RIFORMA DEL LAVORO, FORNERO ACCELERA. BONANNI: "GOVERNO SIA CAUTO SULL´ART.18"

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ROMA – La riforma del mercato del lavoro «il governo la farà con o senza accordo». Lo ha chiarito il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, alle parti sociali, nel corso del tavolo a Palazzo Chigi, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti. Con le parti sociali c’è «un dialogo» in corso, ma «il governo sa e farà di tutto per prendere il treno. E se lo facciamo insieme siamo contenti altrimenti il governo cercherà comunque di farlo», avrebbe detto il ministro.
«Saremo giudicati dagli italiani», avrebbe aggiunto la Fornero. Un riferimento «agli italiani che hanno subito esclusioni e non hanno avuto prospettive appiattendosi su precarietà e basse aspirazioni».
«Vogliamo distinguere tra flessibilità buona e cattiva, in entrata e in uscita». E «realizzare un’uniforme distribuzione delle tutele sia nei segmenti del lavoro sia nel ciclo di vita della persona», due degli obiettivi del governo sulla riforma del mercato del lavoro indicati dal ministro.
L’obiettivo complessivo è, comunque, quello di «rafforzare la posizione dei lavoratori», sottolinea. Il ministro ha parlato anche di formazione e apprendistato e del potenziamento delle politiche attive e dei servizi al lavoro. L’obiettivo complessivo, ha aggiunto, non è aiutare i lavoratori a discapito delle imprese o viceversa. Il disegno è di «grande respiro», ha infatti evidenziato, sempre secondo quanto riferito.

BONANNI «Invitiamo il governo ad una maggiore cautela sia nel modo di parlare che nel modo di agire», dice il leader Cisl, Raffaele Bonanni, dopo aver parlato dell’art.18 usato, «per coprire altro». «Ci prenderemo la nostra responsabilità – dice -: vogliamo che si tratti, che si arrivi ad una soluzione. Le imprese stesse non ne fanno una bandiera». «Abbiamo apprezzato molto e spero che su questo il governo sia davvero coerente, la volontà di far pagare di più la flessibilità» e di «contrastare la flessibilità cattiva». Lo ha sottolineato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine del tavolo con il governo sulla riforma del mercato del lavoro, sottolineando che «non è la flessibilità che ci preoccupa, ma quella usata in modo fraudolento», come le «false partite Iva». Bonanni ha inoltre affermato che l’apprendistato è «l’elemento di maggiore convinzione» per aiutare i giovani ad entrare «più speditamente» nel mercato del lavoro e la necessità di «rafforzare gli incentivi». E ha evidenziato l’importanza anche di agire sui «contratti di reinserimento». «Le premesse sono migliori di quelle dell’altra volta». Lo dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo l’incontro a Palazzo Chigi sulla riforma del mercato del Lavoro. Sono «piu chiari» i temi sul tavolo, spiega. «Ora si capisce qual è il problema». Mentre sul metodo «ci sarà una discussione che continuerà per circa un mese, probabilmente la prossima settimana ci si vede di nuovo con il governo. Intanto le parti sociali potranno tentare di organizzare proposte, risposte, soluzioni». 

MARCEGAGLIA: POSTO FISSO NON C’E’ PIU’ «Nella situazione in cui siamo il posto fisso, come tale, non c’è più, dobbiamo prendere atto di questo». È quanto ha affermato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando le dichiarazioni del premier Monti nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. Secondo Marcegaglia non è una questione di posto fisso «monotono». E ha aggiunto: «Penso che il presidente Monti lo dicesse in una logica, soprattutto per un giovane, di fare più esperienze, che è utile e arricchisce, crea più professionalità».
«Siamo totalmente d’accordo con quello che ha detto ieri il premier Monti, l’articolo 18 non deve essere più un tabù, crea una dicotomia drammatica, pesantissima all’interno del mercato del lavoro. Quindi questo tema è posto, è sul tavolo, noi lo sosteniamo», ha detto la presidente di Confindustria. 
«Vorremmo che si arrivasse a questa formulazione: reintegro per tutti i casi di licenziamento discriminatorio, negli altri casi ci deve essere una indennità di licenziamento». «Il ministro Fornero ha parlato di licenziamenti per motivi economici, senza il tema del reintegro ma solo con l’indennità di licenziamento. Il tema è sul tavolo», ha concluso la Marcegaglia.

fonte:leggo