CELENTANO DA SANTORO A SERVIZIO PUBBLICO TRASMESSO IERI DA TELECAPRI ATTACCA VERTICI RAI, "IL DG È OSTAGGIO DEI PARTITI"

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Nel post partita di Sanremo Adriano Celentano, per niente pentito, dopo aver attaccato giornali cattolici e sentenze della Consulta, prende di mira direttamente la Rai, replicando alle accuse dei vertici di Viale Mazzini per il suo intervento al Festival. Il terreno di gioco, questa volta, non è l’Ariston, ma ‘Servizio pubblico’ di Michele Santoro in onda su TeleCapri ogni giovedi alle 21, un altro che con la tv pubblica ha avuto un rapporto tribolato. «Credo che l’errore stia proprio nel meccanismo di conduzione della Rai – ha risposto il Molleggiato ad una domanda di Sandro Ruotolo sul perchè siano arrivate critiche feroci dai dirigenti aziendali nonostante gli alti ascolti -. Finchè i partiti continueranno a litigarsela, la Rai sarà sempre preda di sotterfugi, intrighi e sospetti a danno del Paese. È difficile non pensare che lo stesso direttore generale non sia sottoposto a pressione da parte dei partiti, e non soltanto della destra, ma anche della sinistra». Dalla sponda opposta, poche ore prima della trasmissione, è arrivata la notizia dell’apertura di una procedura per valutare eventuali violazioni del codice etico aziendale che Celentano, pur nella massima libertà di azione concessa dal contratto firmato, si era impegnato a rispettare. Ad attivarla il dg, che ne ha dato comunicazione in consiglio di amministrazione, dimostrando che lo tsunami provocato dal Molleggiato ai piani alti di Viale Mazzini è tutt’altro che dimenticato, anche se l’arma azionata potrebbe risultare spuntata vista l’indeterminatezza dei tempi d’accertamento e delle possibili sanzioni. La Lei avrebbe anche spiegato che la presenza dell’artista sarebbe stata subita dalla direzione generale, che avrebbe appreso della sua partecipazione a cose praticamente fatte. A ‘Servizio pubblico’ Celentano è intervenuto anche su società e politica. «Qualcosa mi dice che il cambiamento è nell’aria e che il vento di questo cambiamento sta diventando una tempesta – ha sostenuto -. Alle prossime elezioni potrebbero esserci delle sorprese». Ma al centro del suo intervento non poteva che esserci il suo monologo di Sanremo. «Io non cambierei una virgola di ciò che ho detto – ha affermato -. Non ho fatto altro che mettere in evidenza ciò che è inutile per la Chiesa. Per me rimangono inutili fino a quando sia Famiglia Cristiana che l’Avvenire non cambiano la loro linea editoriale». Poi quando Ruotolo ha ricordato che «nelle alte sfere del Vaticano» lo attaccano «perchè il Paradiso del Re degli Ignoranti diventa una sorta di nuvola dorata», Celentano ha replicato: «Ma loro non sanno com’è il Paradiso». Il Molleggiato pensa comunque che la sua esperienza a Sanremo sia conclusa. Terminata, di certo, è l’avventura del direttore artistico, Gianmarco Mazzi, finito oggi nel mirino di diversi consiglieri Rai insieme a Mauro Mazza. In cda l’operato del direttore di Rai1 sarebbe stato oggetto delle critiche da Giorgio Van Straten, Rodolfo De Laurentiis e Giovanna Bianchi Clerici ed anche il presidente Paolo Garimberti avrebbe espresso più di una perplessità sulla sua gestione. Solo Guglielmo Rositani lo avrebbe difeso, rimarcando i buoni risultati di share. Ora la parola passa al dg, che la prossima settimana, quando l’argomento dovrebbe tornare in discussione, potrebbe dire la sua sul futuro della prima rete. Più di un consigliere non fa mistero di spingere per una sostituzione di Mazza, anche se è opinione diffusa a Viale Mazzi.

FONTE TELECAPRINEWS