NA 17 GENN 2012 HDE PRES. ROMANZO “17” DI LUCIANO SCATENI

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 Riceviamo e pubblichiamo        

 

 Hde                                               

arte architettura design

di Francesca di Transo

piazzetta del Nilo, 7

Napoli

 

Venerdì 17, alle 17 e 17 minuti (in punto), Mimmo Liguoro e Mario Savonardo raccontano i perché di “17”, sconcertante titolo dell’ultimo romanzo di Luciano Scateni. “17”, scalcagnato tapino venuto malvolentieri al mondo e figlio di chissà quale padre: è un niente nella città dove molti “nessuno” sopravvivono ai margini degli affari loschi della malavita.  Sfigatissimo, ”17” esce dal buio della sua tragicomica nullità e vola via. Sfida la iella, lascia la pelle del derelitto  e si riprende la vita, ma la fuga da Napoli non basta a esorcizzare definitivamente la maledizione di quel dannato numero “17”. Come finirà?

 

                           Letture e interventi musicali di Enza Di Blasio, attrice e cantante raffinata.

 

Proiezione dei nuovi disegni di Luciano Scateni

 

 Uno sgorbio, un vistoso errore di duplicazione della cellula che dà origine alla vita.

 

Insomma “Diciassette”.

 

     Neanche il tempo di partorirlo e il coro delle femmine piangenti, megere pagate per interpretare dolore e compassione,  intonano  la nenia  della rassegnazione. “Dio te l’ha mandato…tienetello” ululano alla madre che non concede neppure uno sguardo pietoso al brutto anatroccolo.   

Cresce 17 ma sarà mai vita quella di questo derelitto, tapino, amorfo, denutrito, canzonato, bistrattato ominide? Proprio no, almeno fino all’istante fatale di una disavventura  che costa un mucchio di carta-monete al  truce capintesta della gang malavitosa di cui il  tapino è praticamente schiavo.

17 è al bivio della sua disgraziata esistenza: consegnarsi all’infame destino segnato  dal  nomignolo o sparire  in volo per terre vergini, dove sotterrare l’identità di omuncolo? La metamorfosi, opera della fuga da Napoli e dalla iella per lidi transoceanici, è clamorosa.

Nuovo soprannome, “Usura”, albergo di lusso, soldi come piovesse e tutto intorno il conflitto mondiale delle cosche camorristiche. Lieto fine? La maledizione del numero 17 è inesorabile e il novello strozzino commette l’errore di pensare che il sottile filo da cui pende la spada di Damocle non cederà.

                                                      Morale: chi nasce 17 non può morire 88.

 

 

Inserito da Alberto Del Grosso

Giornalista Fotoreporter