essere stato stipulato, in data 23 dicembre 2011 (e trascritto il 20 gennaio 2012 ai numeri 3.114/2.609), un contratto preliminare di compravendita, ricevuto dal notaio Giancarlo Iaccarino, di Massa Lubrense (Napoli), con il quale Mariano Pontecorvo, già assessore ai lavori pubblici del Comune di Sorrento, si è obbligato ad acquistare, entro il termine massimo del 30 ottobre 2012, dagli attuali 8 comproprietari, eredi ed aventi causa della famiglia Mathieu, il complesso immobiliare sito in Sorrento, località alla Rupe-Vallone dei Mulini, composto da 8 particelle, tutte riportate nel catasto terreni, per un’area complessiva di 4.550 metri quadri, oltre il fabbricato già adibito a mulino” con la precisazione che “l’intero complesso immobiliare è stato dichiarato di interesse culturale particolarmente rilevante dal Ministero per i beni e le attività culturali, ai sensi della legge 11 giugno 1922, n. 778, e successivi modificazioni e integrazioni, con decreto emesso in data 8 novembre 1927, e pertanto viene specificato che l’atto definitivo di vendita verrà denunciato al Ministero e sarà presentato al Soprintendente del luogo ove si trova il bene, al fine di consentire l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello stesso, ovvero degli enti territoriali interessati, vale a dire regione Campania, provincia di Napoli e comune di Sorrento”. Quindi la richiesta al Ministro competente in merito a quali iniziative si intendano adottare al fine di “esercitare, per l’intero o per parte del complesso immobiliare «vallone dei Mulini», tenendo conto della futura ricezione della relativa denuncia di trasferimento, il diritto di prelazione previsto dal già menzionato decreto legislativo n. 42 del 2004” e comunque di “evitare che i succitati patrimoni immobiliari, storici ed archeologici di Sorrento, vengano abbandonati o totalmente privatizzati, invece di costituire siti di rilevante interesse per i cittadini i turisti, di provenienza nazionale ed internazionale, per consentire la valorizzazione e la pubblica fruizione degli stessi siti, anche sotto il profilo culturale e turistico”.

Sulla vicenda interviene anche Antonetti, che per primo ha sollevato la questione ed aveva sollecitato l’intervento dei parlamentari di riferimento della costiera “L’interessamento dei vertici nazionali a questa vicenda, come alle tante altre segnalate dalla sezione locale dell’Idv, quali, tra le altre, il caso del malfunzionamento del depuratore di Marina Grande, della vendita di Villa Tritone e dello scandalo dei boxes interrati, testimonia la bontà del nostro operato e la serietà con cui viene svolta la nostra attività politica al servizio dei cittadini della penisola sorrentina; passando al caso specifico del Vallone dei Mulini, apprendo con piacere dai quotidiani degli ultimi giorni che anche il Comune, dopo un’iniziale ritrosia, si è convinto ad esercitare la prelazione per l’acquisto; mi chiedo solo cosa sarebbe accaduto se non fosse stata sollevata la questione dall’Italia dei Valori. Restano però” conclude l’avvocato sorrentino “ancora delle domande a cui il sindaco non ha ancora risposto; come è stato possibile, ad esempio, che con tre determine del Comune di Sorrento datate novembre e dicembre 2011 (le nn. 1378, 1379 e 1519) sono stati spesi oltre 33mila euro  di soldi pubblici, di noi contribuenti, per la pulizia, illuminazione e messa insicurezza di questi immobili che, ora, si scoprono privati?. A nome dei cittadini sorrentini, pretendiamo una risposta chiara.”