Troppi parti cesarei, scattano i controlli

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Le verifiche del Nas disposte dal ministero della Salute Nel mirino strutture pubbliche e private a campione BARI – Al Di Venere il 62 per cento delle nascite avviene con il parto cesareo, al Policlinico l’asticella di ferma al 43 per cento, ad Altamura al 31 per cento, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità fissa al 15 per cento la soglia massima. Ecco perché il ministro della Salute, Renato Balduzzi, venerdì scorso ha lanciato l’allarme sull’eccessivo ricorso negli ospedali al parto cesareo, affidando ai carabinieri del Nas il compito di effettuare i controlli. Anche a Bari, così come nel resto della Puglia, i militari hanno avviato le verifiche a campione nelle strutture pubbliche e nelle cliniche private con l’obiettivo di accertare un eventuale “utilizzo non appropriato del cesareo in corsia”. Nel 1980 i cesarei in Italia erano l’11 per cento, nel 1990 sono saliti al 28 per cento mentre oggi siamo al 38,2 per cento. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità dovremmo oscillare tra il 15 e il 18 per cento. In Puglia, rispetto al resto del Paese, il dato è ancora più allarmante: ogni 100 nascite 46,7 avvengono con il parto cesareo, su 37mila parti 17mila sono cesarei. Nella classifica nazionale la Puglia si pone al quarto posto, dietro solo alla Campania (62 per cento), Sicilia (53 per cento) e Molise (48,4 per cento). In provincia di Bari vengono battuti tutti i record: 62 per cento al Di Venere, 43 per cento al Policlinico, nelle cliniche private il limite tocca il 90 per cento.

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO