CHIUSA PER FREDDO BIBLIOTECA PROVINCIALE DI SALERNO

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Protestano utenti e
bibliotecai per la mancanza del riscaldamento ed altri disservizi

Dal giorno 7 febbraio sulla porta della Biblioteca Provinciale di Salerno appare il cartello che indica la chiusura forzosa della struttura a causa del freddo. Nell’edificio di via Salvatore Calenda non
funziona il riscaldamento e la temperatura bassa all’interno è insostenibile per chi vuole condurre una ricerca o più semplicemente usufruire delle sale studio. Restano chiuse quindi anche l’emeroteca e l’archivio della torre libraria. Le attività degli studiosi e degli studenti sono rinviate a data da
destinarsi a causa del freddo ma non solo. Infatti, a quanto pare, la Biblioteca risulta praticamente inagibile anche a causa del sistema antincendio, che non funziona, e per le copiose perdite d’acqua che provengono dai bagni, che si infiltrano nelle plafoniere elettriche bagnando i cavi e mandando in corto il sistema.Per tutelare sia il personale sia gli utenti i responsabili della Biblioteca si sono visti costretti alla temporanea chiusura, cioè fino a quando non verrà ripristinato il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento (si spera presto) o, nel peggiore dei casi, quando arriverà la primavera con un caldo sole. La nuova sede della Biblioteca Provinciale, inaugurata negli anni sessanta è un palazzone di vetro di sei piani, freddissimo di inverno e torrido d’estate con
un sistema di condizionamento e di riscaldamento vetusto ed inadeguato alle sue dimensioni. Un vero peccato per il prestigio della isituzione. Pochi sanno che la Biblioteca Provinciale di Salerno è la più antica di Italia: è stata istituita al 1843 con deliberazione del Consiglio Provinciale di Salerno, ratificata successivamente da Ferdinando II con regia deliberazione del febbraio 1844. Al suo interno è custodito un ricco patrimonio librario, costituito di oltre quattrocentomila titoli, tra i quali si annoverano volumi rari e di pregio: pergamene, manoscritti, incunaboli e cinquecentine. L’Istituto si caratterizza per la presenza della Divisione Salernitana, che raccoglie pubblicazioni, quotidiani e
riviste riguardanti la storia, la letteratura, l’arte dell’Italia Meridionale, con particolare riferimento al territorio della provincia di Salerno. Di recente ed a seguito della assai discussa gestione della Dott.sa Matilde Romito (accusata di culpa in vigilando, esautorata e trasferita dal dicembre 2009, dopo vent’anni di dirigenza del settore Musei e Biblioteche della Provincia di Salerno. Su Facebook è attivo il gruppo “Rivogliamo Mattilde Romito” fondato da tale Vittoria Alata), una serie di importanti iniziative hanno coinvolto gli enti, le associazioni, e le scuole dei 158 comuni del salernitano, che l’hanno resa un vero e proprio punto di riferimento per migliaia di persone. Non va trascurata l’emeroteca, anch’essa inagibile in questi giorni e collocata al piano terra della Biblioteca Provinciale. Al suo interno sono praticamente conservati tutti i quotidiani locali e nazionali possibili. L’emeroteca raccoglie oltre 200 testate giornalistiche relative ad un periodo che va
dalla fine del XIX secolo fino ad oggi. La cospicua dotazione, pervenuta in gran parte in seguito alle generose donazioni, si è arricchita attraverso acquisizioni mirate. Il patrimonio seriale annovera tra i titoli più importanti: “Gli annali civili del Regno delle Due Sicilie” (1834-1858), “Il buon senso” (1897 1915) e “Idea fascista” (1926-1934). I periodici correnti disponibili sono: il Corriere della Sera (dal
1950), Il Mattino (dal 1950), La Repubblica (dal 1976-), Il Sole 24 ore (dal 1959), La Città.  Inoltre la sezione conserva numeri isolati e raccolte lacunose, tra le quali si citano: Roma (1947-1978), L’Unità (1948-1978), Il Giornale (1951-1965), L’Avvenire (1956-1978), Il Giorno (1956-1970), Il Tempo (1956-1978). Da pochi mesi è stato vviato il progetto relativo al riordino e alla catalogazione dei giornali dell’Emeroteca, curato dal personale dell’Istituto e finalizzato alla conservazione e valorizzazione dei documenti, garantendo il diritto all’informazione ed una migliore fruizione da parte dell’utenza. Nel frattempo non resta che aspettare la sua riapertura. Condizioni meteo permettendo.

Andrea Gambardella