BUFERA RAI, DG ´COMMISSARIA´ IL FESTIVAL DI SANREMO . CELENTANO: "SONO SERENO, RITORNERÒ"

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La Rai commissaria il festival di Sanremo dopo il caso Celentano. Il direttore generale della Rai Lorenza Lei, dopo aver ascoltato informalmente il presidente e i consiglieri di amministrazione presenti, ha deciso, di fronte «alla situazione che si è venuta a creare», di inviare il vicedirettore generale per l’offerta Antonio Marano a coordinare con potere di intervento il lavoro del festival di Sanremo. «Quando arriva il ‘commissario’, come alcuni di voi definiscono Marano, vedrò con che grado arriva, con che tipo di strumenti. Devo capire questo. Abbiamo cinque sere. Noi per i cantanti costruiamo una situazione che possa creare il massimo ascolto, affinchè ricada su di loro», ha commentato il direttore artistico del festival di Sanremo Gianmarco Mazzi in conferenza stampa all’Ariston. «Nei compiti istituzionali della vicedirezione generale di Marano c’è il coordinamento dell’offerta radiotelevisiva, un lavoro che Marano svolge quotidianamente in rapporto alle reti. Di fronte alla complessità della macchina, alle difficoltà dell’apparato tecnico, a qualche momento che abbiamo vissuto e sofferto ieri sera tutti insieme, Marano viene a darci una mano», afferma invece il direttore di Raiuno Mauro Mazza. «Ma ci voleva un comunicato ufficiale per annunciare l’arrivo di Marano?»: lo chiede con una punta di polemica Gianni Morandi in conferenza stampa all’Ariston, dopo che Mazza si era detto tranquillo. E poi fa una battuta: «Quindi se andremo male con gli ascolti la colpa è di Marano…». «Non credo che Marano verrà a dirci di cambiare la linea artistica del festival: anch’io ho una piccola autonomia, me la sono creata nel mio contratto con la Rai e posso dire la mia sulla costruzione del festival come la può dire Mazzi». «Io invece non posso dire niente», scherza Rocco Papaleo. «Secondo me – insiste Morandi – viene per capire come mai si sono verificati tutti questi disguidi, che aria tira. Non credo che venga a cambiare la linea di questo festival, ormai tracciata». Quanto a Celentano, spiega capitan Morandi, «dopo la performance ieri sera era divertito, contento, felice di aver cantato e detto cosa pensava. Noi gli siamo stati vicini e ha sentito il nostro affetto». CELENTANO: “NON ESCLUSO IL RITORNO” Molto tranquillo, contento della sua performance sia dal punto di vista musicale, sia dei contenuti dei monologhi e pronto a tornare all’Ariston. ‘Commissariamento’ del festival permettendo. Celentano – si apprende da fonti vicine al Clan – sta vivendo con serenità il giorno dopo la sua performance, anche perchè aveva messo in conto le polemiche. GARIMBERTI: “LA RAI SI DISSOCIA” «La libertà è sacra ed è sacra anche quella di Adriano Celentano. La libertà però deve essere esercitata con responsabilità e rispetto». Lo sostiene il presidente della Rai, Paolo Garimberti, che accusa Celentano di «un’operazione di disinformazione da cui la Rai, che è Servizio Pubblico, non può che dissociarsi» BIANCHI CLERICI SE LA PRENDE CON RAIUNO «Ieri c’è stata una grande disorganizzazione. Celentano ha decisamente abusato del mezzo pubblico. È di una gravità inaudita. Non c’è stato un sufficiente controllo editoriale. Non chiamerei però in causa i vertici aziendali, la responsabilità è di Rai1». Lo dichiara il consigliere Rai Giovanna Bianchi Clerici. «Non ho assolutamente apprezzato la serata del Festival di ieri, c’è stata una grande disorganizzazione – ha detto Bianchi Clerici all’ANSA -. Celentano ha decisamente abusato del mezzo pubblico per insultare persone e istituzioni, addirittura predicando a favore della soppressione della libertà di stampa. È di una gravità inaudita, credo che abbiamo fatto bene i vescovi a chiedere scuse pubbliche». «Non c’è stato un sufficiente controllo editoriale da parte di chi ne aveva responsabilità – ha proseguito – Non chiamerei però in causa i vertici aziendali. La responsabilità è di Rai1 e non è stata esercitata a dovere. È evidente che occorre una forte ripresa di controllo degli indirizzi della trasmissione, che dovrebbe essere il Festival della canzone ed è stato tutt’altro». «Il cda non aveva competenza in merito al contratto di Celentano – ha aggiunto Bianchi Clerici -, perchè le somme sono inferiori a quelle per cui è necessario un passaggio in consiglio. Parlandone informalmente in consiglio, all’indomani dello spot giustamente non mandato in onda dalla Rai, io avevo sollevato dubbi sul contratto, proponendo anche di non firmare». «Ora non so quello che accadrà», ha detto inoltre il consigliere in merito all’eventualità che Celentano non torni sul palco dell’Ariston. «I contratti sono in essere e vanno rispettati e vagliati in tutti gli aspetti – ha proseguito -. Io non conosco il contratto. Domani in consiglio immagino che ci sarà un’informativa dettagliata del dg e vedremo». AIART: VERTICI RAI DOVE SONO? «La puntata di esordio di Sanremo è stata peggiore dell’Isola dei Famosi. Parolacce, qualunquismi, attacchi alla Chiesa scriteriati». Lo afferma Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart. «Celentano – si legge in una nota – non meriterebbe nemmeno attenzione per la rozzezza del suo ragionamento. Se davvero crede che Avvenire e Famiglia Cristiana non parlino di Dio allora significa che ha seri problemi di comprensione del testo scritto – continua Borgomeo – È triste come Sanremo, la tv pubblica debbano ricorrere a questi mezzi per fare ascolti. I vertici della Rai, per favore, battano un colpo»