FUCILIERI ITALIANI HANNO SPARATO DAL CARGO DELL´ARMATORE NAPOLETANO FRATELLI D´AMATO. DINAMICA DA VERIFICARE

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DUE PESCATORI INDIANI SCAMBIATI PER PIRATI E UCCISI DAI MILITARI. FUCILIERI ITALIANI HANNO SPARATO DAL CARGO DELL’ARMATORE NAPOLETANO FRATELLI D’AMATO. DINAMICA DA VERIFICARE

Le autorità indiane hanno denunciato oggi che due indiani a bordo di un peschereccio sono stati uccisi ieri al largo del porto di Kochi (India meridionale) dagli uomini della sicurezza della petroliera italiana Enrica Lexie – della compagnia armatrice napoletana «Fratelli D’Amato» spa che li avevano scambiati per pirati. Lo ha affermato un portavoce della difesa indiana. Ieri lo Stato Maggiore della Marina italiana aveva annunciato che la sicurezza a bordo della petroliera aveva sventato sparando colpi intimidatori un attacco di pirati. A bordo si trovavano i fucilieri del Battaglione San Marco della Marina militare. Personale della Guardia costiera e della polizia indiane è a bordo oggi della nave Enrica Lexie che si trova nel porto di Kochi (India meridionale), in attesa dell’arrivo sul posto di un’autorità diplomatica italiana. «Effettivamente – ha detto al telefono un responsabile di nome Suresh – nostri agenti, insieme a quelli della polizia, sono saliti a bordo della petroliera, ma per il momento senza avviare interrogatori o procedere a fermi, o al trasferimento di persone implicate nella vicenda a terra». Dopo l’arrivo del console generale di Mumbai (Giampaolo Cutillo), ha precisato, «saranno avviate le procedure dell’inchiesta». Riguardo a dove l’incidente sia avvenuto – acqua internazionali come afferma la Marina italiana o nazionali come asserito da fonti indiane – il portavoce ha detto che «questo sarà determinato dall’inchiesta». Nessun commento dalla sede della «Fratelli D’Amato» spa, la compagnia armatrice della motonave «Enrica Lexie», all’episodio che ha coinvolto la nave italiana in India. Con cortesia dagli uffici di via dei Fiorentini hanno fatto sapere che, al momento, non c’è alcuna comunicazione da fare in merito alla vicenda. L’ambasciata d’Italia a New Delhi, sulla vicenda che ha coinvolto ha diramato un comunicato in cui ribadisce la tesi già illustrata ieri dallo Stato Maggiore della Marina italiana. «La nave mercantile italiana Enrica Lexie – si dice – è stata attaccata ieri da una unità pirata in acque internazionali, a circa 30 miglia nautiche al largo della costa sud-occidentale dell’India». Il personale della Marina italiana a bordo, prosegue il comunicato, «seguendo i protocolli internazionali, dopo ripetuti avvertimenti e dopo aver verificato con binocoli che i pirati erano armati, ha sparato gradualmente alcuni colpi di avvertimento, ed i pirati si sono allontanati». Successivamente, prosegue la nota, «il comandante della nave italiana è stato contattato dalla guardia costiera indiana e richiesto di dirigersi al porto di Kochi, in modo da fornire informazioni sull’attacco dei pirati. Il capitano ha accolto l’invito ed ora la nave è nel porto di Kochi». Da parte sua un portavoce della Difesa indiana ha indicato che per raggiungere la petroliera italiana sono stati utilizzati due unità ed un velivolo della Guardia costiera. L’Italia intende cooperare con le autorità di New Delhi per chiarire i fatti dell’incidente avvenuto ieri al largo della costa indiana. Lo ha oggi dichiarato l’ambasciatore Giacomo Sanfelice in una breve dichiarazione alle tv indiane dopo un incontro con il sottosegretario agli Esteri per l’Occidente, Madhusudan Ganapathi. «I fatti devono essere chiariti. Stiamo lavorando in in stretto contatto con le autorità indiane», ha detto Sanfelice. Voglio sottolineare, ha infine detto, che «la nave è andata volontariamente nel porto di Kochi» per collaborare alle indagini su quanto è accaduto. La dinamica di quanto accaduto ieri al largo delle coste indiane, dove i militari imbarcati su un cargo italiano hanno sventato un presunto attacco di pirati, «è ancora tutta da verificare». Lo afferma lo Stato maggiore della Marina, sottolineando che l’atteggiamento del peschereccio era stato giudicato dall’equipaggio del mercantile «chiaramente ostile, tipico dei pirati» e che il motopesca «si è allontanato dopo la terza raffica di avvertimento, senza danni evidenti a bordo». «Al momento si può dire – prosegue lo Stato maggiore – che l’equipaggio ci ha riferito che l’atteggiamento del peschereccio era stato giudicato chiaramente ostile, tipico dei pirati. Le modalità di avvicinamento erano le stesse già seguite in operazione di abbordaggio, caratteristiche di quei mari. Un esempio su tutti: non hanno risposto ai segnali di avvertimento. I marinai a bordo del mercantile hanno messo in atto le procedure standard. Il peschereccio – conclude la Marina – si è allontanato dopo la terza raffica di avvertimento, senza danni evidenti a bordo».

FONTE TELECAPRINEWS

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