MAIORI:NEGATA LA MEMORIA ALLE VITTIME DELLE FOIBE. MINACCE E INTIMIDAZIONI PER IMPEDIRE UNA CONFERENZA

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Come ogni anno in Italia ci si appresta a ricordare i 20.000 italiani vittime delle foibe e i 350.000 esuli di Istria e Dalmazia secondo la legge 92 del 2004 che istituisce il 10 Febbraio quale “Giorno del Ricordo. L’associazione Casapound ha indetto una conferenza – dibattito aperta a tutti e con la partecipazione a fini didattici delle scuole superiori del territorio. Il luogo destinato al convegno era la “Palasisa”, presso il porto di Maiori, ma a due dall’evento i responsabili della struttura si sono tirati indietro costringendo gli organizzatori ad un rocambolesco cambio di programma.

Il motivo del “ripensamento” è una serie di minacce pervenute ai gestori del palasisa da parte di sedicenti membri di un “collettivo comunista” locale, che hanno pressato e condizionato perchè la manifestazione non si svolgesse, annunciando in caso contrario “casini” di ogni genere nonché ripercussioni.

La manifestazione si svolgerà ugualmente, stesso orario e stesso giorno, ovvero alle ore 11.00 di Sabato 11 Febbraio, ma anziché al palasisa di Maiori si terrà presso l’AUDITORIUM delle scuole medie.

 

“Contro una legge di questo stato, contro ogni etica e senso di umanità, è stato negata la memoria alle vittime delle foibe con metodi di stampo camorristico a cui, per altro, si cede troppo facilmente” Dichiara Cobalto, leader di Casapound, che aggiunge “ Questo episodio di minaccia e boicottaggio assurdo è preceduto da altri: un professore dell’Istituto Tecnico per il Turismo, sezione di Maiori, che ha imposto ai suoi studenti di non partecipare e ha influenzato la scelta del Preside di non mandare le proprie classi alla conferenza. All’interno del Liceo, poi, gli stessi eroi hanno inscenato una protesta “di massa” degli studenti facendo girare un volantino delirante sulla “pericolosità” della nostra associazione.

Nessuno si scandalizza di fronte a un razzismo culturale così plateale e una mancanza assoluta di democrazia. Gli italiani massacrati nelle foibe avranno pari dignità con tutte le altre vittime aldilà dei colori politici nella memoria storica nazionale, questo è il nostro impegno senza compromessi. Quanto ai “comunisti” a cui da tanto fastidio questa memoria, come sempre, non c’è nessuna risposta da parte nostra a parte un’indifferenza sostanziale, a conferma del loro continuo fallimento. Non gli concederemo mai pari dignità politica .C’è infatti chi fa qualcosa e chi invece sa solo muoversi per tentare di distruggerla.”