La Moldava sul Costa Condordia amo il comandante Schettino

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Meta di Sorrento, penisola sorrentina. E sulla vicenda Schettino non potevano mancare altri colpi di scena.  La 24enne moldava era in plancia con il comandante Francesco Schettino al momento del naufragio della nave Costa Concordia: lo ha ammesso davanti ai pm di Grosseto. E c’è dell’altro: «Ero lì perché sono innamorata di Schettino». I suoi oggetti, poi, sono stati ritrovati dai sommozzatori nella cabina del comandante della Concordia. Intanto, due giorni fa è arrivato lo stop definitivo alle ricerche, dopo 19 giorni. Sono 14 le persone ancora disperse, mentre sono salite a 18 le vittime accertate, dopo l’identificazione del corpo di una donna tedesca. Gli oggetti. Ci sono anche alcuni indumenti e vari capi d’abbigliamento, sembra anche il beauty-case, contenuti in una borsa da viaggio, tra gli oggetti personali della moldava Domnica. I sub li hanno trovati nella cabina personale del comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, quando il 21 gennaio scorso hanno recuperato la sua cassaforte. La moldava avrebbe spiegato la presenza dei suoi vestiti nella cabina di Schettino proprio per l’amicizia con il comandante della Costa Concordia, un uomo da cui ha detto di essere affascinata. L’interrogatorio. La Cemortan è arrivata intorno alle 11 alla caserma dei carabinieri. È uscita verso le 17.30, protetta dagli stessi militari e dal cappuccio di un piumino scuro che le ha coperto la testa. Non ha parlato con nessuno ed è salita su un’auto che l’ha portata via. «Sì ero in plancia»: ammissione chiara e sufficiente a convincere i pm della procura di Grosseto a parlare circa sei ore e mezzo con la moldava Domnica Cemortan, 24 anni, sentita ieri come persona informata sui fatti nella stazione dei carabinieri di Marina di Grosseto. Le hanno chiesto cosa vide e cosa ascoltò la sera del 13 gennaio sulla plancia di comando della nave Costa Concordia, da quando il comandante Francesco Schettino puntò la rotta di avvicinamento al Giglio, all’impatto contro gli scogli de Le Scole e al naufragio del bastimento con oltre 4.200 persone a bordo. Lei c’era ha collaborato con gli inquirenti, che si ritengono soddisfatti delle sue risposte. «Ha detto tante cose», filtra dalla procura. «Vedremo se combaciano con le altre testimonianze». La sua presenza in plancia smentisce le affermazioni di Schettino al gip, quando disse che lui non permetteva a nessun estraneo di stare in plancia di comando. Il debole. La Cemortan, 24 anni, durante il lungo colloquio con i pm ha confessato quello che tanti avevano sospettato: il suo amore per il comandante Francesco Schettino, che «comportandosi da eroe, ha salvato centinaia, se non migliaia di vite» nel mare dell’Isola del Giglio, cosa che del resto lei stessa aveva già detto in un’intervista ad una tv del suo paese. La circostanza non cambia nulla dal punto di vista delle indagini, ma può quanto meno aiutare a chiarire perché fosse imbarcata sulla Concordia senza registrazione né cabina. Il naufragio. Nella sua ricostruzione ai sostituti Stefano Pizza e Maria Navarro, piuttosto dettagliata, Domnica Cemortan ha confermato di aver assistito ai drammatici momenti delle manovre per tirar via la Costa Concordia dagli scogli. Ha raccontato, per quanto vide, come agirono Schettino e gli altri ufficiali. Avrebbe riferito loro frasi. È stata meno precisa sugli orari degli accadimenti, dall’allarme, all’evacuazione, ai soccorsi, alla corsa alle scialuppe di salvataggio. È stata testimone del “cuore” della Costa Concordia quando naufragò. Il suo racconto è il primo – a quanto si sa potrebbe rimanere il solo – dell’unica persona non appartenente all’equipaggio ammessa in plancia. Una circostanza, si apprende da fonti inquirenti, che avrebbe mutato l’atteggiamento degli stessi pm grossetani. Le indagini. In questa fase c’è un metodo che la procura di Grosseto sta seguendo: raccogliere principali testimonianze e confrontarle, per individuare una ricostruzione il più possibile fedele alla realtà dei fatti. Un lavoro da svolgere entro la scadenza dell’ incidente probatorio (prima udienza il 3 marzo) sulla scatola nera: questi riscontri tecnici saranno confrontati sulle testimonianze, a partire da quella di Schettino. Poi l’inchiesta ripartirà ancora, tracciando una sua, nuova rotta. Defueling. A causa del maltempo slittano ai primi giorni della prossima settimana le operazioni di svuotamento del carburante dai serbatoi della Costa Concordia. Il mare agitato e il forte vento di grecale rendono impossibile ogni tipo di operazione o lavoro sul relitto della nave. Ricerche. Al Giglio, dopo 19 giorni è stata decisa la fine delle ricerche dei dispersi della nave Costa Concordia. Quattordici persone, tra cui la piccola Dayana di 5 anni, che vanno ad aggiungersi all’elenco delle 18 vittime identificate e a quel cadavere ancora senza nome. Lo stop. «Sono venute meno le condizioni operative di sicurezzà», ha spiegato la Protezione civile. Ancora sospese le operazioni propedeutiche per l’inizio dell’attività del defueling, bloccate dalle condizioni meteo. Il presidente della Costa Crociere, Pierluigi Foschi, ha affermato che entro «24 ore inizieranno fisicamente le operazioni di pompaggio del carburante» dalle cisterne della nave Concordia. Ma le condizioni meteo rendono improbabile questa ipotesi. Una delle vetrate della piscina a poppa della nave si è staccata proprio per il mare grosso. Il Codacons ha presentato diffida al Commissario delegato all’emergenza per il naufragio di Costa Concordia Franco Gabrielli affinché «vengano immediatamente riprese le ricerche dei dispersi». L’associazione ha anche depositato un esposto in procura affinché «vengano avviate specifiche indagini sui motivi per cui sono state sospese» e perché «si accertino eventuali ipotesi di reato come interruzione di pubblico servizio, omissione di atti d’ufficio e violenza privata nei confronti dei familiari dei dispersi».