LIVORNO. Tre milioni di danni, la nevicata record costa cara

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È già pronta la richiesta di stato di calamità naturale. Ancora tanto freddo, escluse nuove precipitazioni.

LIVORNO. Partiamo dalla cattiva notizia: il freddo continuerà a tenerci compagnia ancora per un bel po’. La buona notizia, invece, è che – almeno per ora -resteremo alla larga dalle nevicate.Che il gelo non ci ha abbandonati, lo abbiamo capito già ieri: in centro, alle sei di mattina, si sono registrati meno 4 gradi, mentre alle 8,30 la temperatura era di -2. La situazione è migliorata solo in tarda mattinata, quando il sole ha finalmente regalato un po’ di tepore e ha sciolto qua e là i cumuli di neve: alle 13 i gradi erano infatti 4. Ma la colonnina di mercurio è di nuovo scesa sotto zero in serata e anche per oggi non si annunciano particolari variazioni climitiche. Intanto ieri mattina sono riprese regolarmente le lezioni in tutte le scuole cittadine: non si sono registrati particolari problemi nell’accesso agli istituti e neppure sono stati segnalati guasti agli impianti di riscaldamento (tutto ok anche a Collesalvetti, dove sempre ieri hanno riaperto le scuole). A Palazzo Civico si stanno facendo i conti dei danni provocati dal maltempo e l’ammontare si annuncia molto salato: una stima definitiva si saprà solo questo pomeriggio, quando si riunirà la giunta comunale, ma indicativamente si calcola che la maxi-nevicata alla fine costerà circa 3 milioni di euro. Per quanto riguarda gli interventi di massima urgenza, il Comune ha già speso 500mila euro: in questa cifra rientrano la spalatura (80mila euro), il taglio dei rami pericolanti (92.000), i maggiori consumi di riscaldamento per gli edifici pubblici, i pasti ai volontari, il vitto e l’alloggio ai senzatetto, il ripristino degli impianti di illuminazione pubblica e di quelli semaforici, etc.) Ma a questa somma, dovrà essere aggiunta la spesa per i necessari lavori di riasfaltatura di decine di strade, di rifacimento di circa trecento marciapiedi, di ripristino di 350 tombini, di ricostruzione di muri di sostegno. Per questo motivo, l’amministrazione comunale è intenzionata a chiedere lo stato di calamità naturale alla Regione.

di Alessandro Guarducci FONTE IL TIRRENO