Vico Equense ordinanza affama cani sindaco Cinque incontra associazioni animaliste e ci ripensa

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 Vico Equense ordinanza affama cani sindaco Cinque incontra associazioni animaliste. Questa sera l’incontro che vedrà le associazioni di Sorrento e della penisola sorrentina, affiancate da Positanonews, con il sindaco Gennaro Cinque a discutere dell’ordinanza che vieta di cibare i cani . Fra le donne piu impegnate in penisola sorrentina Claudia Castellano danese di origine vive a Piano di Sorrento ed è  sposata con Peppe Russo titolare del Music on the Rocks a Positano “Al sindaco chiediamo un impegno per i cani, per curarli e sfamarli, non al contrario. Il problema principale è un canile sul territorio, ma anche e sopratutto cultura e sensibilità animalista che manca a molti”Erano presenti: Marco Savarese, Maria Astarita, Marinella Gargiulo e Angela Esposito della Lega del Cane di Vico Equense, Angela Starace, Animalisti del Faito, Raffaele Lauro, In Movimento per Vico, Maria Volpe e Claudia Castellanodella Lega del Cane di Sorrento, Claudia Amato degli Animalisti e Antispecisti di Castellammare di Stabia. L’incontro è stato incentrato sull’ordinanza del Comune di Vico Equense che vieta di dar da mangiare a cani e gatti randagi: pena una multa da 25 a 500 euro. Il ricorso al provvedimento, si è reso necessario per fronteggiare problemi di carattere igienico sanitario in alcune pubbliche vie e spazi all’aperto, causati da residui di cibo che sono abbandonati, da privati cittadini che provvedono a dar da mangiare a cani, gatti randagi e piccioni, senza cura per il decoro e l’igiene dei luoghi. Di qui il divieto assoluto di somministrare qualsiasi genere alimentare agli animali su suolo pubblico e privato. Sulla vicenda le associazioni animaliste hanno invitato il Primo cittadino a ritirare l’ordinanza, sottolineando che la giurisprudenza amministrativa, si è più volte espressa sulle cosiddette “ordinanze affama randagi”, sospendendole prima e annullandole poi, in seguito ad appositi ricorsi. Com’è stato rilevato nel corso dell’incontro l’abbandono irresponsabile dei cani, che in alcuni periodi dell’anno assume proporzioni notevoli, determina il deprecabile fenomeno del randagismo, che negli ultimi tempi ha assunto dimensioni rilevanti e preoccupanti, con tutte le implicazioni di ordine igienico, sociale e sanitario.

Da questo primo incontro sono emersi due fattori importanti: da un lato l’ammissione da parte di volontari locali dell’ormai indecorosa ed insostenibile situazione non igienica venutasi a creare, dall’altra la volontà da parte dell’Amministrazione comunale di stabilire un rapporto più stretto di collaborazione con le associazioni animaliste al fine di garantire un’adeguata risposta al fenomeno del randagismo. Pertanto, su proposta dei convenuti il Comune di Vico Equense si è impegnato all’acquisto di un lettore di microchip da affidare in dotazione al Corpo di Polizia Locale, a disposizione dei volontari che unitamente ai VV.UU. potranno fare i dovuti controlli. Il Comune, in questi giorni, raccoglierà altresì tutte le informazioni necessarie presso l’ASL di riferimento per la microchippatura dei cani randagi e padronali, e all’acquisto di 50 ciotole riportanti il logo della Città di Vico Equense che i Volontari potranno ritirare presso il Comando di Polizia Locale, da utilizzare per la somministrazione di cibo e acqua ai cani randagi, con l’obbligo di rimozione e di lasciare pulito il suolo interessato. L’8 febbraio prossimo è previsto un secondo incontro al quale parteciperanno, tra gli altri, anche alcuni rappresentanti del Partito Animalista Europeo: il Presidente, dott. Stafano Fuccelli, il Coordinatore Nazionale, dott. Enrico Rizzi e la dott.ssa Sonia Fraioli, Segretario Nazionale.Enrico Rizzi: un intervento di civiltà, parteciperemo alla stesura della nuova Ordinanza

Il Sindaco di Vico Equense ci ripensa. Niente Ordinanza affama randagi, come comunicato nei giorni scorsi. Anzi, prende carta e penna e scrive adEnrico Rizzi, Coordinatore del PAE (Partito Animalista Europeo), che aveva minacciato di sporgere denuncia. Gennaro Cinque, questo il nome del Sindaco, ha ora disposto la distribuzione delle ciotole per dare da mangiare ai randagi. Avete capito bene, lo stesso Sindaco predisporrà, tramite il Comando della Polizia Locale, la distribuzione di cinquanta ciotole che riporteranno il logo del Comune di Vico Equense. Grande soddisfazione viene ora espressa dallo stesso Rizzi secondo il quale “il Sindaco, con tale gesto ha denotato un’azione rispettosa nei confronti dei soggetti più deboli ed indifesi. Il Sindaco ha dato un segnale di grande civiltà e sensibilità. Nell’ultima settimana – ha aggiunto Rizzi – un’intensa negoziazione con l’Amministrazione Comunale era stata portata avanti dal PAE. Credo che i risultati possono definirsi positivi.”. La nuova Ordinanza verrà predisposta il prossimo otto febbraio nel corso di una riunione tecnica alla quale sono stati invitati i rappresentanti del PAE. Disporrà anche l’uso di un lettore di microchip che verrà messo nelle disponibilità della Polizia Locale e sarà utilizzabile in maniera congiunta con i volontari. Questi ultimi sono stati incontrati nei giorni scorsi proprio dal Sindaco. L’incontro fece seguito alle polemiche sorte dopo l’emanazione dell’Ordinanza che vietava la somministrazione del cibo ai randagi. Una sorta di rivolta che sommerse il Comune di proteste pervenute da tutta Italia. “Mercoledì prossimo esamineremo la bozza della nuova Ordinanza – ha fatto presente Rizzi – e sarà occasione di confrontarci anche con il Comandante del Corpo di Polizia Municipale, i funzionari incaricati ed i due Medici Veterinari che hanno assicurato la loro presenza. Sono certo che sarà un incontro costruttivo e mi preme ringraziare per questo il Sindaco che ha dimostrato di volerci ascoltare.”. L’unico obbligo che sarà ora disposto per i volontari animalisti è quello di tenere puliti i luoghi e rimuovere la ciotola una volta concluso il pasto del randagio. In progetto pure l’installazione di dispenser con paletta e sacchetti monouso. Una rivoluzione, dunque, per i randagi maggiormente tutelati, per i volontari del luogo e forse per la stessa Segreteria del Sindaco, con la quale Rizzi si era sentito quotidianamente. Non vi è alcuna legge che vieta la somministrazione di cibo, aveva detto Rizzi, anzi la giurisprudenza maturata va in direzione opposta, riconoscendo l’alto grado di civiltà di chi si prodiga per i randagi.