Andrea Carrano: un insigne letterato di Conca dei marini

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Conca dei Marini, Costiera amalfitana . Noi siedevamo tra i banchi dell’istituto professionale per il Turismo (sarebbe diventato tecnico di stato qualche anno più avanti) a Villa Savo a Vettica di Amalfi: il nostro insegnante di italiano e storia era un signore di Conca dei Marini che arrivava, se non ricordo male, dagli Stati Uniti d’America dove, penso, insegnasse la lingua italiana. Si chiamava Andrea Carrano e abitava una casa sul mare, dove l’odore della salsedine ti sveglia nelle calde giornate costierine, a Conca dei Marini, di cui è stato anche sindaco acclamato per qualche anno e dove riposa in pace, accanto alla sua adorata moglie, dall’estate dell’anno scorso. Andrea Carrano era innamorato del latino e greco classico ed era ordinario delle due discipline al liceo classico “Tasso” di Salerno, senza, però, mai dimenticare alcuni alunni del Turistico, con i quali aveva instaurato un rapporto affettivo e di stima che andava oltre le aule scolastiche: ci siamo ritrovati, spesso, anche a tavola perchè Andrea Carrano era amante dello stare insieme. Ha preso parte a numerosi premi letterari in giro per l’Italia, riscuotendo quel successo che meritava ampiamente. Della sua Conca dei marini cantava:  dall’alto sovrani ti mira     il Monastero   Giù dall’ampio seno   marino il gigante    turrito del Capo   Terra di ulivi sacri   sospesi sui dirupi,   accogli in seno i frutti   della terra, il cardo   e le ginestre a grappoli   odorose   e l’agave pungente   su cui sonnecchia il verde   dei ramarri.    Il tuo nome tramanda    impavidi nocchieri   intenti all’Orsa, adusi   ai nembi di Guascogna.   Dal mare l’eco a notte   di voci marinare   sfuma nel giro    concavo di stelle:    ti carezzano effluvi    di silenzi sottili,    la luna a picco    ti bacia,    Concha Marinorum