Agostino Di Bartolomei, un film lo ricorda, nel titolo c´è tutto del campione, (11 metri)

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 Francesco Del Grosso aveva solo 12 anni quando Agostino Di Bartolomei si suicidò con un colpo di pistola al cuore il 30 maggio 1994 nella sua casa di San Marco di Castellabate a Salerno. Il film s’intitola «11 Metri», a riecheggiare la grande specialità di Agostino nel tirare i calci di rigore, ed è un viaggio nella vita pubblica e privata di Di Bartolomei.

Com’è nata l’idea di girare un film su Agostino Di Bartolomei?
«L’idea è stata del produttore Daniele Esposito. Durante le riprese di «Benvenuti al Sud», girato a Castellabate, Daniele ha conosciuto la moglie di Agostino, Marisa De Santis. Nessuno aveva mai parlato della sua figura privata oltre quella calcistica già conosciuta da tutti. Alla fine il dato cruciale della vicenda Di Bartolomei era diventato soltanto la tragica scelta del suicidio. Così è nata l’idea di realizzare 11 Metri».

 

Cosa l’ha incuriosita dell’uomo Di Bartolomei?
«Da tifoso romanista all’inizio ero un po’ impaurito perché a Roma Agostino è un mito, molto di più che a Salerno e a Milano. Poi ho capito che c’era la possibilità di raccontare tutta la sua storia, una storia universale che accomuna tante persone colpite dalla depressione».

 

Che idea si è fatto sulla morte di Agostino?
«Le motivazioni che l’hanno portato al suicidio resteranno sempre nascoste. Agostino era una persona molto intelligente, probabilmente è stato qualcosa che ha fatto traboccare il vaso, l’ennesima risposta negativa ricevuta a spingerlo a compiere quel gesto. Il film racconta in maniera obiettiva che la morte potrebbe essere legata alla data, il 30 maggio 1994, dieci anni esatti dopo la finale di Coppa Campioni persa dalla sua Roma. Non so dire se il suicidio sia stato premeditato o meno, so soltanto che quella mattina una telefonata che l’ha destabilizzato c’è stata. Come ha scritto nel suo biglietto d’addio, Agostino non vedeva più l’uscita dal tunnel».

 

In una scena si vede Di Bartolomei durante un’intervista abbracciato dai tifosi granata per la promozione in B.
«11 Metri è un film su un suicida dove in molti casi si ride. Questa scena è abbastanza comica: un tifoso che suona la trombetta e Agostino che si gira quasi stizzito. Durante il periodo di Salerno ha scritto un bellissimo libro di tattica calcistica e sull’insegnamento ai bambini. Il libro non è stato ancora pubblicato e io ho avuto modo di leggerlo: racconta cose basilari con un linguaggio semplice. Il documentario è ambientato in parte anche a Salerno. Nel film ho avuto il privilegio di intervistare Peppino Soglia, il presidente della Salernitana. Era molto legato ad Agostino. Poi ho girato nel Vestuti: qui abbiamo avuto la possibilità di rievocare quei momenti bellissimi della promozione».

condensato dal    Corriere del Mezzogiorno

 

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