Sorrento non solo Villa Tritone da Capri, Positano, Villa Nicolini dalla Russia le mani sulle costiere

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Sorrento. Non solo Villa Tritone ma da Capri, Positano, Villa Nicolini la marcia dei russi sulle costiere da Amalfi a Punta Campanella, il lembo di terra tra la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e l’isola di Capri continua ad ammaliare l’aristocrazia russa, un feeling fra Mosca in Russia e le coste più prestigiose di Napoli in Campania. Il primo a scoprire le bellezze di questo angolo di paradiso fu lo scrittore Massimo Gorki che soggiornò nella villa “Il Sorito” del Capo di Sorrento dal 1924 al 1933, ospite delle duchesse Matilde e Elena di Serracapriola. Negli stessi anni il coreografo e ballerino russo Leonide Massine acquistò l’arcipelago de Li Galli, i tre isolotti che sorgono di fronte a Positano. Qui fece edificare una stupenda dimora che anni dopo, nel 1989, fu acquistata da un altro ballerino russo, Rudolf Nureyev, che la elesse a sua dimora fino al 1993. Negli anni successivi non sono più gli artisti dell’ex Unione Sovietica ad accaparrarsi i luoghi simbolo racchiusi tra i golfi di Napoli e Salerno, ma i fiumi di rubli a disposizione dei magnati dell’industria. Il caso più recente, come riporta Massimiliano d’ Esposito su Il Mattino di ieri, prima di Villa Astor, riguarda Villa Nicolini a Sant’Agnello, acquistata all’asta nel 2006 da un ricco imprenditore russo per 5milioni e 400mila euro. La residenza venne fatta edificare tra il 1923 ed il 1926 dallo scultore siciliano Giovanni Nicolini che spese 36mila lire per acquistare il fondo a nome della moglie, la belga Marcelle Colignon. Nicolini soggiornò nella villa che porta il suo nome fino al 1954, traendo spunto dalle bellezze naturali di questo angolo di costiera per le suo opere. Poi la vendita all’asta del 2006. Nel corso degli anni la dimora ha sempre rappresentato uno degli scenari più suggestivi della penisola sorrentina, tanto che nel 1993 venne scelta come sfondo per un francobollo da 600 lire dedicato alla città di Sorrento, mentre nel maggio del 2006 fu utilizzata come set cinematografico per il film-documentario «Rum e coca». Dopo l’acquisto da parte del ricco industriale russo, Villa Nicolini è stata oggetto di un intervento di consolidamento e restauro. I lavori sono stati eseguiti sotto la supervisione dell’ingegnere Antonio Elefante: «Il grosso delle opere di recupero è stato completato – spiega – al momento siamo impegnati nelle finiture interne affidate a qualificati artigiani francesi e tedeschi». La stupenda dimora è tornata al suo antico splendore e, come conferma Elefante, «entro giugno i lavori saranno completati».