Sorrento in boxlandia? Sui parcheggi non facciamo la caccia alle streghe..

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Riceviamo e pubblichiamo l’interessante intervento dell’ingegner Elio Raffaele d’Esposito sulla polemica sui parcheggi in penisola sorrentina

In merito all’art. dell’1/02/2002 “ La Regione Campania trasforma Sorrento in boxlandia….su Positano news

 

Egregio direttore, capisco la notizia mediatica ad effetto, ma credo, pur comprendendo di andare controcorrente, di dover manifestare il mio disappunto per la scarsa conoscenza della complessa materia.

 

In effetti su questa legge reg. n. 19/2001 ci sono state  continue modifiche facendola oscillare come un pendolo da un estremo all’altro nel campo della vincolistica : Infatti nasce nel 2001 ( governo Bassolino ) e al famoso art. 9 prevede che le disposizioni di detta legge, nell’area sorrentina – amalfitana prevalgono, in caso di contrasto su quelle del PUT ( Piano Urbanistico Territoriale e anche paesistico  del territorio sorrentino – amalfitano ).

 

Detta norma, molto permissiva nella vincolistica ambientale,  viene modificata con la legge Reg.16/2004, che prevede che le disposizioni “ procedurali “ trovano applicazione in questa zona, “ fatti salvi tutti i vincoli previsti dal PUT “

 

Con la legge Reg. n.1/2011 viene rimodificato il detto art. 9 eliminando quest’ultimo inciso “ fatti salvi tutti i vincoli del PUT “  Ciò non significa assolutamente che i parcheggi non sono assoggettati ai pareri vincolanti ambientali come dispone il codice ambientale ( d.l. 42/2004) e quindi ai vincoli del PUT.

 

Con la legge Reg. recente ( la finanziaria reg. n. 1/2012, art. 52, comma 5 )  si è completato un discorso eliminando la parola “procedurale” che non aveva più un senso compiuto  nel contesto in cui era attualmente inserito, anzi rappresentava solo un equivoco e confusione, stante le modifiche precedenti.

 

Pertanto la legge attuale n. 19/2001, a seguito di tutte le diverse modifiche, non vuole assolutamente liberalizzare la costruzione dei box che, ripeto sono soggetti alle autorizzazioni ambientali e al rispetto dei vincoli imposti dal PUT su tali zone.

 

Purtroppo è sulla vincolistica del PUT  che vi è una confusione enorme :

 

Infatti il PUT all’art. 17, per diverse zone, vieta l’edificabilità privata, alcune perché sature, altre perché di rispetto ambientale, ( zone 6 di edificazione recente, zone 2 di interesse  ambientale, etc.) ma nulla dice sui dovuti standards urbanistici che sono necessari e previsti dal D.M. 1444/68  e cioè sui parcheggi sottoterra che non hanno nulla a che vedere con le disposizioni riguardanti l’edificazione che nella nostra  lingua madrepatria  italiana( basta vedere l’etimologia della parola “ edificare “)  si riferisce agli edifici sopra terra e che lo stesso legislatore del PUT chiarisce quando consente all’edilizia pubblica nelle stesse zone 2 la possibilità di edificare purchè non vi sia occlusione della vista dei centri storici e del paesaggio, in quanto è oggetto di valutazione ambientale quello che emerge dal suolo e crea impatti ambientali. Cioè il legislatore del PUT si è preoccupato di tutelare le visuali dei centri storici e del paesaggio della zona.

 

E a questo proposito ricordiamoci un passo della sentenza del Consiglio di Stato ( n. 599/2003)  : “ La finalità perseguita dall’art. 17 del PUT è quella di impedire l’edificazione di ulteriori vani, non già di vietare la realizzazione di opere pertinenziali a edifici esistenti  tra le quali rientrano anche quelle dei parcheggi privati”

 

Il problema di fondo è che non si deve modificare la L.Reg. n. 19/2001 bensì si deve rifare il PUT vecchio, obsoleto, concepito nella metà degli anni 70 e , assurdamente, ancora in essere a dettare prescrizioni fuori dalla realtà socio economica attuale.

 

Sono anch’io un convinto ambientalista e, come tale, ritengo che i parcheggi là dove sono necessari, con chiara documentata esigenza, vanno realizzati e, se possibile, con il minimo utilizzo del verde esistente ( che comunque dev’essere ripristinato ).  Là dove chiaramente non hanno ragione di esistere, vanno proibiti.

 

Ma che sarebbe Sorrento senza i parcheggi realizzati e soprattutto quelli misti privati e pubblici a rotazione  ? Tutta la penisola ne beneficia e tutti ne parlano bene. Gli ambientalisti ad oltranza ci dicano quale modello di crescita dobbiamo portare avanti, senza incartarci come un presepe e cercando di far sopravvivere le diverse attività che mantengono in piedi ancora un po’ la traballante economia. E non parlino di centinaia di ettari invasi dai parcheggi : un ettaro, per la precisione corrisponde a diecimila mq. e centinaia di ettari, di conseguenza, corrispondono a milioni di mq. !!!

 

Ma se i box pertinenziali non hanno più una notevole richiesta, e, pur tuttavia si vedono strade intasate di auto ( in contrasto con le finalità della L.Tognoli che così recitava “ al fine di decongestionare il traffico nei centri urbani “ ) bisogna porsi questa domanda : I Comuni hanno interesse a togliere le auto dalle strade, stante il gettito di milioni di Euro dalle striscie bleu e i giardini intasati di auto sotto le lamiere arrugginite  e con il brecciolino a terra, sono ancora i nostri tipici agrumeti sorrentini? Ma perché non facciamo un referendum o un convegno per capire il problema nella sua essenza?

 

Cordialmente

 

Ing. Elio Raffaele d’Esposito