La Roma si rilancia Borini gela il Parma

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Ai giallorossi basta un gol dell’ex attaccante dei ducali per sbrigare la pratica a salire al quinto posto. Emiliani pericolosi solo in un’occasione con un altro ex, Okaka. Per il resto dominio assoluto dei padroni di casa, più volte vicini al raddoppio

ROMA – Accusata di scarso impegno, la Roma dà a Luis Enrique la risposta attesa battendo il Parma con il minimo sforzo. Un successo mai in discussione con i giallorossi che hanno dominato la scena almeno per 70′, concedendo le briciole agli avversari. E se è vero che il tecnico asturiano potrà lamentarsi per non aver visto la squadra chiudere anzitempo i conti, è anche vero che potrà tornare a casa soddisfatto per aver notato una maggiore attenzione nel fermare le controffensive dei ducali. Un miglioramento che nasce, senza dubbio, dal rientro di De Rossi, sempre più uomo chiave dello scacchiere romanista.   
 
CON OSVALDO SENZA LAMELA – Ritrovati Gago e, appunto, De Rossi, Luis Enrique ha, fondamentalmente, fatto due scelte dopo Siena escludendo José Angel e Lamela e rilanciando Taddei e Osvaldo. Sul fronte opposto Donadoni, invece, ha fatto un mini turn-over, ipotizzando un’eventuale pizzico di stanchezza tra i suoi dopo la sofferta sfida infrasettimanale, con la Juve, togliendo Biabiany, Valiani, Modesto e Floccari e dando spazio a Jonathan, Musacci, Gobbi e Palladino.
 
BORINI GELA IL PARMA
 – Cambi che non hanno tolto sicurezza al Parma che, per 25′, ha retto brillantemente il confronto sul piano del gioco con i più blasonati rivali, tenendo alto il baricentro e provando a gestir palla per non farsi schiacciare. Sorpresa da questo atteggiamento, la Roma ha faticato a prendere il comando delle operazioni ma appena ha trovato lo

 

spiraglio giusto è passata col solito Borini (sesto centro stagionale), perfettamente innescato da Gago.
 
OKAKA FALLISCE IL GOL DELL’EX – Il gol ha acceso la Roma e avvilito il Parma che non è più riuscito a salire, restando in completa balia dei rivali. L’unico difetto della squadra di Luis Enrique è stato quello di non riuscire a chiudere i conti, lasciando pericolosamente in bilico il risultato. E bene è andata che, nell’unica sbavatura difensiva di giornata, Okaka, subentrato all’infortunato Palladino, non sia riuscito, in contropiede, a fare di meglio che calciare addosso a Stekelenburg.
 
TANTE OCCASIONI PER RADDOPPIARE – E’ pur vero che, comunque, il gol sarebbe stata una punizione eccessiva per una Roma che ha costantemente tenuto in mano il bandolo della matassa arrivando a impensierire, soprattutto nel finale, Mirante con le conclusioni di Totti, Rosi e dei subentrati Lamela e Marquinho. La vittoria, dunque, restituisce fiducia in casa giallorossa, finalmente con un piede in Europa League. La zona Champions resta lontana ma, visto che chi sta davanti non corre, la speranza di agganciare il 3° posto resta più viva che mai.

ROMA-PARMA 1-0 (1-0)
Roma (4-3-1-2): Stekelenburg 6.5, Rosi 6.5, Juan 6.5, Heinze 6.5, Taddei 6.5, Gago 7, De Rossi 7, Pjanic 6.5 (35′ st Marquinho sv), Totti 6.5, Borini 7 (43′ st’ Bojan sv), Osvaldo 6 (25′ st Lamela 6). (18 Curci, 77 Cassetti, 3 José Angel, 20 Perrotta). All.: Luis Enrique. 
Parma (3-5-2): Mirante 7, Zaccardo 6, Ferrario 5.5, A. Lucarelli 5.5, Jonathan 5.5 (34′ st Biabiany sv), Mariga 6, Morrone 6 (25′ st Valdes 5.5), Musacci 5.5, Gobbi 5.5, Giovinco 6, Palladino 5.5 (45′ pt Okaka 5.5). (1 Pavarini, 33 Santacroce, 23 Modesto, 80 Valiani). All.: Donadoni. 
Arbitro: Peruzzo di Schio 5.5. 
Rete: 26′ pt Borini. 
Angoli: 5-3 per la Roma. 
Recupero: 2′ e 4′. 
Ammoniti: Lucarelli, Ferrario e Totti per gioco scorretto. 
Spettatori: 29.433 di cui 11.033 paganti (18.400 abbonati) per un incasso di 577.054 euro.

fonte:repubblica.it