Naufragio Concordia, anomalie rilevate sul fondale, potrebbero essere corpi di scomparsi.

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 di Salvatore Caccaviello

Domenica scorsa la nave idrografica della Marina Militare “Galatea”, provvista di apparecchiature all’avanguardia ed in special modo di sofisticati scandagli, sonar ed infrarossi, ha concluso la prima fase di ispezione dei  fondali intorno alla Costa Concordia. Il Comandante dell’unità il Tenente di Vascello Nicola Marco Pizzeghello ha dichiarato che sul fondale intorno allo scafo naufragato ci sono diverse anomalie. Qualcosa che non è associabile a normali conformazioni della profondità marina che potrebbero essere oggetti della nave, ma non si esclude che possano essere cadaveri di persone scomparse.   Dopo aver terminato le operazioni di ispezione del fondo marino, iniziate il 23 gennaio scorso si è passati alla fase  di  elaborazione di tali ispezioni, rivedendo tutti i dati prodotti dagli strumenti di bordo, elaborando una carta dell’area adiacente al naufragio ed  individuando con cerchietti rossi le anomalie riscontrate. Appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno si inizierà l’ultima fase dell’esplorazione che consiste appunto nell’indagine ottica di queste anomalie. Nell’operazione che dovrebbe durare due o tre giorni, sarà impiegato l’ormai famoso robot filoguidato, il Rov, con a bordo una telecamera subacquea. Sulla base dei risultati, si accerterà così l’esatta natura delle anomalie registrate”. Il comando di bordo deciderà quindi di investigare sia  con il  robot subacquei ed anche con immersioni dei reparti specializzati. La Galatea varata il 7 giugno 2000, è specializzata per ricerche e rilievi idrografici, imbarca 31 persone di equipaggio, è lunga 39,2 metri e larga 12,6 metri. Dotata di sofisticate apparecchiature di ultima generazione grazie alle quali si sono potute effettuare le indagini e ricerche sul fondale marino nel tratto di mare che ha visto il naufragio della Costa Concordia. Uno speciale sonar segnala eventuali anomalie presenti sul fondale. La peculiare struttura della nave, interamente realizzata in materiale composito FRP (Fibre Reinforced Plastic) è stata espressamente concepita per condurre attività idro-oceanografiche. Quali:determinazione dei fondali per mezzo di ecoscandagli di ultima generazione; ricerca di relitti e di scafi affondati o di ostacoli sommersi pericolosi per la navigazione; topografia e geodesia delle opere portuali e delle coste. Determinazione della natura dei fondali marini; raccolta dati oceanografici di marea, correnti marine e di parametri caratteristici delle acque; raccolta di informazioni finalizzate all’aggiornamento della documentazione nautica. 02/02/2012 – Salvatore Caccaviello.

fonte Adnkronos.